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Il multipower – effetti collaterali

Anche se questo è un argomento molto dibattuto da tempo, che suscita sempre discussioni e polemiche, purtroppo però molti non sono a conoscenza degli effetti collaterali del multipower. Pertanto voglio approfondire ulteriormente il discorso una volta per tutte, prendendo una posizione ben precisa… hai presente quando ti senti un sassolino nella scarpa che ti devi levare?

Del resto è sono argomenti che mi stanno particolarmente a cuore, come per ogni occasione in cui si parla di allenamento in sicurezza, biomeccanica, schemi motori e quant’altro. In questo caso stiamo parlando di un attrezzo che davvero a volte faccio fatica a collocare nello spazio temporale delle palestre, ma che purtroppo mi ritrovo sempre tra le …..

Conosciuta anche col nome Smith Machine, si tratta di quella “stupenda” macchina che troviamo quasi sempre in sala attrezzi e che non ha uno scopo ben definito, ma che in teoria si dovrebbe adeguare agli utilizzi più disparati, quali: squat, tirate al mento, stacchi, panca, lento, calf, scrollate ecc. Il problema è che lo fa in maniera completamente sbagliata!! Quindi avrai capito (spero) che quando ho detto stupenda, in realtà volevo dire orripilante!

Questa macchina ha dei difetti biomeccanici tali da risultare dannosa in quasi tutti gli esercizi che ho nominato sopra. Perché? Innanzi tutto perché il multipower è per l’appunto una macchina e come le altre macchine, di base facilita il movimento e il controllo motorio, di conseguenza impedisce il lavoro propriocettivo e stabilizzatore. Viene a meno quindi il rinforzo dei muscoli profondi che sono quei muscoli stabilizzatori disposti a racchiudere l’addome in una sorta di cilindro (tronco).

Il problema principale dunque, è dato dal movimento guidato e obbligato che ti fa compiere quest’attrezzo e che diventa molto pericoloso in quanto, essendo lineare, non segue/asseconda le curve e traiettorie naturali che si dovrebbero rispettare durante l’esecuzione di esercizi come lo squat in primis (il più usato e il più importante). Ma questo vale ovviamente anche per altri esercizi come il lento con bilanciere o le distensioni su panca o anche gli stacchi se vogliamo. Se tu provassi ad osservare lateralmente una persona che esegue questi esercizi, ti accorgeresti di questa differenza e capiresti sicuramente meglio il concetto.

Il movimento guidato e obbligato lungo le guide (su-giù) impedisce il fisiologico adattarsi delle articolazioni, mediante movimenti naturali “con tre gradi di libertà” e lungo un arco. Sono impedite via di fuga e aumentano quindi i rischi articolari e legamentosi e diminuiscono i benefici. (prof. Stefano Zambelli – MFS ISSA).

E ancora, a proposito di quelli che di dicono: “Lo faccio al multipower perché lo sento di più”…

A parità di carico non è necessario l’intervento dei muscoli stabilizzatori e i sinergismi e le co-contrazioni in movimenti complessi sono minori: meno unità motorie reclutate, minor lavoro ipertrofico.

Il suo percorso prestabilito non è adatto alla nostra struttura e più strada fa il bilanciere, più l’errore di movimento diventa maggiore.

E quella povera e bersagliatissima zona lombare? Durante lo squat eseguito con questa macchina, viene sottoposta ad un vero e proprio attentato, per i motivi sopra esposti.

Tutti i vari problemi poi si amplificano in maniera esponenziale soprattutto se ti trovi, come nella maggior parte dei casi, con i piedi ben più avanti del corpo.

In questo caso il movimento viene eseguito con la schiena totalmente dritta, senza ruotare il bacino in avanti (antiversione) e il carico si sposta ulteriormente sui dischi della colonna.

I muscoli ischiocrurali, che dovrebbero essere deputati a trazionare posteriormente la tibia nei movimenti di rotazione dell’anca, in questa posizione (con i piedi avanti) non vengono attivati e messi in tensione e di conseguenza aumenta notevolmente la tensione sul legamento crociato anteriore. Nello squat fatto come si deve, libero, gli ischiocrurali vengono messi in tensione dall’antiversione del bacino e questo stabilizza l’articolazione del ginocchio, diminuendo drasticamente le forze di taglio su di esso.

Inoltre i piedi che si puntano in quel modo e non slittano in avanti, aumentano considerevolmente la forza di compressione sull’articolazione.

Anche la caviglia lavora male, perché lavora in apertura, in modo instabile e non nella sua giusta fisiologia. A maggior ragione poi per chi ha già problemi di instabilità di caviglia (anche vecchi traumi) o problemi alle ginocchia. Basta ricordare infatti che la maggior parte delle distorsioni di caviglia, avviene proprio in inversione (piede all’esterno), che si accompagna appunto all’apertura…

Pertanto, se già il multipower è un disastro funzionale di base, quando viene utilizzato per lo squat con i piedi avanti, diventa un vero e proprio massacro annunciato.

Levati dalla testa la convinzione sbagliata che forse ti hanno inculcato, che il multipower sia più sicuro, che salvi o protegga la schiena, poiché succede esattamente il contrario!

Solitamente le persone, soprattutto alle prime armi, tendono ad utilizzarlo perché illusi da un apparente senso di sicurezza e incentivati dalla possibilità di caricare più peso e dalla maggior facilità di esecuzione. Certo è innegabile che fare squat al multipower sia più facile (e ci mancherebbe pure…). Ma quelle stesse persone, nella stragrande maggioranza dei casi, non sarebbe in grado di eseguire uno vero squat correttamente, sicuramente non con un certo carico. Qualcuno cadrebbe all’indietro e la maggior parte andrebbero in sculata, ne sono quasi certo, così come sono ormai certo di tutte le testimonianze di persone che hanno subito gravi infortuni o si sono create un sacco di problemi con la smith machine.

E purtroppo, capita spesso che molti istruttori se ne lavino le mani e indirizzino le persone al multipower, per un semplice motivo: non devono stargli dietro e non devono perdere tempo ad insegnare un schema motorio molto complesso.

Idee o non idee… la biomeccanica non è opinione e non funziona in base ai vari “Eh ma… secondo me..”.  La biomeccanica dice: “Siamo fatti così e funzioniamo in questo modo. Punto”. Il resto sono dogmi tramandati, difficilmente sradicabili dalle menti.

Se fosse per me, questa macchina non esisterebbe neanche nelle palestre, di conseguenza non ne consiglierei mai il suo utilizzo a nessuno sportivo seguito da me.

Se proprio volessimo trovargli un’utilità, al massimo concederei di eseguire il calf (per polpacci), il rematore inverso e le scrollate.

Un altro madornale errore (anzi in realtà comprende due errori correlati) che vedo nelle palestre, è l’esecuzione del lento dietro per le spalle al multipower… e in questo caso possiamo parlare di doppi effetti collaterali!

Partiamo dal presupposto che il lento dietro per le spalle non andrebbe proprio eseguito, figuriamoci poi al multipower!

Così come per la lat machine dietro per i dorsali, sono movimenti innaturali, che possono spingere in avanti la testa dell’omero, con rischio per altro di sublussazione, possono causare inoltre microtraumi cervicali e alla cuffia dei rotatori.
Senza contare il solito classico “Impingement” (sindrome da conflitto sub-acromiale), una delle patologie più diffuse in palestra.

Dai oggi, dai domani… dopodomani hai finito di dare.

Questi movimenti hanno creato un sacco di problemi all’articolazione della spalla di molte persone. Il rapporto rischio/beneficio in questi casi è sempre sbilanciato verso il rischio. Le uniche eccezioni sono per i soggetti dotati di struttura particolarmente flessibile. Ma in ogni caso non c’è nessun motivo logico per farlo!

  • Non è vero che viene attivato maggiormente il deltoide posteriore.
  • Non è vero che viene attivato maggiormente il gran dorsale.

Test con elettromiografia sono stati eseguiti (compresi nostri tecnici e docenti ISSA) a paragone con le versioni corrette e funzionali “avanti” ed è stato riscontrato come il muscolo venga reclutato anche meno!

Tutto poi risulta ulteriormente aggravato, se viene eseguito appunto in quell’obbrobrio di multipower, con movimenti costretti e guidati.

La scienza che studia la biomeccanica muscolare e dunque gli esercizi migliori, è in continua evoluzione e analizzando campioni e soggetti comuni, spesso si accorge per fortuna, che molti esercizi che si sono fatti per anni nelle palestre non sono più adatti… oppure alcuni macchinari risultano dannosi e quindi non vengono più inseriti o prodotti. Tieniti sempre aggiornato su questi argomenti, rispetta la tua salute!

Faccio un piccolo aggiornamento a quest’articolo aggiungendo un video dimostrativo che spiega come va eseguito uno squat. Ripeto ancora una volta in caso non fosse ancora chiaro:

Lo squat va eseguito libero!

Nel video che ti mostro qui sotto, puoi vedere uno dei massimi esperti italiani di squat (di squat lui ci vive e porta i ragazzi alle competizioni internazionali) che spiega, in una dimostrazione filmata al volo dal sottoscritto, la corretta didattica dello squat. Sto parlando di Ado Gruzza, Responsabile dell’area Tecnica della Federazione Italiana Powerlifting, Allenatore del Powerlifting Parma e del Nirvana Marche.

Questo è lo squat. Non ci sono altri modi di eseguire uno squat se non sotto ad un buon Power Rack.

So che in molte palestre non si trova questo fondamentale attrezzo… purtroppo per quanto mi riguarda, una palestra senza Rack, non dovrebbe avere il diritto di chiamarsi palestra!

