fbpx

Ricerche sui bodybuilder

ricerche sui bodybuilder

Quando si parla di ricerche, studi ufficiali o esperimenti vari, effettuati su diverse tipologie di soggetti, raramente capita di sentir parlare di ricerche sui bodybuilder. Oggi qualche studio sul bodybuilding inizia a fare capolino, ma il materiale prodotto è sicuramente scarso e fino a qualche anno fa non si sentiva affatto.

In effetti, è piuttosto facile leggere di studi condotti ad esempio sulla perdita di peso, sulle malattie metaboliche, su soggetti obesi, sul diabete… o magari sulle donne incinte o sui fumatori (solo per fare degli esempi) e sui quali per altro vengono investiti diversi milioni di dollari ogni anno. Difficilmente però si sente parlare di studi o ricerche sui bodybuilder professionisti. Questo sicuramente è anche legato al fatto che l’aumento o il mantenimento della massa muscolare destano poco interesse economico.

E pensare che ormai è più che noto, anche a livello medico, quale sia la grande importanza della massa muscolare nella composizione corporea, anche in vista del dimagrimento. Avere più muscoli significa essere più sani, più prestativi ed avere un sacco di vantaggi a livello metabolico, come avevo spiegato bene in questo articolo. Anche i medici (quelli che si aggiornano) finalmente se ne stanno rendendo conto ed infatti sono sempre più frequenti i casi in cui si instaurano ottime collaborazioni con la nostra categoria di tecnici, dove i primi inviano i loro pazienti ai secondi, per fargli fare “ipertrofia muscolare“.

Se da un lato quindi la maggior parte dei dati scientifici disponibili, si riferisce a problemi di salute e a come superarli, dall’altro si può quasi ipotizzare che di norma i bodybuilder (Natural) molto più raramente siano interessati da patologie e disturbi fisici… Di conseguenza è ovvio che la comunità scientifica in generale non sia invogliata a compiere determinate ricerche su di loro.

Ricerche sui bodybuilderMi piace pensare in un certo senso che in casi come questi, riguardanti soprattutto l’alimentazione, i bodybuilder siano in pratica scienziati e studiosi di se stessi! Essi applicano i vari metodi, più o meno consolidati, valutando passo dopo passo gli sviluppi dei loro programmi, intervenendo laddove necessario, per determinare cosa sia più adatto per loro, o meglio, cosa funzioni maggiormente. Senza aspettare conferme scientifiche. In teoria non ci sarebbero molti motivi per spendere soldi per fare ricerche sui bodybuilder, per dimostrare ciò che poi sono in grado di scoprire da soli.

Ovviamente per affrontare discorsi di questo genere, bisogna avere comunque delle basi scientifiche di studio, che riguardino la nutrizione umana, la biochimica ecc.

Un altro motivo per cui probabilmente non vengono fatte molte ricerche sui bodybuilder, può anche essere legato al fatto che queste community non sono molto numerose e quindi non genererebbero profitti a sufficienza per giustificare determinati investimenti per studi specifici. D’altra parte invece i soggetti diabetici o obesi sono sempre più in aumento e sono accompagnati da evidenti problemi di salute legati alla loro condizione.

Molte volte sulle riviste di culturismo vengono comunque inseriti articoli riguardanti tali studi o ricerche, anche perché i problemi di salute legati a patologie comuni, possono aiutare i bodybuilder che devono ridurre il grasso accumulato o che devono “manipolare” ad esempio i meccanismi dell’insulina (parliamo di quella autoprodotta ovviamente).

In merito alla nutrizione possiamo fare un’ulteriore osservazione… C’è da notare che le ricerche dettagliate che vengono fatte sulla risposta dell’organismo agli alimenti, sono sempre più allineate all’alimentazione da bodybuilder (ovviamente non parlo di quantità dei singoli alimenti ma di ripartizione) i quali hanno capito col passare degli anni e dei tentativi, che la risposta migliore del corpo, è ottenuta mantenendo un adeguato e personalizzato consumo di proteine, (indubbiamente più elevato rispetto ad un sedentario o a chi pratica altri sport) e un adeguato consumo di carboidrati complessi e grassi salutari (moninstaturi, omega 3, senza dimenticare i saturi). Seguendo questi semplici accorgimenti, i bodybuilder hanno sempre ottenuto eccellenti risultati, in tempi più che ragionevoli.

