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Obesità in Italia: un problema sottovalutato e spesso ignorato

In questo post vorrei scrivere due righe di sfogo a proposito di una piaga della società che sta dilagando in maniera sempre più smisurata nel nostro paese, sto parlando dell’ obesità in Italia.

I dati sono davvero preoccupanti caro mio lettore, abbiamo passato gli ultimi anni, soprattutto qui in Italia, a decantare la nostra beneamata Dieta Mediterranea, a prendere in giro gli americani per il loro modo di vivere fast food, ma a oggi le statistiche parlano chiaro in merito al sovrappeso e all’obesità nel Belpaese, soprattutto per quanto riguarda i bambini.

Uno studio degli anni ’70 condotto sull’isola di Creta, aveva fatto emergere come la salute degli abitanti fosse migliore grazie a un’alimentazione che comprendeva frutta, verdura, pesce azzurro, olio extravergine d’oliva e cereali INTEGRALI. Quella era la dieta mediterranea!

Quindi in parole povere, pochi (o quasi nessuno) conoscono e seguono la vera dieta mediterranea. Per la maggior parte degli Italiani, dieta mediterranea significa il solito festival con abuso cronico e senza ritegno delle 3 P (pane, pasta e pizza), alimenti che nella vera mediterranea originale non erano nemmeno presenti… e questi sono i risultati.

Importiamo dall’estero il 40% (e anche qualcosa in più) del grano, perché il consumo smisurato di pasta e prodotti da forno lo rende inevitabile.

Siamo il primo paese Europeo come percentuale di bambini obesi! Nelle statistiche del 2011 il 23,6% dei bambini risultava in sovrappeso e il 12,3% obeso! Davvero un triste primato…

Questi sono dati veramente allarmanti. Ora io mi domando, ma i genitori dove diavolo sono? Che cosa stanno facendo?

Il problema è che nella maggior parte dei casi neanche se ne accorgono! Forse perché spesso sono proprio loro i primi ad essere in quelle condizioni e a non avere nessun tipo di educazione alimentare.

I bambini sono troppo sedentari e mangiano schifezze tutto il giorno! Passano le giornate sul divano tra cellulare, videogames e cibo spazzatura, come possono non essere grassi?

È una cosa veramente vergognosa vedere quest’esercito di omini della Michelin in miniatura, che aumentano sempre più di numero. Eppure questa è la realtà dei fatti. E la maggior parte delle volte che vedo un bambino fare merenda o addentare qualcosa, si tratta sempre di merendine confezionate, dolci strapieni di zuccheri e grassi idrogenati, patatine… e ovviamente non mancano mai le bibite gassate e stracariche di zucchero anche quelle.

Almeno una volta le mamme si sbattevano a fare dei panini… non che sia una soluzione tra le più sane, ma sicuramente ben meglio un panino col prosciutto rispetto ad una merendina confezionata!

Io non so se anche gli altri percepiscono certe sensazioni come le percepisco io, sarà un po’ di deformazione professionale, ma queste scene davvero mi fanno andare in bestia, da un lato… e dall’altro mi fanno letteralmente cadere le braccia.

L’ obesità in Italia è un problema che sta dilagando a macchia d’olio e tutti questi bambini che oggi sono ridotti in questo stato, saranno i futuri malati di domani.

“MANGIA MANGIA! CHE HAI TEMPO A DIMAGRIRE…”

Questo è il tipo di ragionamento che si applica in molte famiglie… per non parlare di quando viene ancora visto come “sano” il bambino cicciottello. Purtroppo però non funziona affatto così, poiché il profilo degli adipociti si sviluppa con una carta di identità proprio in quegli anni delicati e sarà poi un qualcosa con cui poi dovranno combattere tutta la vita.

Gli adipociti (cellule del tessuto adiposo) possono variare come dimensioni, ma fino ai 10 anni di età possono variare anche come numero, fin quando non si sarà creato quello che può essere chiamato set point. Dopodiché difficilmente aumenteranno di numero ma soltanto di dimensioni. E i possibili cambiamenti potranno avvenire anch’essi solo sulle dimensioni, non sul numero. Questo cosa significa? Che se quel bambino passa i suoi primi anni di vita da obeso e crea un sacco di adipociti, se li dovrà tirare dietro per tutta la vita, potrà soltanto ridurli di dimensione, ma non di numero. E sarà tutto molto più difficile per lui, perché dovrà combattere una vita contro il rischio di sovrappeso, obesità e le varie patologie ad essi correlate.