Fammi sapere cosa ne pensi o se hai avuto esperienze dirette con quanto detto sopra, lascia il tuo commento e se ti è piaciuto l’articolo condividilo su Facebook!

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

97 Comments

  1. antonio | 6 Dicembre 2011 at 11:35
     

    nulla di piu’ vero

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Dicembre 2011 at 11:44
       

      Ciao Antonio, grazie del tuo commento!
      Si purtroppo il Multipower ha creato e continua a creare una marea di problemi.

      Reply
      • Max | 21 Aprile 2012 at 16:48
         

        I PROBLEMI LI HA CHI NON SA UTILIZZARLO IN MODO CORRETTO !!
        RICORDATEVI CHE ALCUNI STUDI DANNO CONTRO (MULTYPOWER) ALCUNI A FAVORE, TANTO SARANNO SEMPRE DISCORDANTI LE DUE TEORIE. IN VERITA’ NON HO MAI VISTO FARSI MALE NESSUNO AL MULTYPOWER. A VOI ARDUA SENTENZA !!!

        Reply
        • Marco Ferrari | 21 Aprile 2012 at 16:52
           

          Ciao Max, grazie per lasciato anche il tuo parere. Il discorso è stato ampiamente trattato, la mia opinione (che poi non è un’opinione ma studi reali) è quella dell’articolo e dei commenti che ho già lasciato.
          Saluti

          Reply
  2. romolo | 10 Dicembre 2011 at 13:21
     

    Non sono d’accordo su quasi nulla,
    al contrario penso che il multipower sia la macchina quasi perfetta presente in palestra!
    1. lo squat eseguito al multipower, è vero che obbliga a mantenere una linea verticale e questo si riperquote sul corpo, ma ditemi: se non è il corpo che esegue l’esercizio e a sopportare il peso, cosa dovrebbe sopportarlo? il pavimento? è ovvio che il peso da qualche parte deve essere scaricato, facendo squat a corpo libero non facciamo altro che introdurre altre variabili di pericolo nell’esercizio, sono consapevole del fatto che a corpo libero è maggiormente allenante per i muscoli che sbabilizzano il busto, ma, cosa stiamo allendando? le gambe o gli addominali? Lo vedo anche da me che in palestra molto spesso quando fanno squat al multipower dove alcuni tendono ad avere una postura troppo avanzata e quindi innaturale per la schiena, ma questa non è colpa della macchina, bensì di chi la usa male (e rischia di farsi male). Dire che lo squat guidato va abolito comporterebbe anche una riflessione su moltissimi altri esercizi, quasi tutti gli esercizi andrebbero aboliti, in quanto le articolazioni sono sempre coinvolte e sollecitate nel processo allenante. Quello che molti “guru innovativi” non considerano è il fatto che bisogna vedere cosa succede a fare diversamente e quali sono i rischi che si corrono. Lo squat libero non è assolutamente adatto ad un principiante che si avvicina allo sport, rischierebbe di interrompere la propria carriera sportiva ancora prima di iniziarla. Indovinate per colpa di chi?
    2. Il lento dietro al multipower è lo stesso discorso, è vero che sollecita l’articolazione della spalla, ma, fatto in modo corretto, ad esempio, guardatevi allo specchio di profilo e cercate di far scendere il peso in linea con il busto spostando il capo in avanti quanto serve eseguiendolo correttamente senza sollecitare troppo le cuffie dei rotatori. Facendolo a corpo libero il lento dietro non porta nessun vantaggio, anzi, è peggio. Voi dite: il lento dietro va abolito! Si aboliamolo, facciamo tutti i manubri a corpo libero, anche i principianti che invece di rischiare i rotatori con il lento dietro, magari rischiano il deltoide (l’importante è che le cuffie dei rotatori si salvino).
    Concludo.
    Tutti gli esercizi sollecitano le articolazioni, se non vi sta bene datevi all’elettrostimolazione, le cose da considerare sono:
    A) cosa rischio se faccio un movimento anomalo quando sono sotto sforzo (ovviamente in una esecuzione perfetta)?
    B) sono in grado di eseguire correttamente un’eserizio a corpo libero (ossia che comporta un maggiore rischio), ho muscoli stabilizzatori adatti per correggere i movimenti? ho l’esperienza necessaria e sono seguito da persone con l’esperienza sufficiente?

    Le macchine servono proprio a questo, allenarsi in sicurezza, tuttavia il rischio è comunque presente, e se qualcuno vi dice che questo o quello fa male, sappiate che: è ovvio che fa male ma, cosa rischio a fare diversamente?

    Reply
    • Marco Ferrari | 10 Dicembre 2011 at 17:22
       

      Ciao e grazie comunque per aver lasciato il tuo commento.
      Mi rendo conto che modificare delle convinzioni che abbiamo su ciò che magari stiamo facendo da anni, non sia una cosa semplice, ci sono passato anch’io. Vedi qui non si tratta di essere guru o meno, qui si tratta di rispettare tre principi, tre concetti fondamentali: Anatomia, Biomeccanica, Fisiologia.; questo per svolgere un allenamento muscolare in sicurezza. Io li ho studiati e ti posso garantire che la mia vita e il mio modo di valutare queste situazioni si sono completamente rivoluzionati. Quando ti rendi conto e sai perfettamente cosa sta succedendo ad esempio all’interno della tua articolazione scapolo-omerale piuttosto che nella zona lombare, le cose cambiano completamente. Ti garantisco che quasi tutti sbagliano anche solo le alzate laterali…non per contestare l’esercizio in se, non si discute l’attrezzo utilizzato (manubri, cavi, bilancieri, macchine, elastici) ma il rapporto efficacia sicurezza del gesto e per rispettare il movimento biomeccanico dell’articolazione stessa.
      Purtroppo a parole non mi è facile spiegare come l’omero abbia una scavatura in cui entra perfettamente l’acromion, ma ti garantisco che quando passi 6 ore di approfondimento con professori e tecnici, a concentrarti esclusivamente su un dettaglio così piccolo, ne esci con le convinzioni completamente cambiate o rinforzate. Il movimento che compie la spalla è quello, STOP. Non ci sono altre varianti; ed è quello che andrebbe rispettato. Sono stati eseguiti dei test elettromiografici che hanno dimostrato quanto il deltoide lavori nello stesso modo anche con gli esercizi svolti in sicurezza.
      Il lento dietro non rispetta la biomeccanica della spalla ed è un esercizio che non andrebbe eseguito, ne libero ne al multipower. Un principiante va seguito, i carichi devono essere adeguati, ovviamente non utilizzerà 25 kg per braccio! Il deltoide non rischia nulla se si eseguono gli esercizi in sicurezza e adeguati allo stato attuale di ogni sportivo. Con un problema articolare invece sei finito. Ci sono stati atleti che avrebbero potuto fare molto ma la loro carriera è finita anzi tempo!
      In ogni caso esiste anche il lento avanti col bilanciere che, pur non essendo il massimo per quanto riguarda l’articolazione (meglio i manubri), è sicuramente meno dannoso del lento dietro.
      Tornando allo squat, per quanto riguarda un principiante dipende sempre tutto dal carico utilizzato, nessuno dice di caricarsi un bilanciere con 80 kg sul collo dall’oggi al domani. Le cose si fanno per gradi, si deve iniziare anche solo a corpo libero o con il bilanciere vuoto per apprendere il corretto schema motorio.
      Il multipower è una macchina pericolosa poiché ripetendo per l’ennesima volta, il movimento è dettato dalla macchina stessa, invece dovrebbe essere dettato dal corpo. Se si spostano i piedi indietro ossia a livello delle spalle, potrebbe sembrare tutto ok, ma in realtà si sta spostando il carico sull’avanpiede e si stanno sollecitando in maniera errata le ginocchia, se invece, come abbiamo già detto si spostano i piedi in avanti, per evitare che le ginocchia oltrepassino le punte dei piedi, il bacino risulterà avanzato, si perderà la curva naturale della schiena e si metterà a rischio la parte bassa della colonna vertebrale, la zona lombare.
      Più la schiena rimane dritta, più aumentano i rischi d’infortunio alle vertebre!. Sostituire l’incapacità di antivertire e retrovertere il bacino attraverso la riproduzione del gesto al multipower sposterà sposterà solo il problema in altre parti del corpo.
      Questa macchina inoltre crea le condizioni per evitare il lavoro propriocettivo e di rinforzo dei muscoli profondi. Esclude l’intervento dei muscoli fissatori che sono indispensabili per il movimento umano. Inoltre il movimento normale è fatto di curve e qui sarebbe soltanto lineare quindi inadatto al nostro corpo.
      Il multipower andrebbe evitato per tutti quegli esercizi che compiono movimenti ad arco completo perché il movimento della macchina, torno a ripetere lineare, compromette il corretto movimento.
      Elettrostimolazione non la commento neanche poiché fa parte dei falsi miti del fitness assieme alle creme brucia grassi e i vari attrezzi per cui certe industrie si stanno arricchendo ancora oggi.
      Purtroppo molte volte le persone fanno fatica ad accettare che molte delle convinzioni e dei passaparola che esistono nelle palestre sono errati; come la cintura, su questo bisognerebbe aprire un discorso lungo a parte e lo farò. Quasi tutti sanno che va usata sempre per salvaguardare la schiena, ma in realtà non è a quello che serve.
      Se provi a far capire certe cose, molti ti rispondono: “io l’ho sempre fatto ed è sempre andata bene”. Ma non funziona così……
      Saluti.