Bisogna inoltre ricordare che, a livello estetico, in un bodyuilder si noterebbe subito uno squilibrio generato ad esempio da calorie in eccesso o da errori grossolani nella ripartizione dei nutrienti, poiché la sua percentuale di grasso corporeo generalmente si trova al 6 – 8%, a differenza di una persona normale che viaggia intorno al 16% ,quando sportiva, per andare ben oltre il 20%, quando sedentaria. In tal caso una variazione anche solo dell’1-2%, si noterebbe subito a livello addominale.

Altro fattore che hanno riportato più volte in passato molti bodybuilder, è stato quello di sentirsi molto più pigri e “ingolfati”, in concomitanza di un consumo di un’elevata quantità di carboidrati, proprio per la risposta insulinica generata. Sicuramente qui si apre un mondo, in quanto le variabili in gioco sono tantissime e sono sempre legate al singolo soggetto, alle sue caratteristiche fisiche e alla sua situazione fisiologica. I possibile problemi legati all’utilizzo dei carboidrati, sono sempre da ricercare in una condizione non ottimale (valori ematici alterati, massa grassa troppo elevata ecc.), in una cattiva gestione e in una scelta di fonti alimentari non ottimali da cui reperirli.

Ricordiamo sempre che i carbo sono fondamentali, soprattutto in occasione di allenamenti intensi, anche in fase di definizione! Perché sono l’unica fonte di energia pulita e rapidamente disponibile e servono per rifornire i muscoli di glicogeno, pronto da essere utilizzato appunto come risorsa energetica.

Oggi gli approcci sono cambiati molto e i Bodybuilder Natural, hanno capito che certi sistemi “vecchia scuola”, difficilmente funzionavano su tutti, anzi! Le vecchie preparazioni in stile dieta metabolica, chetogenica, se non addirittura quelle follie a carne e acqua, sono un totale fallimento, che portano tutte al cannibalismo di preziosa massa magra. Anche perché nella maggior parte dei casi si tratta di sistemi provenienti dal mondo del bodybuilding “amplificato”.

Non bisogna avere paura dei carboidrati, bisogna insegnare al proprio corpo ad utilizzarli al meglio, per spararli esattamente là dove servono, dentro le cellule muscolari.

In conclusione posso dire che i bodybulider sotto certi aspetti, è un po’ come se sorpassassero la scienza, essendo come detto in precedenza scienziati di se stessi. Potrei anche dirti di fare tesoro dei discorsi e dei consigli di alcuni di loro, che ovviamente siano esperti… preferisco però dirti di prendere sempre tutto con le pinze e soprattutto di valutare con attenzione, ricordando sempre la chiara distinzione tra mondo Natural e non.

Se poi ti piacciono le classiche riviste di settore, quelle coi titoloni esplosivi tipo “Bicipi come cannoni” – “Super massa in 8 settimane” ecc. ecc., allora a maggior ragione c’è da drizzare le antenne! Leggile ma mantieni sempre entrambi i piedi ben saldi a terra, ricordando che buona parte di ciò che trovi lì sopra potrebbe essere gonfiato a dovere per rendere più accattivante il contenuto, o semplicemente per vendere più integratori.

Cerca invece di individuare allenatori e preparatori sportivi, che siano dei veri professionisti del settore, sia per quanto riguarda l’alimentazione, che per l’allenamento o per il mondo dell’integrazione.

Di sicuro evita di dare retta all’ultimo arrivato in palestra, o al galletto di turno, poiché non è detto che quel prodotto che lui considera tanto miracoloso funzioni o che sia adatto anche te. Il buon senso e la personalizzazione stanno sempre alla base di tutto.