Mi rivolgo quindi direttamente a te, genitore… che magari lo porti al Mc Donald’s o lo riempi di Coca Cola e dolcetti per farlo stare buono… se tuo figlio a 10-12 è già così grasso da far fatica a deambulare, significa semplicemente che “hai fallito come genitore”. Punto! Non c’è altro da aggiungere.

bambini-obesi

I rischi cardiovascolari correlati alla quantità di grasso corporeo, soprattutto viscerale (addominale), sono elevatissimi, basti pensare che secondo le linee guida europee, la circonferenza vita non dovrebbe superare i 102 cm per gli uomini gli 88 cm per le donne.

Il rapporto vita fianchi (WHR) dovrebbe essere inferiore a 0.95 per gli uomini e 0.85 per le donne.

Ecco altri numeri presi da alcune statistiche in base alle aree geografiche:

 

Uomini

Donne

Obeso

Sovrappeso

WHR

Obesa

Sovrappeso

WHR

Nord est

 

19%

52%

0.95

22%

35%

0.84

Nord ovest

15%

45%

0.93

16%

29%

0.83

Centro

 

16%

50%

0.94

19%

37%

0.84

Sud e isole

19%

52%

0.94

31%

36%

0.85

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Abbiamo fatto tanta campagna sia per quanto riguarda l’obesità in Italia e sia a livelli mondiali, contro i grassi, ma possibile che nessuno si preoccupi degli zuccheri, dei carboidrati in eccesso e dei cibi raffinati che si utilizzano puntualmente e con abbondanza?

I carboidrati sono indubbiamente la fonte energetica più vantaggiosa e pulita per affrontare le proprie attività, ma se non vengono utilizzati a tale scopo e il soggetto non ha una buona massa cellulare (buona struttura muscolare) e per giunta è pure sedentario, si dà luogo ad un eccesso (calorico in primis) ed a quel punto i carbo in eccesso possono essere convertiti dapprima in trigliceridi, che poi a loro volta possono essere immagazzinati come grasso di deposito.

Ricordando velocemente… i carboidrati ingeriti vengono poi trasformati in glucosio e dopodiché si aprono tre strade per essi:

  • Possono essere utilizzati dalle cellule come energia.
  • Possono essere trasformati in glicogeno e venire immagazzinati nelle scorte epatiche e muscolari (in base a quanti muscoli si possiedono!).
  • Quando le scorte di glicogeno sono sature, vengono trasformati in trigliceridi e poi in grasso di deposito, a maggior ragione se siamo in eccesso calorico.

Discorso a parte andrebbe fatto per il fruttosio, il quale viene metabolizzato direttamente dal fegato, che però ha una capacità molto molto limitata di convertirlo in glicogeno e questo in molti soggetti può dare origine ai problemi di malassorbimento con i vari disturbi annessi e quindi essere convertito in grasso. Per questi motivi non bisognerebbe superare i 40-50 g di fruttosio al giorno. Argomento trattato in dettaglio in questo articolo dedicato.

E attenzione, bada bene che è da questi eccessi di carboidrati (sul soggetto che non se lo può permettere), soprattutto raffinati, che si forma l’acido palmitico che a sua volta va a formare le particelle piccole e dense di colesterolo VLDL (quello proprio brutto e cattivo)… e la gente è ancora lì a preoccuparsi di quelle povere uova!

Tra l’altro ricordiamo che anche le proteine in eccesso, oltre a impegnare l’organismo nei processi di smaltimento, possono trasformarsi in trigliceridi, che a loro volta possono diventare grasso di deposito.

Sono ancora tanti quelli che leggono le etichette dei prodotti preoccupandosi di tenere conto solo dei grassi e via libera ai prodotti light (finti sani). Sì, peccato che bisognerebbe valutare anche gli zuccheri ed evitare magari i soliti picchi glicemici che si verificano costantemente e più volte al giorno.

