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Il CrossFit è adatto a tutti?

Data la sua massiccia diffusione negli ultimi anni, credo sia più che lecito chiederselo: il CrossFit è adatto a tutti?

Questo è un argomento che dovevo trattare già da un pezzo, anche perché ricevo spesso via mail o nei vari commenti qui sul blog o su Facebook, domande e un parere personale in merito a questa disciplina sportiva.

Le domande più frequenti sono:

  • Cosa ne pensi del CrossFit?
  • Il CrossFit funziona per aumentare la massa muscolare?
  • Il CrossFit fa dimagrire?
  • Il CrossFit fa male?
  • È vero che ci sono tanti infortuni?

Parto proprio dall’ultimo punto, che sarà poi il fulcro primario del post e approfitto di questa recente slide del solito grande prof. Stefano Zambelli (MFS ISSA Europe), per fare poi un po’ di osservazioni pratiche aggiuntive. Clicca pure sull’immagine per ingrandirla:

Il CrossFit è adatto a tutti?

Come puoi vedere finalmente sono usciti un po’ di dati da valutare, numeri che parlano chiaro, provenienti da studi ufficiali… E non lo nego, attesi da un po’ di tempo da noi che operiamo in questo settore e che abbiamo sott’occhio la situazione generale.

Ecco gli studi ufficiali citati nella slide, con tanto di campioni di riferimento e confronto con altre metodologie di allenamento, per altro svolti anche in paesi differenti:

1) Injury Rate and Patterns Among CrossFit Athletes. 486 soggetti analizzati tra Ottobre 2012 e Febbraio 2013. Tasso di infortunio di almeno il 20%, maggiore nei soggetti maschi. Dati che diminuiscono in presenza di trainer esperti.

2) Perceived demands and postexercise physical dysfunction in CrossFit® compared to an ACSM based training session. Comparazione tra CrossFit e allenamento con linee guida ACSM (American College of Sports Medicine). Questo soprattutto sottolinea che l’impegno richiesto nel CrossFit non è per tutti e per prevenire il rischio di sovrallenamento e rabodomiolisi è fondamentale una preparazione adeguata.

3) An Epidemiological Profile of CrossFit Athletes in Brazil. Qui addirittura è stato dimostrato che ha subito infortuni anche chi nella vita era fisicamente attivo (altri sport) e non solo i sedentari, riportando praticamente lo stesso numero di lesioni.

Voglio chiarire subito che questo non è un post contro il CrossFit, ma contro il proporre qualcosa come la soluzione ideale per tutti. E forse un pochino contro l’atteggiamento di molti super infatuati, con cui spesso diventa difficile fare un ragionamento logico.

Il CrossFit è uno sport come altri, anzi per certi aspetti è decisamente una buona disciplina, ma… è molto complessa e richiede assolutamente un fisico condizionato, altrimenti il rischio infortuni è ancora più alto di quello che già è nella normalità. Ognuno poi è come sempre libero di fare quello che gli pare, anche perché lo sappiamo, lo sport ad alti livelli, di qualsiasi genere, spesso non va più d’accordo con la salute, quindi sono scelte.

Sconsiglio comunque di proseguire la lettura agli infognati cronici dal cervello annebbiato (quelli che spenderebbero 80-100 euro per una t-shirt, solo per avere il logo ufficiale con la®… per fortuna che costano meno!).

Qualcosa mi dice comunque che oggi faremo un po’ di pulizia contatti… XD

In effetti da quando si è diffusa la “moda del CrossFit” è aumentato esponenzialmente il lavoro per i colleghi osteopati, fisioterapisti… nonché per fisiatri e ortopedici, a causa dei movimenti scorretti ed incontrollati e dei gesti di compensazione che ne derivano.

Esempio: prendiamo uno Swing sopra la testa (American Swing), se manca la mobilità articolare di spalla per poterlo eseguire correttamente, secondo te come verrà completato l’esercizio? Te lo dico io, compensando tutto con la colonna e la bassa schiena.

Ricordiamo un attimo per bene il concetto di Mobilità Articolare:

“La Mobilità è la capacità di eseguire, nel rispetto dei limiti fisiologicamente imposti dalle articolazioni (ROM, Range of Motion), dai muscoli e dalle strutture tendinee, tutti i movimenti con la massima ampiezza e naturalezza possibile.”