      Reply
      • davide | 17 Aprile 2015 at 12:16
         

        io lascio commentare il video. https://www.youtube.com/watch?v=EB3wK25tqSQ

        Reply
        • Marco Ferrari | 17 Aprile 2015 at 14:41
           

          Eh che vuoi aggiungere a quello che si vede nella pessima sequenza. Sono allenamenti massimali estremi, da non ripetere a casa…o in palestra. Ognuno dovrebbe lavorare con il suo carico adeguato. Qui stiamo parlando di limiti superati abbondantemente da un pezzo…e forse di una bella dose di inadeguatezza…
          Marco

          Reply
          • davide | 29 Aprile 2015 at 12:19
             

            si ma prima o poi si carica il peso… non ci si allena in palestra con i pesetti, un bodybuilder che non carica che bodybuilder è?? 😉 quindi meglio caricare in totale sicurezza con la multipower, per carita’,si carichera’ un po’ di stress sulla schiena, ma almeno non ci si spacca le gambe! 🙂 prevenire è meglio che curare. saluti

          • Marco Ferrari | 29 Aprile 2015 at 13:05
             

            Ciao Davide, mi dispiace ma dal tuo commento si evincono solo due cose: o non hai letto l’articolo o non hai capito una sola parola di tutto quello che ho spiegato.
            A maggior ragione se pensi che il multipower sia più sicuro.
            Questo tipo di video l’ho inserito solo per far capire il movimento corretto. Il carico non c’entra nulla e ognuno deve utilizzare il SUO carico, adeguato al SUO stato di allenamento, aumentandolo in maniera progressiva.
            Ricorda una cosa, in palestra non si dovrebbe allenare il proprio ego, ma con uno schema motorio impeccabile perfezionarsi nei movimenti che risultano allenanti o certe catene cinetiche muscolari non vengono nemmeno attivate…altrimenti si fa quello che in gergo viene definito il classico “carichino“, che nella maggior parte dei casi fa sempre una pessima figura, oltre a non risolvere nulla.
            Ps: Per la cronaca il ragazzo del video è Simone Carniel, uno che di squat ci vive e ci gareggia e che solleva qualcosa come 282,5 kg.
            Semplicemente quello al multipower non è uno squat. Punto.
            Saluti

    • Sergio | 10 Gennaio 2012 at 20:34
       

      Mi spiace Romolo ma non ci siamo….se avessi studiato biomeccanica capiresti che tutto ma proprio tutto cio’ che affermi e’ completamente errato….ma se avessi praticato anni di palestra in modo serio e sicuro, saresti addirittura da censurare a simili affermazioni!!! Mi dispiace ma sono una persona schietta che non si nasconde dietro a nulla, per cui la mia risposta e’ degna della mia personalita’. Il perche’ di tutto cio’ te l’ha gia’ spiegato Marco per cui ho una sola cosa da aggiungere: volete fare di testa vostra e farvi del male? Arrangiatevi e fate quello che avete in testa ….io e’ 20 anni che predico di non utilizzare le macchine e in specifico questa, ma nulla nella vostra testa mai cambiera’…..

      Reply
      • Marco Ferrari | 11 Gennaio 2012 at 01:55
         

        Ciao Sergio,
        ti ringrazio per la tua testimonianza. Mi rendo conto che purtroppo a volte non è facile modificare delle convinzioni che magari durano da anni, ma quando ti spiegano bene il principio di certe cose e soprattutto quando ci sbatti la faccia, come del resto ho fatto anch’io tempo addietro, allora magari ti ammorbidisci un po’. In ogni caso qui ognuno è libero di dire la sua.
        Con Romolo abbiamo poi comunicato via mail e devo dire che è una persona preparata anche lui. Magari ha bisogno di tempo per accettare questo specifico particolare.
        Grazie e saluti!

        Reply
      • Name (required) | 2 Agosto 2019 at 10:55
         

        Sono un Personal Trainer e dico semplicemente che tutto è vero e tutto non lo è…
        Sto studiando Biomeccanica e dovrebbero essere tolti tutti gli attrezzi con cavi da palestra…e lavorare solo con manubri e BILANCIERI????
        No,credo proprio di no.
        Bisogna allenarsi in palestra ed essere eseguiti perché non deve essere un gioco ma bensì un lavoro su noi stessi!
        Bisogna essere sempre seguiti!
        Bisogna provare anche i macchinari guidati e infine conoscere come risponde il proprio fisico.

        Reply
        • Marco Ferrari | 2 Agosto 2019 at 16:24
           

          Ciao, guarda… nonostante io cerchi sempre di spingere principalmente verso l’utilizzo di pesi liberi, per l’appunto manubri e bilancieri, in questo articolo però non stiamo parlando di cavi e di altre macchine. Questi, se sono ben progettati e sviluppati, non ci vedo nessun particolare problema nel loro utilizzo.

          Qui stiamo parlando di multipower e su questo la mia posizione, che poi è quella di ISSA Europe, non cambia. Punto.
          Come ho scritto:
          “Il movimento guidato e obbligato, lungo le guide (su-giù) di questa macchina, impedisce il fisiologico adattarsi delle articolazioni, mediante movimenti naturali “con tre gradi di libertà” e lungo un arco. Sono impedite via di fuga e aumentano quindi i rischi articolari e legamentosi e diminuiscono i benefici.

          E ancora, a proposito di coloro che insistono sul fatto che: “Lo faccio al multipower perché lo sento di più”…

          A parità di carico viene a mancare l’intervento dei muscoli stabilizzatori, vengono a mancare i sinergismi e le co-contrazioni in movimenti complessi sono minori. Dunque, meno unità motorie reclutate, minor lavoro ipertrofico.

          Solo questi punti sono sufficienti per rilegare il multipower in cantina, senza se e senza ma… non c’è altro da aggiungere a riguardo da parte mia. È già stato detto tutto.
          Dal momento che hai parlato di biomeccanica, ti suggerisco di venire a fare qualche seminario monotematico specifico in sede ISSA, in particolar modo proprio quelli di biomeccanica. Ti garantisco che ne uscirai con delle idee differenti.
          Saluti e buon lavoro.

          Reply
  3. Luca | 12 Dicembre 2011 at 02:05
     

    Ciao, io sono pienamente d’accordo con quanto detto nell’articolo e mi associo al primo commento di Antonio. Niente di più vero!
    Sono stato poco tempo fa dall’ortopedico di medicina dello sport e mi ha detto le stesse identiche cose che hai scritto tu. I movimenti guidati di questa macchina sono innaturali e non rispettano le curve del movimento e della schiena…quindi gli stabilizzatori del tronco non lavorano e lavorano male e i dischi piangono.
    Allora anch’io voto assolutamente a favore dello squat libero e contro il multipower. Meglio imparare bene il movimento senza peso, piuttosto che affidarsi a questa macchina con la speranza di essere più al sicuro.
    E tra l’altro, cosa vogliamo dire di quelli che mettono il classico rialzo sotto i talloni?
    Aggiungerei un’altra cosa, secondo me anche la lat machine dietro per i dorsali è da evitare per quanto riguarda il discorso spalle. Cosa ne pensi? Se ti ricordi, ti avevo già postato un commento dove ti dicevo che siamo quasi colleghi….
    Detto questo ti faccio i miei complimenti perché questo sito mi piace sempre di più.
    Ricordiamoci che c’è anche gente che dice che sulle enciclopedie scrivono cazzate, quindi non per questo è sempre necessario dar retta a tutti…a buon intenditor…
    Ciao ciao!

    Reply
    • Marco Ferrari | 12 Dicembre 2011 at 11:53
       

      Ciao Luca! Si certo che mi ricordo di te, ben tornato!
      Beh si indubbiamente i problemi sono gli stessi anche per quanto riguarda la lat machine dietro per i dorsali, sempre per il discorso spalle. Quindi si, è corretto! Anche quello è un esercizio da evitare!
      Per quanto riguarda la storia del rialzo sotto il tallone, posso solo dirti che se non si è in grado di mantenere il tallone a terra durante lo svolgimento dell’esercizio, sarebbe il caso di andarne a cercare la causa che potrebbe essere mancanza di elasticità del polpaccio piuttosto che rigidità di caviglia (questo lo vedo di persona in quanto la mia caviglia è stata operata per incidente) o bacino. Di sicuro in quel modo si sta soltanto spostando il problema in un altro posto! Quindi una metodologia errata.
      Ti ringrazio per i complimenti e per il commento. Continua a seguirmi.

      Reply
      • alessandro | 4 Settembre 2012 at 21:32
         

        marco perdonami,ma sono d’accordo con romolo.cosa dovrebbero fare quelle persone che scendendo alzano italloni?mettere il rialzo nelle scarpe o sotto?sarebbe ancora peggio..

        Reply
        • Marco Ferrari | 4 Settembre 2012 at 22:04
           

          Ciao Alessandro, grazie x aver commentato.
          Assolutamente no, mettere lo spessore sotto il tallone è la cosa più sbagliata che si possa fare. L’incapacità di mantenere il tallone a terra durante l’esecuzione dello squat può derivare da rigidità del bacino o della caviglia o da mancanza di elasticità del polpaccio. Mettere lo spessore sotto sposterà solo il problema da un’altra parte. Così com’è sbagliato sostituire l’incapacità d’antivertere e retrovertere il bacino con la riproduzione del gesto attraverso il multipower, anche qui il problema si sposta da un’altra parte.
          Infine attenzione, la classica posizione assunta utilizzando il multipower, con le ginocchia molto più avanti del busto è sbagliatissima poiché tutto il carico grava sulla zona lombare. Più la schiena rimane dritta più aumentano i rischi d’infortunio alle vertebre.
          Come ho abbondantemente spiegato, utilizzando questa macchina per lo squat, il corpo deve adattarsi in maniera forzata a un movimento rettilineo e non fisiologico escludendo x altro il lavoro sui muscoli fissatori o stabilizzatori del tronco che sono fondamentali.
          Se si ha un problema a livello posturale bisogna affrontarlo e risolverlo non raggirarlo

          Reply
  4. Lorenzo | 25 Gennaio 2012 at 11:13
     

    Ciao,
    volevo portare la mia piccola esperienza…

    Sono vittima di un esercizio… il lento dietro….