Purtroppo certe scelte alimentari come l’utilizzo costante di pane, pasta, pizza, dolci e soprattutto bibite ultra zuccherate, stanno lasciando il loro segno indelebile per quanto riguarda l’obesità in Italia.

Attenzione però, bisogna specificare bene che non sto assolutamente dicendo che si devono eliminare i carboidrati! E nemmeno ridurli drasticamente, essi rimangono importantissimi, fondamentali e possono comunque rappresentare anche il 50-60% dell’apporto calorico dell’alimentazione come da linee guida. E lo dice uno che per molti mesi all’anno ne mangia più di 500 g al giorno (carboidrati effettivi)… Ma senza toccare pane e prodotti da forno e la pasta per me rappresenta solo uno sfizio saltuario.

Madornale errore quello di pensare di dimagrire o fare definizione togliendo i carboidrati!

Sto dicendo che andrebbero innanzitutto scelte delle fonti alimentari ottimali (riso, avena, cereali integrali, patate…) e andrebbero sempre moderati e regolati in base al soggetto, a seconda delle sue attività giornaliere e soprattutto del tipo di allenamento che dovrà svolgere. E naturalmente in base anche alla sua composizione corporea (più è muscoloso e più carbo potrà consumare) e al suo stato metabolico. Potrebbe essere intelligente più che altro ridurli/eliminarli nella seconda parte della giornata, per tutto quel discorso legato alla fisiologia ormonale circadiana. Ma qui si apre un mondo legato alle individualità.

Per oggi credo di essermi sfogato abbastanza, resta sintonizzato che sicuramente ne sentirai ancora su quest’argomento…

Lascia pure il tuo commento qua sotto. E condividi il post!

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

9 Comments

  1. Alessandro Vignolo | 24 Novembre 2011 at 22:22
     

    Questo lo ritengo un articolo importantissimo…
    Sarebbe bello Marc se un professionista del settore
    facesse un breve report semplice semplice per spiegare
    in modo divertente ai ragazzini quali sono le abitudini
    alimentari sane che dovrebbero tenere…
    Non una cosa tecnica, ma solo consigli da poter essere
    facilmente compresi anche dai bambini.
    Potrebbe essere una idea?
    ciao
    alessandro vignolo

    Reply
    • Marco Ferrari | 24 Novembre 2011 at 22:36
       

      Ciao Alessandro, ti ringrazio molto del tuo commento e per il tuo suggerimento. Hai perfettamente ragione, ora sono in quella fase in cui sto raccogliendo più idee possibili per la creazione di report pratici e utili che risolvano o aiutino a risolvere dubbi, e problemi.
      Saluti e a presto!

      Reply
  2. Luca | 28 Novembre 2011 at 00:45
     

    Ciao Marco,
    io ho trovato l’articolo molto interessante e soprattutto veritiero al massimo. Ormai è palese che gli zuccheri e i carboidrati in eccesso fanno lievitare le persone, sembrano proprio come hai detto tu, omini della Michelin.
    Si può dire io che sia praticamente un collega perché ho fatto un corso da personal trainer e sono proprietario di una palestra e la tua spiegazione del ciclo di Krebs non fa’ una grinza. Quindi mi chiedo anch’io cos’avesse da contestare l’amico Paolo…secondo me o non ha capito una mazza di quello che hai detto oppure è uno dei soliti rompiscatole del WEB che non hanno altro di meglio da fare che criticare l’operato degli altri. Per cui hai già sprecato anche troppe energie per rispondere.
    Io ti seguo da un pezzo e continuo a seguirti perché trovo il tuo sito un punto di riferimento.
    Che dire, saluti e continua così!
    Ps: anzi, sono d’accordo con Alessandro, scrivi qualcosa che la gente possa acquistare e scaricare!

    Reply
    • Marco Ferrari | 28 Novembre 2011 at 00:55
       

      Ciao Luca!
      Collega! 🙂
      Ti ringrazio moltissimo del tuo commento, fa sempre piacere vedere che la gente apprezza il mio lavoro. Qui ognuno è libero di esprimere il suo parere ma ovviamente i toni dovrebbero essere un po’ più pacati e magari di confronto…Hai ragione e sono al lavoro per eseguire degli Ebook e dei Report.
      A presto, mantieni viva questa tua passione e diffondila nelle persone con cui hai a che fare, visto che lavori in questo settore.
      Un abbraccio e continua a seguirmi!