Se poi ci mettiamo pure il fatto che si arriva ad essere sfatti dal numero di reps e dalla stanchezza, allora abbiamo fatto bingo per crearci dei problemi e anche seri.

Ricordo ancora bene una ragazza in particolare, che dopo una decina di lezioni di CrossFit, si era già procurata due ernie cervicali.

Ma analizzando la situazione là fuori, chi è l’utente medio?

Il 60% di quelli che si avvicinano a questa disciplina sperano di dimagrire. Un 35% pensa di fare allenamento funzionale (in realtà non conosce nemmeno la definizione di funzionale). Un 5% lo pratica a livello competitivo. Tra tutte queste categorie pochissimi lo fanno come si deve.

Giusto per ricordare: arrampicarsi su una corda in quel modo, saltare da un bilanciere a una bike con il cronometro che ti corre dietro, dondolare sulla barra, camminare sulle mani come al circo ecc., non significa fare allenamento funzionale.

Così come d’altro canto non significa allenamento funzionale, fare squat in equilibrio su una fitball, con il rischio di rompersi l’osso del collo (oggi veramente se ne stanno vedendo di tutti i colori).

Una buona definizione di allenamento funzionale è sicuramente quella scritta da Francesco Malatesta, uno dei massimi esperti in Italia di Functional Training (allenamento della funzione):

“Training volto a ricostruire o esprimere le capacità motorie del singolo individuo (dalla vita quotidiana al gesto atletico) e idoneo a centrare qualsiasi obiettivo con il minimo rischio (infortunio) e il massimo beneficio (performance).”

Come sempre quello che conta e che va valutato a prescindere, prima di ogni cosa, è IL SOGGETTO. Struttura, biomeccanica, composizione corporea, situazione fisiologica, possibilità, predisposizione ecc.

SI PARTE SEMPRE DAL SOGGETTO NON DAL METODO.

Non siamo tutti uguali e non rispondiamo tutti allo stesso modo agli stimoli… Non mi stancherò mai di ripeterlo. E vale anche per le strutture anatomiche. Basti pensare che le vertebre (faccette articolari) possono essere molto differenti da un soggetto all’altro, così come i femori e di conseguenza i movimenti che ne derivano.

Prendo in prestito due slide dei prof. Antonio Parolisi e Andrea Manzotti:

  

Senza entrare nel dettaglio di certi movimenti che non vorrei mai vedere, come quell’obbrobrio di kipping pull up… o tutti quei gesti compensati malissimo dalla stanchezza o dall’impossibilità articolare, il discorso è questo: per fare CrossFit come si deve, bisogna essere FORTI e avere un’ottima mobilità articolare e non compiere gesti che non si confanno ad una struttura, solo perché lo richiede la prestazione.

Parlando di forza, vogliamo fare il miglior esempio? Prendiamo Rich Froning (ai crosfittari piace sempre parlare dei vari beniamini), che ha vinto il CrossFit Games una vagonata di volte e si può definire un grandissimo atleta.

Indovina un po’… Lui pesa circa 88 kg e fa squat con 200 kg e stacchi con 250 kg.

E poi vogliamo citare le migliori ragazze e quanto siano forti anche loro?

Camille Leblanc-Bazinet: 59 kg di peso corporeo, squatta con circa 140 kg e ti chiude un 5×5 con 120 kg. Non ci credi? Eccola…

Rileggili bene quei numeri, perché dovresti averli ben stampati in testa. Stiamo parlando di pesi coi controcazzi ,non di pesetti della Fisher Price.

Ecco i due ragazzi…

Il crossfit è adatto a tutti?  Il CrossFit è adatto a tutti?

  

Ora, la gente vede le sfide CrossFit, vede i video con quei “gladiatori” che fanno quei movimenti folli… e pensano che personaggi come Rich Froning o Camille abbiano costruito il loro corpo, semplicemente facendo ogni giorno solo quella roba… Te lo dico io, smetti di pensarci che è meglio.