    Non voglio tediarvi con tutta la storia, ma quello che vi posso dire che mi trascino infiammazioni frequenti del sovraspinato da 15 anni.

    Ringraziamo gli istruttori della palestre di un tempo.. spero non ce ne siano più… bisognerebbe istruire le persone, educarle, non massacrarle…

    Reply
    • Marco Ferrari | 25 Gennaio 2012 at 12:10
       

      Si Lorenzo, purtroppo non sei il solo ad avere questo tipo di problema. Per fortuna le infiammazioni sono risolvibili. Ma in ogni caso la spalla è la zona più colpita da infortuni nel mondo delle palestre. Sapessi quanti sono i professionisti che hanno dovuto abbandonare la carriera per via di una situazione divenuta insostenibile a causa di esercizi sbagliati e avrebbero potuto dare ancora tanto! In quei casi si arriva ad un punto in cui anche le operazioni non riescono a riportare l’atleta in condizioni accettabili. Il problema principale è dovuto dal fatto che molti istruttori non sono istruttori, ma semplici proprietari di palestre e molti altri invece fanno fatica ad accettare le novità e le evoluzioni che vengono fatte grazie agli studi più recenti. Bisogna sempre rimanere aggiornati ed essere pronti anche a cambiare le proprie certezze su quelli che sono esercizi o macchinari che possono essere dannosi. Prima di eseguire qualcosa, chiedetevi sempre se state rispettando la biomeccanica naturale delle articolazioni.

      Reply
      • Lorenzo | 25 Gennaio 2012 at 14:14
         

        Infatti… l’istruttore dovrebbe “istruire” nel vero senso della parola… devo sapere cosa sto facendo e perchè… ci vuole poco penso..

        Reply
        • Alfonso | 10 Aprile 2012 at 19:56
           

          Tre anni fa mi sono fermato per un infiammazione alla spalla; ho potuto riprende a pieno ritmo in pratica dopo 7 mesi.L’ultima scheda prevedeva il “LENTO DIETRO LIBERO”

          Reply
          • Marco Ferrari | 10 Aprile 2012 at 23:27
             

            Ciao Alfonso,
            grazie per aver lasciato la tua testimonianza. Purtroppo è così, il lento dietro è un esercizio da evitare sia libero sia al multipower, proprio perché comporta movimenti innaturali, movimenti che nella vita di tutti i giorni non eseguiresti mai.
            Bisogna sempre rispettare la biomeccanica del corpo. In quel caso, la testa dell’omero viene spinta troppo avanti e presenta rischi
            anche di sublussazione.
            Con il movimento avanti ad esempio il movimento curvilineo è più naturale e non ci sono movimenti costrittivi per l’articolazione.
            Stesso discorso vale per la lat machine dietro per i dorsali, altro esercizio da evitare.
            Saluti

  5. Gaza | 3 Ottobre 2012 at 00:01
     

    Da profano leggo cercando d’imparare ma mi rendo conto che ci sono pareri così discordanti tra esperti mi immagino nella palestra del kaiser dove mi alleno che non ti guarda nessuno e quindi se sbagli sono lazzi tuoi… Mi dispiace dirlo ma così credo che sembra parliate di filosofia !!!

    Reply
    • Marco Ferrari | 3 Ottobre 2012 at 00:39
       

      Ciao Gaza,
      grazie per il tuo commento.
      Guarda io ti capisco, purtroppo su quest’argomento ci si scontra sempre e per chi si trova nel mezzo diventa complicato arrivare a un conclusione. Io ti posso garantire che ciò che dico non fa parte solo di esperienza personale (c’è anche quella di anni ovviamente) o peggio ancora di sentito dire. Ci sono studi reali dietro, si parla di biomeccanica. Io collaboro con fisioterapisti di ottimo livello e sono stato formato da tecnici rinomati del settore, sono tutti unanimi nel condannare l’esecuzione dello squat su questo macchinario…e anche di altri esercizi, ma qui parliamo principalmente di squat. Il fitness, i macchinari, le esecuzioni degli esercizi, sono sempre sotto continua osservazione e bisogna tenersi aggiornati sugli studi recenti se si vuole essere al passo coi tempi. La mia filosofia, che poi è anche quella di ISSA Italia e Individual Training è massimo risultato con il minimo rischio.
      Saluti

      Reply
  6. Gaza | 6 Ottobre 2012 at 03:30
     

    Grazie della tua risposta, ho voluto essere un po’ provocatorio come avrai capito chi cerca di allenarsi con criterio ma non lo fa per lavoro e carente di imput seri che possono arrivare da trainer ” professionali ” o presunti tali . Non lavorando con il mio corpo, ma per il mio corpo ho una ricerca costante di conferme nella corretta attuazione di un esercizio ben strutturato con esiti positivi,
    Grazie della tua professionalità e dedizione nella realizzazione di queste importanti note operative, ho iniziato a seguirti!

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Ottobre 2012 at 14:58
       

      Grazie a te per l’interessamento. 🙂 Mi fa molto piacere! Mi auguro sempre di essere d’aiuto.

      Reply
  7. GIGI | 22 Ottobre 2012 at 18:26
     

    A questo punto ti domando se le esercitazioni a carico naturale non siano le più indicate per migliorare le prestazioni di forza eplosiva e veloce per,ad esempio i calciatori. Mi riferisco al traino. e alle esercitazioni a navetta con contnui stop e cambi di direzione. Lavorare in palestra senza un ‘adeguata preparazione può a mio parere determinare delle problematiche muscolari piuttosto marcate. Grazie per le risposte

    Reply
    • Marco Ferrari | 22 Ottobre 2012 at 20:26
       

      Ciao Gigi,
      grazie anche a te per il tuo commento, indubbiamente la metodica da te citata è senz’altro utile in una pianificazione per l’allenamento della forza esplosiva. Dal momento che questi argomenti li ho trattati un pochino più nello specifico, ti consiglio di leggere questi due articoli se hai tempo e voglia 😉
      Allenamento forza esplosiva sport di squadra
      Forza esplosiva e pliometria

      Il lavoro in palestra poi dovrebbe sempre essere eseguito con un criterio e supervisionato da esperti del settore. Nulla andrebbe lasciato al caso, tutto va pianificato a seconda della specificità degli obiettivi.
      Saluti.
      Marco

      Reply
  8. giacomo | 23 Marzo 2013 at 15:22
     

    ciao marco ho 53 anni mi sono allenato per 30 anni, fino a 4 anni fa facevo una routine di 5 giorni, allenavo soltanto un gruppo muscolare al giorno,non sono mai stato un agonista, mi piaceva molto allenarmi per tenermi sempre aggiornato compravo le riviste, mi piaceva sempre di essere informato molto, mi piaceva molto allenarmi, non voglio essere presuntuoso non ho fatto mai un corso, ma io sapevo tante cose e tecniche di allenamento,ho abbandonato la palestra perche sono 3 anni che sono sposato sono alto 1.78 e peso 90 k. vorrei riprendere l’allenamento ma ho un problema con il lavoro che mi tiene occupato dalle 8 di mattina fino alle 8 di sera,e ho soltanto un ora di stacco, volevo un consiglio come devo fare con l’allenamento mi puoi dare un consiglio quando allenarmi e con quale frequenza, e esercizi che dovrei fare,se mi alleno alla mattina va bene e che pasto dovrei fare prima di allenarmi ha se ti puo aiutare sono di costituzione endomesomorfo, e un grazie della risposta che mi darai

    Reply
    • Marco Ferrari | 24 Marzo 2013 at 12:39
       

      Ciao Giacomo,
      benvenuto sul blog. Beh 5 giorni di lavoro con i pesi come facevi allora, a mio avviso il più delle volte possono anche essere controproducenti e portare al sovrallenamento.
      Per quanto riguarda la tua situazione attuale in risposta alla tua domanda posso dirti che l’allenamento di mattina non solo è ok, ma è la cosa migliore per via del rispetto della produzione ormonale corretta e dei ritmi circadiani.
      Sicuramente è meglio che alle 9 di sera. Per tanto potresti allenarti la mattina presto oppure in pausa pranzo. Se la tua alimentazione è sempre corretta e si mantiene in una regolarità costante, ti puoi anche permettere di allenarti a digiuno volendo. Anche perché dovrebbero passare circa due ore da un pasto all’allenamento per evitare la fiacchezza dovuta all’intervento dell’insulina.
      3 allenamenti a settimana da 40/45 minuti ciascuno sono più che sufficienti.
      Ti consiglio di dare un’occhiata anche a quest’articolo, magari potresti trovare qualche consiglio utile
      http://www.muscolarmente.com/quanti-allenamenti-a-settimana/

      Reply
  9. Andrea | 4 Luglio 2013 at 16:37
     

    Io nella mia palestra ho spiegato loro quanto letto su questo post e il personal trainer mi ha risposto che eseguire lo squat per un principiante (è un annetto e mezzo che mi alleno) è molto pericoloso e difficile, per questo è meglio eseguire gli squat al multi…

    Reply
    • Marco Ferrari | 4 Luglio 2013 at 17:54
       

      Ciao Andrea,
      purtroppo quello è un approccio sbagliato. E’ proprio nei principianti che va insegnato lo schema motorio corretto. La sequenza logica è: imparare il movimento a corpo libero e senza carichi, poi una volta appreso iniziare con il bilanciere vuoto e piano piano col tempo, caricare qualche disco. Stop. Utilizzare un macchinario guidato come questo non è mai una soluzione corretta.
      Saluti
      Marco

