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Mal di schiena e dolore lombare – Rimedi, prevenzione

In questo post vorrei riprendere il delicato e ahimè doloroso discorso che avevo iniziato l’altra volta a proposito di mal di schiena e dolore lombare (lombalgia) cercando di fare un po’ di chiarezza su quelli che possono essere gli eventuali rimedi ma soprattutto per quanto riguarda la prevenzione.

Ovviamente tutto quello che leggerai di seguito, sarà solo a titolo informativo e non intende in alcun modo, sostituire il parere del medico. Se hai problemi di qualsiasi natura patologica, dovresti sempre rivolgerti a un medico, possibilmente specializzato.

Parlando di rimedi per il mal di schiena, per affrontare questo tipo di problemi ci saranno sostanzialmente tre passaggi fondamentali:

  1. La rassicurazione. Qui è molto importante il rapporto tra medico e paziente e in molti casi anche col Personal Trainer, che dovrebbe essere il primo a cui il soggetto si rivolge in caso di problemi (nel nostro ambiente ovviamente), il primo a rassicurare facendosi trovare competente e preparato sull’argomento; il lato psicologico ha grande rilevanza in tutto questo. Diventa poi essenziale una collaborazione tra personal trainer e medico per affrontare la questione.
  2. L’approccio farmacologico. Questo pur essendo il più delle volte di natura autoindotta, è esclusivamente di competenza del medico.
  3. L’approccio cinesiterapico.  In questo passaggio si affronta il problema da un punto di vista analitico, valutando la patologia nelle singole carenze oppure da un punto di vista globale, prendendo in considerazione un eventuale disequilibrio dell’organismo intero.

Nell’approccio analitico si valuta il dolore nella sua sede e intensità, sfruttando soltanto tecniche fisiche, lavorando con esercizi per rafforzare, stretching, mobilità articolare per riportare gradualmente il soggetto alla normalità, valutando anche la postura e gli eventuali esercizi che più si avvicinano a quella che è la vita quotidiana, anche da un punto di vista lavorativo.

L’approccio globale è invece soggetto a molte, forse troppe variabili e, infatti, non ha un grande supporto scientifico. Ci si concentra sul fatto che l’organismo non sia fatto di strutture isolate ma che tutto sia collegato, come nel tipico esempio di una cattiva occlusione dentale che coinvolge testa e spalle, tutto il tratto cervicale, dorsale e lombare per finire addirittura su addominali, anca e piede…tutto nel tentativo di adattamento.

Vengono prese in considerazione anche l’alimentazione e la condizione psicologica del soggetto. In tal caso è palese come un soggetto con problemi di ansia o depressione abbia una tendenza a una postura in chiusura anteriore, con antero-flessione delle spalle, che può sfociare ovviamente in problemi di mal di schiena e dolore lombare.

Generalmente un corretto approccio secondo i criteri statunitensi, canadesi e inglesi per affrontare questo tipo di problemi, prevede i seguenti passaggi:

  • Valutare il tipo di patologia
  • Antinfiammatori se necessario e dietro prescrizione medica
  • Riposo per periodi brevi (due/quattro giorni)
  • Rassicurazione
  • Consigli posturali
  • Ripresa dell’attività fisica, che spetta al Personal Trainer in base al somatotipo, alle attività svolte dal soggetto e alle esigenze personali.

Anche se vi sono pochi studi che dimostrano l’efficacia degli esercizi per trattare il mal di schiena, è un dato di fatto che sicuramente saranno meglio di un riposo passivo a letto. Ovviamente bisognerà evitare di gravare ulteriormente sulla colonna come primo accorgimento, in particolare facendo attenzione alle pressioni intradiscali che tenderebbero ad aggravare un’eventuale protrusione, aumentando notevolmente il dolore.

La lombalgia può essere acuta o meccanica, subacuta (durata superiore a sei settimane) e cronica (durata superiore ai tre mesi).

Tornando al discorso del riposo breve, questo è importante perché, al contrario di quello che si tende a pensare, nella posizione eretta diminuiscono i carichi sul disco intervertebrale a differenza della posizione seduta. Ecco perché i soggetti andrebbero incoraggiati a muoversi e camminare subito dopo il periodo di riposo a letto. Bisogna concentrarsi sul movimento migliorando la resistenza muscolare, per evitare anche eventuali ricadute.

Anche nel caso di una lombalgia subacuta il riposo non è da considerare un’arma vincente, poiché il disco intervertebrale, non viene nutrito in maniera corretta e possono inoltre aumentare paure e preoccupazioni. Le strutture cartilaginee, legamentose possono andare incontro a degenerazioni, esse necessitano quindi di carichi moderati per mantenersi in attività conservando una loro corretta anatomia. L’obiettivo principale in questa fase, rimane poi quello di evitare una lombalgia cronica.