Ricordando che si tratta di soggetti geneticamente molto dotati e come minimo non un gradino, ma una scalinata sopra la media… Gli istruttori stessi di CrossFit di alto livello, hanno rivelato che quei ragazzi che si vedono in TV, nei video, ai giochi, non fanno di certo solo questo tutti i giorni! Fanno cose totalmente diverse, tra cui alla base un sacco di allenamento di forza pesante, prima del cardio, prima di ogni altra cosa.

Perché è evidente che se si ha un massimale di front Squat da 140 kg e di Push Press da 90 kg, sarà poi molto più facile da tirare su 40 kg di front squat per diverse ripetizioni …

… ma se il tuo massimale di Front Squat è appena 60 kg… dove pensi di andare? Ecco, rileggiti i numeri che ho citato prima…

Di conseguenza un sacco di Crossfittari “neofiti” realizzeranno questo abbastanza velocemente: ovvero di essere troppo deboli per questa roba. Hanno bisogno di diventare più forti, molto più forti.

Quindi il mio parere sul CrossFit, appurato che ci siano le condizioni strutturali adatte, è che se si vuole diventare veramente bravi a farlo, soprattutto senza rischi, bisogna puntare a diventare più forti.

Molti (e soprattutto molte) hanno la forza di un topo, la mobilità articolare di un bradipo, la composizione corporea di una medusa (acqua extracellulare a palla e di conseguenza infiammazione), per giunta mangiano come canarini in gabbia… sperano di dimagrire facendo CrossFit e alla fine si ritrovano spaccate, infiammate e svuotate.

Non è certo un caso se molte ragazze si lamentano poi di ritrovarsi con le gambe gonfie in breve tempo e talvolta anche le braccia, soprattutto se partono da zero, buttandosi a capofitto su un’attività di questo genere, dove la produzione di stress ossidativo e cortisolo è molto elevata. E quel gonfiore non è muscolo come loro sarebbero portate a pensare… è esattamente la stessa cosa che accade quando si pianifica male un allenamento in palestra. Lo avevo spiegato bene in quest’articolo.

Bisogna quindi sempre tenere presente da dove si arriva, cosa si è fatto fino a quel punto della propria vita… e anche l’età certo. Perché un conto è proporre determinati movimenti a un ragazzino di 20 anni e un altro conto è proporlo ad un 45 enne, le cui strutture fasciali si sono sviluppate con una certa carta d’identità. L’età media nelle competizioni di un certo livello è sempre decisamente giovane, facci caso.

E quindi come si può pensare di proporre il CrossFit alla zia Pina che ha smesso di friggere polpette l’altro ieri??

Oppure al Nerd che ha sempre passato la sua esistenza ingobbito tra Pc, videogames e tablet…

Oggi le persone fisicamente sono sempre più un disastro… passate le vostre giornate facendo da una sedia all’altra e per poi concludere sul divano. Siete storti, gobbi, incravattati… un esercito di cifotici e nella maggior parte dei casi la forza e la resistenza non sapete nemmeno dove stiano di casa.

Pertanto prima di pensare a certe attività alternative, concentratevi su voi stessi, fatevi valutare composizione corporea, postura e funzionalità dai dovuti specialisti. Allungate quello che va allungato, potenziate quello che va potenziato… e solo dopo aver raggiunto una condizione decente allora potreste magari pensare di provare altro.

Se decidi di optare per il CrossFit e possiedi i giusti requisiti, ben venga! A quel punto la preoccupazione dovrà essere quella di cercare un Box serio, con istruttori preparati e soprattutto in grado di valutare e dosare gli esercizi sul singolo soggetto. È sempre quella la chiave di tutto.

Dunque il CrossFit è adatto a tutti? Io dico assolutamente no!

Chiediti sempre chi sei, come sei messo e dove stai andando, prima di scegliere qualcosa solo perché fatto da altri, perché la moda del momento ecc.

Vuoi dimagrire? Dipende da quello che mangi

Vuoi fare ipertrofia? Stress meccanico, stress metabolico, TUT (tempo sotto tensione), recupero, nutrizione e tutti i vari principi basilari correlati.

Vuoi diventare più forte? Preoccupati di aggiungere ferro su quei bilancieri e di avere una programmazione adeguata.