      Reply
      • Luca | 28 Novembre 2011 at 01:28
         

        grazie a te ci mancherebbe!

        Reply
  3. romolo | 18 Dicembre 2011 at 16:44
     

    Ciao Marco,
    complimenti per l’articolo, veramente molto interessante.
    Per quello che è il mio pensiero, in Italia (ma anche in molti altri paesi), il problema di fondo è la mancanza di applicazione di una corretta alimentazione da parte delle persone. Quello che mi sembra strano, è che si spendono miloni di euro (forse miliardi) in spesa sanitaria per curare malattie strettamente correlate alla cattiva alimentazione, senza spendere grosse cifre per migliorare la conoscenza della “corretta alimentazione” da parte degli assistiti. Magari partendo dalle scuole.
    Non dobbiamo dimenticarci di una cosa, i soldi nel SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE ce li mettiamo tutti noi, e non guardate solo quelli della dichiarazione dei redditi, le tasse le paghiamo SEMPRE, quando facciamo la spesa (IVA), quando facciamo la benzina (ACCISE), quando facciamo delle visite di controllo (TIKET), e ancora e ancora e ancora.
    Problemi di questo tipo, non sono problemi che appartengono a qualcun’altro, ma appartengono a TUTTI NOI, perchè noi tutti ne paghiamo le conseguenza (e quando dico PAGHIAMO, non è una metafora).

    Reply
    • Marco Ferrari | 18 Dicembre 2011 at 18:26
       

      Grazie Romolo!
      Mi fa molto piacere ricevere commenti e note positive su argomenti come questo, soprattutto se arrivano da persone preparate come te che capiscono bene il problema.
      Quello che dici è giustissimo, infatti la prevenzione su tutto questo manca proprio da quando sarebbe utile introdurla e cioè nelle scuole magari, al pari de educazione sessuale, malattie infettive ecc., perché anche questa è una situazione patologica e anche grave a seconda dei casi! E come ricordi giustamente tu, la paghiamo tutti poi!
      Grazie e a presto.

      Reply
  4. simona | 2 Gennaio 2013 at 05:39
     

    La dieta mediterranea ha mantenuto gli italiani snelli per secoli quindi non demonizziamola. Il problema e’ la fretta. Le mamme non preparano + le merende. E’ tutto confezionato, pieno di zuccheri,grassi,I’ll computer e I videogiochi han preso I’ll posto delle corse in bicicletta. Le bibite si bevono in ogni occasione,ci sono 1000 feste di compleanno in un anno e occasioni per abbuffarsi..non si cammina+.Ho letto tanti accusare pizza e pasta.Qs.son sempre esistiti nelle ns.dieta eppure nessuno era obeso.

    Reply
    • Marco Ferrari | 2 Gennaio 2013 at 11:08
       

      Ciao Simona,
      grazie per la tua visita e per il tuo commento. Se hai letto bene l’articolo io non ho incolpato l’alimento o il macronutriente in se, infatti ho poi subito scritto “Attenzione, non ti sto assolutamente dicendo che devi eliminare o ridurre drasticamente i carboidrati, essi sono importantissimi, sto solo dicendo che andrebbero moderati più che altro nella seconda parte della giornata, ma prima di tutto andrebbero regolati in base al tuo metabolismo”.
      Siamo d’accordissimo sul discorso fretta e poco movimento, ma i problemi principali legati agli alimenti citati, sono dovuti principalmente alle quantità di essi che vengono consumate e al carico glicemico nel momento sbagliato della giornata, ossia di sera. E’ una caratteristica che accomuna tutti quelli che hanno problemi di sovrappeso, il fatto di sfondarsi ad esempio di pasta e pane nello stesso pasto e di avere un carico glicemico (dovuto ai carboidrati) la sera, quando non dovrebbero essere proprio mangiati.
      Questi alimenti non dico che vadano eliminati, ma vanno regolati Cosa che gran parte degli italiani non sta facendo…Sicuramente ci sono scelte alimentari più intelligenti e vantaggiose.
      Marco

      Reply

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