Nella lombalgia cronica la diagnosi diventa molto più complicata, anche perché ci possono essere diverse concause che portano a questa situazione, dall’attività lavorativa alla condizione psicologica ecc. In questo caso si cerca innanzi tutto di preoccuparsi del dolore, che può diventare un compagno di vita quotidiano e debilitante, studiandone cause ed effetti.

Ricorda sempre che la schiena ha bisogno di esercizi di mantenimento anche in assenza di dolori; tieni presente che dal medico passerai circa 15 minuti del tuo tempo (e magari un’ora di attesa ;)), mentre con la tua schiena passerai 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Da questo si evince quanto sia importante un lavoro di prevenzione per il mal di schiena, prima ancora di terapie e trattamenti. Quello che fai per la tua schiena in condizione di normalità ti permetterà di evitare o limitare al minimo dolori, lombalgie ecc.

La chiropratica, un ottimo aiuto per il mal di schiena

Molti studi recenti hanno dimostrato come la chiropratica rappresenti uno tra i migliori metodi (se non il migliore) per ridurre gli inconvenienti correlati all’irrigidimento delle vertebre, riportandole alla loro posizione naturale attraverso una leggera manipolazione. Il chiropratico si occuperà di correggere gli squilibri strutturali del corpo, manipolando e risistemando spina dorsale e articolazioni, senza uso di farmaci e inserendo eventualmente anche esercizi di stretching. In molti casi vengono utilizzati ultrasuoni, ghiaccio, calore, elettrostimolazione, diatermia ecc.

È molto importante per l’atleta, così come per il soggetto sedentario, ripristinare la normale efficienza biomeccanica rafforzando muscoli, migliorando coordinazione ed equilibrio.

Se sei un amante e appassionato di cultura fisica, Body Building e Fitness, ti consiglio di rivolgerti a un chiropratico esperto di sport, informandoti bene sulle referenze, verificando che sia un ottimo professionista e soprattutto che valuti ogni singolo cliente, perché non andranno usate le stesse tecniche per tutti i tipi di soggetti.

Per oggi ci fermiamo qui, riprenderò il discorso nel prossimo articolo entrando un po’ più nello specifico, parlando anche di esercizi consigliati; nel frattempo sentiti libero di lasciare il tuo commento qua sotto e se ti è piaciuto l’articolo, condividilo su Facebook.

Bibliografia: Fitness la guida completa  (Edizioni sporting club Leonardo Da Vinci)

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

5 Comments

  1. Giuseppe F. | 3 Luglio 2013 at 20:39
     

    Ehhh Marco se non ci fossi tu…

    Reply
  2. francesco | 2 Maggio 2014 at 08:31
     

    Articolo professionale, utile e di favile interpretazione. Complimenti.

    Reply
    • Marco Ferrari | 2 Maggio 2014 at 11:13
       

      Ciao Francesco, grazie mille per l’apprezzamento

      Reply
  3. Stefano | 11 Marzo 2015 at 19:33
     

    Ciao Marco, io quando faccio l’esercizio stacco parziale (o dead lift), quello dove si arriva col bilanciere sotto al ginocchio per intenderci, il giorno dopo sento un dolore nella parte bassa della schiena, anche se metto la cintura. Lo faccio con 98 kg; sarebbe un peccato e mi seccherebbe se dovessi togliere quest’esercizio, che è uno dei pilastri del bodybuilding, ma sai anche tu che con la schiena non si scherza. Cosa mi sai dire a riguardo?

    Reply
    • Marco Ferrari | 12 Marzo 2015 at 09:50
       

      Ciao Stefano, diciamo che lo stacco a gambe semi-tese non è il massimo per la bassa schiena. a meno che non mi trovo davanti ad un soggetto particolarmente dotato, difficilmente lo consiglio, se non alle donne che comunque utilizzano un peso nettamente inferiore. Ricorda che il peso che sollevi da terra per la zona lombare è circa 5 volte quello che stai usando, quindi 50 kg diventano 250 kg. Se poi si sbaglia anche la postura (perdita dell’iperestensione della colonna), allora diventa 15 volte superiore, quindi 50 kg in realtà gravano sulla zona lombare come 750 kg.
      Il mio consiglio è di imparare bene gli stacchi da terra tradizionali, quelli in cui il bilanciere tocca terra in ogni ripetizione. Se invece sei proprio affezionato allo stacco rumeno, prendi in considerazione di farti osservare da un trainer esperto che possa valutare attentamente la tua esecuzione.
      Marco

      Reply

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