Il CrossFit consente sicuramente di aumentare la Forza Resistente (resistenza muscolare o stamina) e la Capacità Cardiovascolare, quindi ben venga per chi ha buon condizionamento, ma non potrà mai sostituirsi ad esempio al Bodybuilding per quanto riguarda il miglioramento della composizione corporea, al Powerlifting per la forza e non si può sostituire ad altre preparazioni atletiche specifiche (e non ha nemmeno senso fare paragoni da scolaretti).

Un po’ come avviene per altre discipline o attività, tipo calisthenics, bodypump, attività varie di gruppo ecc. Si fanno perché PIACE FARLE. Per passione, per divertimento, per competizione.

Se uno le pratica per avere risultati indiretti a livello fisico, per dimagrire, “tonificare“, aumentare la massa muscolare e farsi il fisico… è un po’ fuori strada. Significa sperare di arrivarci per vie traverse…

Se l’obiettivo è principalmente estetico, non ci sono segreti o soluzioni miracolose: serve un allenamento muscolare mirato, personalizzato, periodizzato. Associato ad una dieta specifica, calcolata e adeguata all’obiettivo prefissato. Stop.

Il CrossFit non è quindi da vedere come un modo di fare Fitness, per dimagrire, per mettere muscoli o ottenere altri risultati estetici; è da vedere come un modo di sfidarsi in competizioni di vario genere, di aumentare le proprie prestazioni, è uno Sport… Punto. E necessita della sua mentalità specifica, dove bisognerebbe sempre essere in sfida con se stessi, anche se non si gareggia. Una disciplina che può essere però potenzialmente pericolosa e soprattutto non adatta a tutti.

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

22 Comments

  1. daniele | 6 Luglio 2017 at 15:28
     

    capisco che voi dobbiate tirare acqua al vostro mulino ma, il crossfit è uno sport adatto a tutti, e quando dico tutti intendo, bimbi, ragazzi, adulti e anziani, è uno sport che si basa sui movimenti funzionali, il che vuol dire che sono movimenti che facciamo tutti i giorni nella nostra vita quotidiana e se avete dati di infortuni nel CF, mi dispiace per chi ve li ha forniti ma sappiate che questa gente si è allenata sempre con dei coach incompetenti.

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Luglio 2017 at 20:17
       

      Ciao Daniele grazie per aver letto l’articolo.
      Guarda, qui nessuno sta tirando acqua a nessun mulino, non ho scritto da nessuna parte “non fate CrossFit e venite dai personal trainer” oppure “non fate CrossFit per fare altre discipline“, ho semplicemente riportato dei dati specifici riguardanti numeri ufficiali innegabili e riguardanti la struttura anatomica del singolo soggetto. Quindi il senso è: prima di fare CrossFit valutate chi siete e come siete messi, tutto qui, molto semplice.

      È fondamentale tenere presente della struttura morfologica di ogni soggetto perché può essere completamente differente. Consiglierei a tal proposito di seguire qualche lezione o qualche seminario per ampliare maggiormente le conoscenze a riguardo.

      Indubbiamente poi il discorso dei trainer non fa una piega, sono loro i responsabili principali. E qui purtroppo diventa difficile essere specifici quando si seguono tante persone assieme e le si mettono a fare tutte la stessa cosa.

      Quanto ai dati sono relativi a studi ufficiali, peraltro recentissimi, che vanno dal 2014 al 2017, effettuati da tecnici che nella vita si occupano di fare solo quello, ci sono tutti i riferimenti nella slide…

      Alla luce di questo il Crossfit non è adatto a tutti per i motivi sopraelencati ed è evidente che per parlare in questo modo non sei un addetto ai lavori ma un utente molto affezionato.

      Saluti e buon allenamento qualsiasi esso sia.

      Reply
  2. Giulia | 6 Luglio 2017 at 17:26
     

    Ciao Marco, come sempre è un piacere leggerti e ritengo che tu abbia scritto quest’articolo in maniera semplicemetne magistrale.
    Mi sono anche rivista qualche anno fa, quando stavo per rovinarmi la cuffia dei rotatori proprio grazie al CrossFit e soprattutto per il fatto di non essere stata seguita come si deve.