      Reply
  10. Emanuele | 16 Luglio 2013 at 12:03
     

    ciao a tutti, io penso due cose che piu o meno danno ragione un po ai fedeli dell’esercizio guidato e un po a quelli che credono agli esercizi a corpo libero:

    il primo mette in funzione fasce muscolari diverse e inferiori rispetto a quello a corpo libero proprio perche non entrano in azione i muscoli stabilizzatori(per cui meno proficuo) ma secondo me garantisce una maggiore sicurezza poiche l’esercizio guidato evita un movimento brusco quali ad esempio la caduta di un manubrio sopra la spalla o scivolare con il bilanciere mentre si fa squat…li son dolori!!!nello squat al multipower ad esempio ti devi solo preoccupare di tenere i muscoli contratti in fase di discesa per reggere il peso e contrarli nuovamente per riportarlo su, ma non ti devi preoccupare di evitare che ti scivoli dalla schiena o se non ce la fai piu basta aggrappare il bilancere ed evitare di rimanerci sotto!

    il secondo…a corpo libero si crea una tensione muscolare diversa e si lavorano piu fibre, ma il rischio di fare un movimento sbagliato e’ dietro l’angolo

    Reply
    • Marco Ferrari | 16 Luglio 2013 at 16:01
       

      Ciao Emanuele,
      funziona esattamente al contrario di come pensi tu. E purtroppo molti altri…quello che voi considerate sicurezza, in realtà sta solo sovraccaricando e costringendo alcuni distretti a lavorare in un modo diverso da come dovrebbero.
      Le cose vanno sempre fatte per gradi…per utilizzare certi carichi importanti nello squat libero ci vogliono i giusti tempi e soprattutto il movimento dev’essere impeccabile. Non sono concessi errori, lo schema motorio dev’essere corretto. Si parte anche col bilanciere vuoto…Ma lo squat deve essere fatto libero.
      E c’è un solo modo di fare lo squat, te lo lascio spiegare da qualcuno che di squat ci vive, poiché porta i ragazzi a competizioni internazionali: Ado Gruzza, Responsabile dell’area Tecnica della Federazione Italiana Powerlifting.
      Ecco il video: http://www.youtube.com/watch?v=UvIMYNUeWr8

      Questo è lo squat. Stop. Tutto il resto è roba che non è definibile…
      Saluti

      Reply
  11. Emanuele | 16 Luglio 2013 at 16:42
     

    Marco, secondo te anche la leg press puo essere paragonata alla multipower?e’ sempre un esercizio guidato!

    Reply
    • Marco Ferrari | 16 Luglio 2013 at 17:40
       

      Non sono un grande fan della pressa. Le forze di taglio sul ginocchio sono troppo incisive. Diciamo che col multipower ti sfondi schiena e ginocchia, ma anche con la pressa non è che se la passino poi così bene. Poi chiaramente bisogna anche valutare i modelli, dal momento che ce ne sono parecchi… e ovviamente le posizioni assunte.

      Reply
      • Emanuele | 16 Luglio 2013 at 18:01
         

        infatti non vorrei che il fastidio al mio ginocchio sul tendine rotuleo me lo abbia dato proprio la pressa(la pressa l’avro’ fatta pochissime volte) da quando l’ho inserita nella scheda buttandoci su 160Kg ho incominciato ad accusare tale problema, come di spiegavo nell’altro post sto cercando appunto di capire se dovuto anche alla leg ext, ma da come mi spieghi credo sia il caso di abbandonare la leg press nuovamente 🙂

        Reply
  12. Emanuele | 17 Luglio 2013 at 08:26
     

    considera infatti Marco che il la leg press l’ho fatta raramente nella mia routine di allenamento, ultimamente l’ho inserita nella scheda e non credo che sia una coincidenza il fastidio che sto accusando al ginocchio sinistro sul tendine rotuleo di cui di parlavo nell’altro post, a questo punto dubito che la causa e’ la leg ext ma probabilmente proprio la leg press che sto eliminando nuovamente!

    Reply
    • Marco Ferrari | 17 Luglio 2013 at 17:27
       

      Sono entrambi esercizi che eviterei e che possono incidere sul problema. Non vanno bene nessuno dei due. A mio avviso sul tendine patellare (rotuleo) la pressa incide maggiormente perché obbliga di più l’articolazione. La leg extension forse crea più problemi sulle cartilagini sub-patellari.

      Reply
      • Emanuele | 18 Luglio 2013 at 09:18
         

        ti ringrazio Marco per il consiglio…pero’ togliendo leg ext e pressa, eccetto lo squat non rimarrebbero molti esercizi per allenare i quadricipiti(per lo meno non me ne vengono in mente)per cui come potrei allenare in maniera eccellente l’ipertrofia delle gambe?

        Reply
        • Marco Ferrari | 18 Luglio 2013 at 09:19
           

          Squat e affondi, se fatti come si deve non ti serve altro. Eventualmente step-up su gradino con i manubri in mano (una gamba per volta)

          Reply
          • Emanuele | 18 Luglio 2013 at 09:38
             

            ottimo…(domanda che centra poco con il tema)volevo chiderti Marco se credi che l’ipertrofia viene stimolata maggioremnte con il volume o con l’intensita dell’allenamento?tipo stripping, rest pause…ci sono credenti che affermano: non mi alleno mai con carichi elevati la faccio allenamenti intensi e carichi inferiori cosi conservo le articolazioni e cresco comunque?qual’e’ il tuo parere?grazie

          • Marco Ferrari | 18 Luglio 2013 at 10:12
             

            La risposta a questa domanda è una sola: personalizzazione. Dipende dal soggetto che abbiamo davanti, dalla sua condizione attuale e da molte altre variabili. Io cmq credo sempre che il sovraccarico debba essere crescente nel tempo, altrimenti si creano adattamenti. C’è chi il volume non lo tollera, perché non supercompensa correttamente (non recupera) per cui dovrà andare sull’intensità e viceversa…

  13. Emanuele | 18 Luglio 2013 at 10:17
     

    secondo me infatti e’ meglio variare sempre! primo per non cadere nella noia secondo per dare stimoli diversi al corpo…per cui fare cicli con tipologie di allenamento diverso

    Reply
  14. Emanuele | 18 Luglio 2013 at 16:46
     

    com’e’ invece Marco la tua esperienza con infiammazioni ecc e problemi articolari? scusa se puo sembrare una domanda banale ma e’ la cosa che piu mi sta a cuore poiche anche se hai tanta volonta’ e voglia di allenarti sono le cose che ti fanno stare fermo a casa! c’e’ chi la pensa dicendo: se ogni dolore ti fermi non ti alleni piu, c’e’ chi invece appena sente un fastidio si ferma…insomma quel’e’ la tua esperienza in merito??grazie per il consigli!

    Reply
    • Marco Ferrari | 18 Luglio 2013 at 17:57
       

      I problemi sono quasi sempre collegati a cattive posture, esecuzioni sbagliate o forzate da un carico inadeguato…della serie: “fai palestra? Quanto sollevi alla panca piana?”
      Gli schemi motori sono sempre la cosa più importante e poi è ovvio che in caso di problemi occorre ascoltare il proprio corpo e verificare la causa del problema.

      Reply
  15. Emanuele | 22 Luglio 2013 at 11:30
     

    ciao Marco, ma secondo te per il ginocchio e’ peggio uno squat eseguito al multipower o una leg press/ext, nel senso che delle 3 cose quella da evitare il piu possibile e’ lo squat al MP?
    Emanuele

    Reply
    • Marco Ferrari | 22 Luglio 2013 at 12:46
       

      Ho già fatto una chiara distinzione in un commento precedente riguardo anche alle probabili sedi del ginocchio colpite in modo diverso. La mia posizione ormai la sai…squat libero e stop. Ci sono poi altre varianti di squat per eventuali problemi, come il front squat, lo squat con quadra bar ecc ecc. La pressa proprio se non c’è altro in sala attrezzi…il multipower non lo prendo neanche in considerazione.

      Reply
  16. anita | 24 Gennaio 2014 at 22:34
     

    Cmq io seguo la tua linea di pensiero xke’non sei un pompato fanatico, e qst fa la differenza anke nel profilo professionale..e di certo sei molto organizzato
    In qst blog.x carità, purtroppo appartengo alla razza umana,ma e’difficile k mi sbaglio.

    Reply
  17. Sophie | 10 Febbraio 2014 at 12:54
     

    Ciao Marco,
    Spero riuscirai a leggere il mio commento. Ho sempre fatto sport e ora frequento la palestra da circa 4 anni, ma solo ultimamente ho iniziato ad informarmi bene, e leggo i tuoi articoli che finalmente mi hanno aperto gli occhi su quello che realmente è utile, e quello che non lo è.
    Il mio programma di allenamento era più o meno quello che danno a tutte le donne (soliti macchinari a circuito). Solo negli ultimi mesi (e ho dovuto un po’ insistere) hanno fatto dei piccoli cambiamenti, aggiungengo qualche “pesetto libero” per bicipiti, tricipiti e spalle, e gli squat. Purtroppo però, sono costretta a farli al multipower, perché nella palestra che frequento non esistono bilanceri “liberi” né uno spazio adatto per eseguire ad esempio squat e affondi.
    Cosa dovrei fare a questo punto (non dirmi cambiare palestra perché ora non posso proprio 😉 )? Evitare gli squat del tutto visto che posso farli solo al multipower? Accontentarmi dei macchinari e reinserire la pressa che mi è stata tolta quando mi hanno inserito gli squat? Nel caso in cui invece possa tenere gli squat, quante serie/ripetizioni andrebbero fatte? Mi hanno dato 3 serie da 15 rip., peso a dipendenza di quanto riesco ad “alzare”. Grazie mille per il tuo aiuto! Ciao!