Lascia pure il tuo commento qua sotto e condivi l’articolo!

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

2 Comments

  1. Francesco Grigioni | 7 Maggio 2016 at 16:38
     

    Caro Marco, da circa un mese leggo i Tuoi scritti. Trovo tutto molto interessante e professionalmente serio cio’ che dici.Mi interesserebbe sapere, come devo trattarmi per cercare di stare in forma e non peggiorare il mio fisico. Ho ripreso a frequentare la palestra xrche’ ho notato in me perdita di tono muscolare,pigrizia,affaticamento,malavoglia,e altre paturnie. Situazioni comuni a molte persone ad un certo momento della propria vita. I Tuoi scritti, probabilmente sono indirizzati a persone di eta’ media come vedo in palestra, 30/40 ( la media ) Ora mi chiedo, l’adulto avanzato,l’anziano, e il piu’ anziano: come si dovrebbero comportare? Personalmente sono gia’ un piu’anziano ( 80) Ho sempre fatto sport amatoriale,e il mio pensiero e’ fortemente sportivo ( naif ) vedo molti anziani senza cultura sportiva, e ancora piu’ vecchi della Loro eta’ anagrafica. Un Blog o pagine dedicate a questa categoria , ? ? .? No!!? Ciao: con stima “franco grigioni”

    Reply
    • Marco Ferrari | 8 Maggio 2016 at 13:12
       

      Ciao Francesco, ti ringrazio molto per l’interesse con cui segui il mio lavoro qui sul blog e naturalmente per aver acquistato i miei manuali.
      Bisogna ricordare un cosa basilare che riguarda la fisiologia umana. Noi con il passare del tempo tendiamo fisiologicamente a perdere una componente prima di tutte le altre, la forza…e di conseguenza avviene la perdita di massa muscolare (sarcopenia). Si perde quattro volte la forza in misura anticipata rispetto alla massa contrattile. Questo passaggio è inevitabile a meno che non diamo dei motivi al corpo per non farlo…e l’unico modo è quello di allenarsi contro resistenza, con i sovraccarichi e soprattutto per la forza. La resistenza invece è un qualcosa che si perde molto più difficilmente e legato a questo ecco uno dei classici errori che spesso si fanno in molti centri fitness, ovvero quello di mettere gli anziani a camminare per ore su un tappeto. In questo modo non solo non lo stiamo aiutando ma stiamo anche indirettamente rischiando di velocizzare il processo prima descritto, perché l’eccesso di attività aerobica diventa catabolico per la massa muscolare. Ovviamente non significa che una persona anziana non debba camminare! Anzi tutt’altro! Però non deve essere una priorità su cui lavorare in palestra. A camminare ci deve andare per conto suo all’aria aperta.
      Tutti dovrebbero avere come obiettivo primario quello di diventare più forti e di arrivare attorno ai 50-60 anni con più muscoli possibili per gestire tutte le variabili della vita, tra cui la capacità di gestire gli zuccheri nel tempo, la malattia e anche la disabilità…la variabile che gestisce la disabilità è sempre il muscolo, parte metabolica attiva del corpo.
      Infine ti posso ancora dire che all’ultima convention ISSA in cui erano presenti fisiologi di fama mondiale come Giuseppe Montanari, il tema era proprio “Muscoli per la Longeviy” e abbiamo visto che con allenamento e alimentazione adeguati si possono ottenere risultati fino a 95 anni.
      Quindi quello che devi fare è avere uno stile di vita sano, mangiare bene e allenarti per la forza, con esercizi base e far durare le sessioni di allenamento il meno possibile. Quindi pochi esercizi, con la giusta intensità, che sia sempre rapportata alle tue capacità attuali e soprattutto gli schemi motori dei vari movimenti siano tutti eseguiti in maniera impeccabile.
      Complimenti per la tua voglia di continuare a metterti in gioco, mi raccomando non mollare perché puoi senza dubbio ancora ottenere dei miglioramenti.
      Saluti e buon lavoro

      Reply

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il contenuto è protetto!

Send this to a friend