    Reply
    • Marco Ferrari | 10 Febbraio 2014 at 21:22
       

      Ciao Sophie, ti ringrazio per l’attenzione e l’interesse dimostrato nei miei articoli.
      Purtroppo per quanto riguarda la mia posizione sul multipower, è più che chiara…per me e per i miei colleghi (compresi tecnici e osteopati) non esistono eccezioni, lo squat al multipower non va eseguito. Punto. Piuttosto prenderei in considerazione di farlo con i manubri o eventualmente a volte ci si riesce a inventare qualcosa per eseguirlo in versione front squat, ma chiaramente bisogna imparare bene il movimento e trovare un modo sicuro di eseguirlo. Ad esempio ricordo che in una palestra dove appunto era presente soltanto il multipower, c’era la possibilità di appoggiare un bilanciere sugli appoggi delle parallele del power tower (per addome, trazioni e dip). Solo come ultima spiaggia, a questo punto tornerei sulla pressa (anch’essa non eccezionale per il ginocchio) e cercherei in qualche modo di inserire affondi e stacchi a gambe tese per lavorare sulla zona glutei e femorali. Un posticino per fare questi ultimi due esercizi in una palestra lo si trova sempre, sono comunque esercizi svolti sul posto e non necessitano di spazi particolari.
      Saluti
      Marco

      Reply
  18. Armando | 20 Febbraio 2014 at 20:51
     

    Ciao,anche io ho notato differenze tra macchine guidate e a corpo libero,per un periodo ho praticato pettorali e spalle alla macchina ed ho riscontrato dolori articolari,che partivano dalla cervicale fino alle braccia,ora pratico body pump come definizione,e ti dico che gli esercizi a corpo libero e’ tutta un’altra cosa..

    Reply
    • Marco Ferrari | 20 Febbraio 2014 at 21:53
       

      Ciao Armando, grazie del commento e della tua testimonianza. Sì esatto, non c’è nulla che possa essere paragonabile alla resa e all’efficienza dei lavori a corpo libero e con pesi liberi.
      Marco

      Reply
  19. *Ale* | 20 Marzo 2014 at 10:50
     

    Concordo pienamente…meglio a corpo libero cercando di farlo il più correttamente possibile…
    I vincoli delle macchine, soprattutto se una persona ha problemi di schiena o asimmetrie anche lievi diventa un pò fastidioso…e a mio avviso nn fa per niente bene come dici tu…
    Nella palestra dove vado attualmente purtroppo lo squat devo farlo li mancando un rack…continuo a rompere di prenderlo ma niente…probabilmente si sentono più sicuri che nessuno si faccia male (soprattutto xkè spesso la sala è “incustodita” e quindi se si ha bisogno d’aiuto…AIUTO!
    Dovrebbe essere uno dei primi attrezzi che entra in palestra!!!!

    Reply
    • Marco Ferrari | 20 Marzo 2014 at 17:42
       

      Ciao Ale, ti ringrazio molo per il tuo intervento. In effetti sì, una palestra senza power rack, non dovrebbe definirsi tale, ma ti capisco perfettamente, non sei il solo in questa situazione…
      Marco

      Reply
  20. Stefano | 22 Marzo 2014 at 15:03
     

    Ciao Marco
    ho sentito il parere di molti ortopedici sportivi e fisioterapisti che ritenevano lo squat con bilanciere libero
    e lo stacco da terra esercizi dannosi per la zona lombare in quanto con l’aumentare del carico specie nello stacco da terra le vertebre vengono sottoposte a notevoli pressioni però è anche vero che molte persone si sono operate di ernia al disco e continuano ad eseguire questi esercizi senza problemi Voglio sapere cosa ne pensi

    Reply
    • Marco Ferrari | 23 Marzo 2014 at 10:54
       

      Stacchi da terra e squat, possono arrivare ad essere dannosi solo se vengono eseguiti male. Gli ortopedici purtroppo non conoscono la biomeccanica degli esercizi, le forze di taglio e quant’altro, pertanto basarsi su quello lascia il tempo che trova. Ciò che conta è imparare gli schemi motori impeccabili di questi esercizi fondamentali, che poi sono anche funzionali, in quanto sono movimenti che fanno parte della vita di tutti i giorni. Una leg extension ad esempio, ha ben poco senso se ci stiamo a pensare…quando nella vita esegui quel movimento?
      Marco

      Reply
  21. giancarlo | 24 Marzo 2014 at 21:42
     

    Ciao Marco,volevo dire la mia riguardo la multipower,ho letto tutti i commenti e le tue risposte ed ho trovato il tutto molto interessante,non sono così competente da affermare con certezza che le tue affermazioni sono esatte al cento per cento,ma di sicuro ci penserò su e certamente non proverò sulla mia pelle se gli esercizi eseguiti alla multipower fanno bene o sono dannosi…li Evito e basta,accettando i consigli di chi come te ha studiato ed approfondito;per la mia poca esperienza personale(mi alleno da un anno e mezzo circa),posso dire che lo squat libero è più naturale come movimento,alla multipower si sente la forzatura e la postura che l’attrezzo ti costringe a sopportare,per il lento dietro poi alla multipower mi sono massacrato le cuffie dei rotatori e sto ancora oggi sopportando le conseguenze dell’infiammazione perchè mi alleno sul dolore non volendomi fermare.In linea di massima quindi sono daccordo con te,mi stupisco solo del fatto che in palestra ai principianti fanno fare la multipower perchè meno pericoloso dello squat!!

    Reply
    • Marco Ferrari | 25 Marzo 2014 at 09:41
       

      Ciao Giancarlo, ti ringrazio per la tua testimonianza. Beh ciò che hai notato tu stesso corrisponde alla realtà effettiva dei fatti, sia per quanto riguarda il lento dietro (esercizio per altro dannoso anche se eseguito libero) e sia per quanto riguarda lo squat. La forzatura dei movimenti è innegabile, esperti o meno del settore.
      Nelle palestre si tende ancora a inserire il multipower perché si ritiene erroneamente sicuro, spesso per comodità. Un po’ come il pensare: “la macchina si preoccupa del carico al posto del soggetto”. E purtroppo la cosa è più diffusa di quanto pensi, e mi spiace dirlo ma non c’è abbastanza preparazione nel personale.
      Io mi ritengo molto fortunato ad aver trovato sul mio cammino i tecnici formidabili (ISSA, Imdividual Training e powerlifting) con cui ho avuto il piacere e l’onore di studiare queste cose in maniera approfondita. Stiamo parlando di gente che non si è limitata a riportare dei fatti trovati sui libri, ma che oltre ad aver a che fare con campioni nazionali e stranieri di varie discipline, si sono preoccupati loro stessi di fare dei test specifici con elettromiografie e quant’altro, per andare a capire dove e come il muscolo lavora meglio, rispettando pienamente la biomeccanica articolare.
      Saluti
      Marco

      Reply
  22. Adone | 26 Marzo 2014 at 20:40
     

    Ciao Marco ho letto quasi tutti i tuoi articoli e grazie a tuoi consigli sono riuscito ad evitare molti danni che mi avrebbero causato i principali esercizi dannosi, se avessi continuato ad eseguirli
    Ti faccio i miei complimenti, i tuoi articoli per me sono un’importante risorsa dove potermi informare al meglio

    Mi piacerebbe tanto essere seguito da te

    Reply
    • Marco Ferrari | 26 Marzo 2014 at 21:52
       

      Ciao Adone, ti ringrazio molto per l’interesse nel seguire il mio lavoro, sia qui e sia su Facebook! Felice di esserti stato utile.
      Marco

      Reply
  23. Emilio | 2 Aprile 2014 at 12:08
     

    Ciao Marco, mi sono imbattuto in questo blog cercando esercizi da evitare nelle palestre…premetto che pratico anche arti marziali e mi alleno ora con pesi moderati…
    in pratica 3 anni fa dopo lenti dietro e spalle ben formate, non eccessive perché limitano i movimenti e la velocità, tac sovraspinato infiammato quindi fisioterapia onde d’urto e acido ialuronico per un anno niente pesi, da li mi sono informato ho studiato e ho chiesto, e il lento dietro come altri esercizi vanno ad infiammare tendini e muscoli proprio per i motivi da te sopraelencati…stessa idea riguardo i carichi guidati…non abbiamo pistoni ma muscoli, ogni muscolo ha una sua funzione…chi bilancia chi da forza e devono ricevere sollecitazioni altrimenti non si sviluppano in armonia.
    In effetti anche la lat dietro mi provoca dei problemi di compressione alla spalla, e sono alla ricerca di esercizi meno invasivi per i dorsali…
    Complimenti per le informazioni Marco.

    Reply
    • Marco Ferrari | 2 Aprile 2014 at 15:15
       

      Ciao Emilio, grazie mille per i complimenti e per aver condiviso la tua storia. Purtroppo non sei il solo ad aver avuto questo genere di problemi come conseguenza di determinati movimenti che non andrebbero proprio eseguiti. Si dovrebbe sempre, prima di tutto, rispettare la corretta biomeccanica articolare; in fin dei conti, ci si dedica a fare esercizi per migliorare, non per crearsi dei problemi 🙂
      Saluti!

      Reply
  24. davide | 2 Gennaio 2015 at 14:54
     

    Ciao Marco, innanzitutto volevo complimentarmi con te per questi articoli! Sei veramente molto preparato e inoltre ti spieghi in maniera eccezionale. Il mio problema è che,essendo un ragazzo di 17 anni e quindi ancora nello sviluppo, quando eseguo lo squat libero temo di caricare troppo le vertebre della schiena, quindi volevo rivolgermi a te per capire se è solo una mia convinzione o davvero non è consigliabile eseguire lo squat alla mia età. Grazie anticipatamente!

    Reply
  25. raffaele | 13 Gennaio 2015 at 20:33
     

    Premetto che faccio karate …. per la forza esplosiva cosa consigliate? …. qual’è la differenza fra queste macchine? bodisolid; bodisolid leg press; semplice squat… grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 14 Gennaio 2015 at 13:00
       

      Ciao Raffaele, la differenza tra gli esercizi da te citati? Lo squat è un mondo, le macchine un altro.
      Non c’è nemmeno da confrontarli, lo squat è un esercizio base e fondamentale che non dovrebbe mai mancare in ogni pianificazione. Crea forza e ipertrofia e inoltre crea adattamento per tutto il corpo nella gestione del carico. Ovviamente non ci devono essere patologie e deve essere eseguito con uno schema motorio impeccabile.
      Marco

      Reply
  26. Alberto | 23 Gennaio 2015 at 10:44
     

    Ciao! Scusa il disturbo, se posso vorrei sapere cosa consigli per un’allenamento completo per le gambe (massa) . Recentemente mi e’ stato consigliato l’uso del multipower e ora ho perso un po’ l’orientamente siccome non ne ho gradito molto i risultati.. Grazie a priori in anticipo 🙂

    Reply
    • Marco Ferrari | 23 Gennaio 2015 at 17:50
       

      Ciao Alberto, il multipower è da evitare come la peste per quasi tutti gli esercizi in cui spesso viene impiegato per i motivi descritti nell’articolo.
      Come allenare le gambe? Squat! La base degli esercizi. Ma fatto libero, come nel video sopra. A cui associare affondi, stacchi. Questi sono gli esercizi con cui crescere.

      Reply
  27. Stefano | 14 Febbraio 2015 at 12:34
     

    Ciao, anche il mio istruttore dice che è meglio fare lo squat a corpo libero che al multipower, però io mi sento più sicuro con quest’ultimo perché a corpo libero ho paura di cadere con tutto quel peso. Che ne pensi?

    Reply
    • Marco Ferrari | 14 Febbraio 2015 at 19:26
       

      Ciao Stefano, vedi il discorso è molto semplice: quello fatto al multipower non è uno squat. Punto. E qualunque istruttore con un po’ di sale in zucca e di preparazione cercherebbe di tenerti lontano da quella macchina sia per la tua salute e sia per le tue prestazioni.
      Nel tuo caso occorre tornare indietro visto che dici “tutto quel carico”…Occorre quindi imparare il vero gesto motorio base dello squat! Scaricare quindi il bilanciere e se il caso anche toglierlo, imparare il movimento corretto da zero e poi con calma inserire il giusto carico PER TE poco per volta. Non avere paura o sensi di colpa a scaricare i pesi poiché quello è uno degli atteggiamenti errati più diffusi.
      Marco

      Reply
  28. Davide | 5 Marzo 2015 at 18:50
     

    Ciao Marco, questo articolo è proprio adatto a me. Da qualche tempo ho iniziato a fare lo squat a corpo libero, anzichè al multipower e già ho notato l’enorme differenza: non avverto nessun dolore al termine della serie e per quanto riguarda l’esecuzione, essendo più libera, riesco a scendere meglio e di più. La mia preoccupazione, però, è ben diversa. Un mese fa sono stato operato di varicocele di 3° grado con trattamento chirurgico. Mi è stato detto dal dottore, purtroppo, che per evitare una recidiva dovrei evitare la palestra, in particolar modo lo squat. Il mese in cui dovevo evitare ogni tipo di sforzo è passato e credo fermamente di ritornare il più presto ad allenarmi. Ovviamente il mio allenamento sarà progressivo e inizialmente eviterò lo squat e esercizi che coinvolgono particolarmente la parete addominale. Vorrei, quindi, un tuo consiglio data la tua esperienza e cultura. Potrò riallenarmi caricando come prima? Lo squat, con il passare del tempo, lo potrò fare?
    Grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Marzo 2015 at 13:05
       

      Ciao Davide, grazie per aver letto con interesse.
      Quello che tu mi chiedi è di competenza medica, solo lo specialista che ti segue può darti il benestare per praticare determinate tipologie di sforzi. Per quanto mi riguarda una volta superata la fase iniziale di logica convalescenza non ci dovrebbero essere problemi, l’importante è che il lavoro sia impostato in maniera graduale. Se non sei convinto eventualmente prova a cambiare specialista.
      Saluti
      Marco

      Reply
  29. ciro | 9 Aprile 2015 at 15:59
     

    proprio ieri ho fatto lo squat e mi è venuta una contrattura alla schiena, cosi ho smesso di allenarmi, diciamo che ho esagerato perchè stavo eseguendo delle serie con 30 secondi di recupero e stavo qualche secondo fermo quando andavo giù, alla 5 serie ho sentito dolore e mi sono fermato. ora leggo qui che il multipower è pericoloso, allora cosa c’era di sbagliato l’ attrezzatura che utilizzavo o ero io che recuperavo poco e male ? di solito quando lo faccio, io ho sempre utilizzato il multipower credendo che fosse più sicuro. grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 9 Aprile 2015 at 21:52
       

      Ciao Ciro, i problemi nello squat sono sempre derivanti da errori nella sua esecuzione. Tieni presente che si tratta di un gesto tecnico molto complesso che deve essere fatto con uno schema motorio impeccabile. Per esperienza posso dirti che non ho visto molte persone eseguire uno squat come si deve. Oltre al video indicato nell’articolo te ne consiglio un altro, sempre del tecnico Ado Gruzza:
      https://www.youtube.com/watch?v=dMMwEeCYS2A
      Ti consiglio di studiarlo bene nei minimi dettagli.
      Per il resto, per quanto riguarda il multipower ti consiglio di abbandonarlo immediatamente se ci tieni alla tua colonna e alle tue articolazioni e le motivazioni sono spiegate abbondantemente nell’articolo. Quello al multipower, molto semplicemente, non è uno squat. Punto.
      Marco

      Reply
      • Ciro | 10 Aprile 2015 at 08:40
         

        Grazie marco per avermi risposto. Si il video e’ interessante, ben
        fatto. Sn un tuo sostenitore. Ciao a presto

        Reply
  30. luca cepparo | 8 Settembre 2015 at 12:22
     

    sacrosanto!!!condivido pienamente….e aggiungo anche che molti presunti istruttori e altrettanti presunti PT dovrebbero leggere quello che hai scritto…e dovrebbero tenersi aggiornati…e praticare l’allenamento,non solo predicare la pratica…complimenti bell’articolo

    Reply
    • Marco Ferrari | 8 Settembre 2015 at 18:28
       

      Ciao Luca, grazie mille per il tuo intervento e per i complimenti!

      Reply
  31. Maurizio | 26 Dicembre 2015 at 15:11
     

    Ciao Marco, scusa se ritorno su questo articolo, mi chiamo sono Maurizio ho 45 anni e solo ora mi sto accostando alla palestra.
    Sono partito da zero, in palestra manca un istruttore adeguato e sto leggendo tutti i tuoi articoli. Un pseudo esperto mi aveva indirizzato al multipower, ma avendo letto i tuoi articoli me ne sono tenuto alla larga 🙂 , in compenso lo uso per fare delle flessioni al contrario (non so come si chiami questo esercizio e neppure se sia indicato farlo), quindi chiedo il tuo parere. P.s. ho iniziato lo squat libero dapprima senza pesi, poi con manubri leggeri ed ora bilancere e qualcosina (poco però eh) sopra, la soddisfazione di alzarsi e sentire davvero il corpo che lavora è fantastica. P.p.s. continua a scrivere articoli sei davvero bravissimo.

    Reply
    • Marco Ferrari | 27 Dicembre 2015 at 20:24
       

      Ciao Maurizio, ti ringrazio molto per l’interesse nel seguire il mio lavoro e i miei articoli.
      Credo che tu ti riferisca alle trazioni orizzontali, buon esercizio propedeutico alle trazioni vere e proprie ma richiamo anche come rematore…in quel caso il multipower va benissimo, anche perché lo stai utilizzando solo come supporto, potrebbe essere una qualsiasi sbarra. Ecco il video dell’esercizio che intendo: https://www.youtube.com/watch?v=v3jcKPkruiM
      Saluti

      Reply
      • Maurizio | 28 Dicembre 2015 at 07:53
         

        Ciao Marco, era proprio ciò che intendevo, grazie per la pronta risposta ne approfitto per fare a te a tutti quelli che ti seguono i migliori auguri di buon anno e buon allenamento.

        Reply
  32. Marco Sechi | 22 Febbraio 2016 at 09:16
     

    Ciao Marco, ho iniziato da poco a seguiti sul tuo blog e sto mettendo in atto tutti i suggerimenti circa la corretta alimentazione contenuti nelle tue dispense; ho letto con estrema attenzione questo articolo sulla multipower e ho riletto quanto avevi già riportato nel precedente articolo “leg-extention e leg-curl servono?” . La domanda che ti porgo è la seguente: il tanto famoso leg-press (intendo il macchinario pressa) è dannoso per le articolazioni e legamenti delle gambe? me lo chiedo perché, in fondo, con il leg-press seguiamo un movimento lungo una direttrice (quelle delle aste di scorrimento) e quindi non è proprio un movimento libero. Volevo inoltre sapere se esiste un attrezzo per eseguire lo squat senza carico sulle spalle, per esempio usando una cintura zavorrata. Grazie per la risposta.

    Reply
    • Marco Ferrari | 22 Febbraio 2016 at 17:13
       

      Ciao Marco, ti ringrazio per il tuo interesse nel mio lavoro qui sul blog.
      Il discorso è un pochino complesso da spiegare per iscritto…Per quanto riguarda la leg-press va ricordato che anche se il senso di sicurezza è maggiore, se paragonata allo squat libero risulta sicuramente più problematica sia per il ginocchio e sia per la colonna. Questo succede perché il bacino non è libero di muoversi e riamane in retroversione…e la retrovresione del bacino aumenta il carico sui dischi della colonna e inoltre questo non fa attivare i muscoli posteriori della coscia (ischio-crurali) e questo purtroppo fa si che aumentino le forze di taglio per l’appunto sul ginocchio stesso.
      Per chi sa fare correttamente uno squat come si deve, a livello articolare è molto ma molto più sicuro rispetto alla pressa. Con lo squat anca e bacino si muovono liberamente, il bacino va in anteroversione e vengono così attivati correttamente i muscoli della catena cinetica posteriore (ischio-crurali), che sono quelli che permettono al ginocchio di non slittare in avanti sulla tibia quando ci pieghiamo (oltre naturalmente ai legamenti che però lo fanno in maniera passiva).
      Spero di esserti stato utile
      Saluti

      Reply
  33. David | 4 Giugno 2016 at 10:48
     

    Ciao Marco
    nella mia palestra non c’é lo squat rack, inizialmente facevo al multipower cercando di fare tutto esattamente come uno squat libero ma ora faccio un clean e squat frontale oppure clean+press e squat back, ma siccome non é un movimento che mi venga facilmente mi trovo a dover usare carichi molto al di sotto di quanto facevo prima.
    cosa mi consigli?
    grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 5 Giugno 2016 at 13:28
       

      Ciao David, potrei dirti di provare varie alternative come squat bulgaro, pistol squat, overhead squat.
      Potrei dirti di dedicarti a fare anche altri esercizi come affondi, affondi indietro, affondi in camminata..
      Oppure di fare magari stacchi da terra con la quadra bar…
      O ancora di fare la pressa a 45° facendo attenzione alle ginocchia e alla colonna (sì, la pressa è meno sicura dello squat)…
      Ma la realtà è che nulla di tutto questo potrà mai sostituire un squat fatto con schema motorio impeccabile e con carichi consistenti. Pertanto se il tuo obiettivo è quello, l’unico consiglio che ti posso dare è di cambiare palestra. O eventualmente parlare con altri ragazzi della tua palestra e convincere il titolare a dotarsi di un power rack o di un mezzo rack, anche perché per quanto mi riguarda, una palestra senza rack, non dovrebbe nemmeno avere il diritto di chiamarsi tale.
      Saluti e buon allenamento

      Reply
  34. Mica | 24 Giugno 2016 at 10:00
     

    È pericoloso anche fare gli affondi indietro con questa macchina? A me hanno detto che è uno dei pochi esercizi che si poteva fare, non è vero quindi?!

    Reply
    • Marco Ferrari | 24 Giugno 2016 at 18:53
       

      Ciao Mica, diciamo che nell’affondo risulta leggermente meno dannosa, ripeto LEGGERMENTE MENO DANNOSA, perché il lavoro è più “svincolato” alla base di appoggio dei piedi. Ma risulta comunque una pessima scelta. Gli affondi, siano essi avanti, indietro, in camminata ecc. vanno fatti LIBERI, con manubri o con un bilanciere. Come ho già detto in altri commenti e nel post, per quanto mi riguarda il multipower dovrebbe sparire dalle palestre.
      Saluti

      Reply
  35. Tommaso | 9 Settembre 2016 at 22:43
     

    Ciao, cosa ne pensi dello squat con due manubri tenuti di fianco? Da ignorante credo che sia una discreta alternativa al classico squat ed inoltre è a corpo libero. Capisco che non si possa caricare eccessivamente ma per iniziare forse è più pratico. Grazie.

    Reply
    • Marco Ferrari | 10 Settembre 2016 at 22:39
       

      Ciao Tommaso, lo squat con due manubri è un’alternativa che può essere presa in considerazione senza problemi. Si possono mantenere lungo i fianchi, oppure portati e appoggiati sopra i deltoidi. È indubbiamente un sistema migliore e soprattutto più sicuro del multipower.
      Col tempo però, se si vuole progredire, bisognerà prendere in considerazione di trovare una soluzione per fare un vero squat libero col bilanciere, esercizio impareggiabile.
      Saluti

      Reply
  36. Marco | 5 Aprile 2019 at 11:13
     

    Afferrato. Io, come ti ho già detto nel mio primo commento su questo blog, mi alleno a casa felicemente quindi la questione non mi tocca. Per adesso, però, perché non si può mai sapere e certe cose è meglio tenerle a mente comunque.

    Lo squat ora lo faccio regolarmente con la kettlebell (a quanto pare si chiama goblet squat, guarda un po’ 🙂 ) e mi trovo bene. È una bella sensazione sentire tutti quei muscoli che faticano allegramente senza l’ausilio di macchine, l’ho fatto l’altro ieri e mi ha rinvigorito talmente che il giorno dopo mi sono fatto tre piani di scale all’ospedale, il che è strano ma certamente gradito.

    Concludo dicendo che uno dovrebbe capire che c’è qualcosa che non va nello squat eseguito nel “castello”, guardando la foto, semplicemente perché un tale lavoro sarebbe pressoché impossibile da fare senza per via della forza di gravità, magari non è un ragionamento valido ma sembra proprio innaturale. Io, pur non sapendo nulla, ho sempre diffidato dalle macchine, penso che ci siano sempre alternative ugualmente valide da fare con i manubri, ma può essere che esagero.

    Marco

    Reply
    • Marco Ferrari | 5 Aprile 2019 at 19:25
       

      In realtà nì… nel senso che le macchine non sono proprio tutte da demonizzare, alcune, se ben progettate, possono sicuramente avere la loro utilità in un programma di allenamento.
      Molte altre invece, come il multipower per l’appunto, per quanto mi riguarda non dovrebbero nemmeno esistere nelle palestre.

      Per il resto sarò sempre e comunque per prediligere il lavoro con i pesi liberi, manubri e bilancieri. Come suggerisce la vecchia scuola…
      Saluti

      Reply
  37. Max | 29 Agosto 2020 at 16:20
     

    condivido, ma la posizione dei piedi nel video che hai postato, porta le ginocchia in fuori con carico/ scarico non solo sui talloni ma sulla testa del femore che essendo inclinata, si carica di qualsiasi oscillazione dell’atleta che se fai ben attenzione verso metà video ha delle oscillazioni.
    Queste oscillazioni alla lunga, caricando peso, spesso porta alla “crepatura” della testa del femore, che in alcuni casi collassa sul femore, portando negli anni ad una artrosi della testa del femore, spesso si è costretti ad intervento di protesi. Ciò avviene anche facendo gli squat liberi con posizioni del sumo.

    Reply
    • Marco Ferrari | 30 Agosto 2020 at 12:07
       

      Ciao Max, ti ringrazio per aver letto il post e per aver condiviso la tua opinione, tuttavia ritengo che la disamina che hai fatto non sia corretta, né nei confronti del video, che tra le altre cose potrebbe anche ingannare per via dell’angolazione dell’inquadratura, ma in realtà nemmeno sulla fragilità con cui consideri il corpo umano, per quanto siano corrette certe osservazioni. Sono d’accordo ad esempio sui rischi legati allo squat sumo, ma come sempre non vale per tutti…

      Tieni poi presente che questo era comunque un video dimostrativo, pertanto i movimenti venivano anche accentuati, enfatizzati. In ogni caso quella è la posizione corretta per il ragazzo del video, che ricordo stiamo parlando dell’atleta Simone Carniel, campione di powerlifting ad altissimi livelli, che dal 2011 conta un sacco di titoli italiani ed europei. E di Ado Gruzza (miglior tecnico italiano). Questa è gente che di squat e sovraccarichi CI VIVE.

      Le ginocchia, durante l’accosciata, devono sempre seguire la direzione delle punte dei piedi. Nel caso di Simone, la base di appoggio è con le punte dei piedi anche più larghe, rispetto ad altri, quindi è assolutamente corretto che le ginocchia seguano questa linea. Le ginocchia devono sempre puntare leggermente in fuori, di certo non collassare in valgo (in dentro), che al contrario, questo rappresenta sì un bel problema, che interessa molte persone e sul quale è necessario investire tempo e lavorare per correggere.

      Infine, come sempre, da ricordare che le varie impostazioni, non possono mai essere uguali per tutti. Ad esempio, per ciò che riguarda la stance, di base le punte dei piedi vanno sempre rivolte in avanti e leggermente verso l’esterno, tuttavia la larghezza e l’apertura dei piedi, dipendono proprio da che tipo di femore hai. Ecco qui una slide illustrativa:

      Larghezza piedi nello squat

      Saluti e buon allenamento (che sia sempre personalizzato).

      Reply
  38. enrico | 17 Settembre 2020 at 17:59
     

    Ciao! volevo sapere cosa ne pensavi del multipower per l’allenamento dei polpacci sia in piedi che seduto con il bilanciere appoggiato sulle gambe.Sono buone alternative al calf machine in piedi e calf machine seduto? oppure sarebbe meglio un calf libero sia in piedi che seduto? Grazie se mi risponderai.Enrico

    Reply
    • Marco Ferrari | 17 Settembre 2020 at 20:41
       

      Ciao Enrico, il multipower usato per allenare i polpacci va più che bene, è proprio uno dei pochi utilizzi che si dovrebbero riservare a questo attrezzo.
      Saluti

      Reply

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