    Personalmente non ho nulla contro la disciplina ma ritengo che si debba fare molta attenzione, soprattutto agli istruttori e sono pienamente d’accordo sul fatto che non sia adatto a tutti, infatti il mio fisioterapista mi ha parlato di spazio acromiale molto ridotto nel mio caso e di fare quindi attenzione ai movimenti che faccio.
    Grazie come sempre per quello che fai.

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Luglio 2017 at 20:11
       

      Ciao Giulia, ti ringrazio molto per la stima e per l’apprezzamento…e grazie per aver condiviso la tua esperienza!
      Beh il discorso dello spazio subacromiale e relativo scorrimento dei tendini, è un qualcosa che interessa una miriade di persone e che miete più vittime di quanto ci si immagini. A questo occorre prestare attenzione a prescindere anche nel normale allenamento in palestra, soprattutto all’esecuzione corretta di quelli che sono gli esercizi più incriminati ovvero panca piana, alzate laterali ecc. Ed evitando rigorosamente esercizi come lento dietro, lat machine dietro, lavori al multipower…che in ogni caso dovrebbero essere da evitare a priori.
      Saluti

      Reply
  3. Christian | 7 Luglio 2017 at 11:32
     

    Ciao Marco,

    tu personalmente sei pro o contro questo tipo di allenamento (Crossfit)?
    E per quale motivo?

    Mi interesserebbe sapere il tuo parere personale…

    (spero che la tua risposta non comporti attacchi da parte di altri utenti)

    Reply
    • Marco Ferrari | 7 Luglio 2017 at 18:48
       

      Ciao Christian, grazie per aver letto il mio post.
      Io non sono né e pro né contro. Pensavo fosse chiaro il senso della discussione…ovvero valutatevi (o fatevi valutare) e stabilite chi siete e come siete messi prima di buttarvi a capofitto su qualcosa che richiede condizionamento, mobilità e forza. Tutto qui.

      Poi se mi stai chiedendo se io personalmente lo farei la risposta è no. Sono in questo ambiente da 20 anni, ho praticato un sacco di sport di differenti tipologie e metodologie di allenamento e mi alleno secondo i criteri che più mi si addicono e che soddisfano le mie esigenze.
      Saluti e buon allenamento.

      Reply
  4. Antonio | 7 Luglio 2017 at 15:03
     

    Ciao Marco,

    interessante il tuo articolo e sotto alcuni aspetti veritiero. Non capisco però evidenziare la percentuale di infortuni, nel senso, in tutti gli sport ci sono gli infortuni legati soprattutto alla poca mobilità del soggetto. Gli esercizi sono scalabili ma la mobilità no, qui però deve intervenire l’istruttore che deve cogliere la problematica e correggerla. Con questo voglio dire che forse il Crossfit in se non è uno sport pericoloso o cmq non adatto a tutti ma è molto più pericolo un istruttore poco preparato e che cura poco il dettaglio. Forse la Crossfit Inc. dovrebbe puntare molto di + sulla formazione dei propri istruttori e meno sul mkt ( il Level 1 ormai è alla portata di tutti anche a chi non ha competenze pregresse nello sporto)

    Reply
    • Marco Ferrari | 7 Luglio 2017 at 20:45
       

      Ciao Antonio, ti ringrazio per aver letto e apprezzato seppur in parte il mio articolo.
      Mi sono concentrato principalmente sul discorso infortuni proprio per via del numero elevato di casi che ci arrivano e ho fatto dei ragionamenti logici basati sia sui numeri che per l’appunto su anatomia, biomeccanica e morfologia, che possono essere molto differenti per ogni soggetto.

      Che piaccia o meno ci sono soggetti per cui determinati movimenti non sono adeguati.

      Sul discorso degli istruttori sono pienamente d’accordo, resta il problema della difficoltà nel dedicarsi ad ognuno e personalizzare.

      Proprio ieri ho avuto un confronto sulla pagina Facebook con un trainer CrossFit con anni di esperienza, il quale ha apprezzato il contenuto e concordato con me su questi discorsi.
      È più facile confrontarsi tra addetti ai lavori che non con semplici appassionati, che spesso purtroppo basano i loro ragionamenti sui “secondo me”.

      Ripeto e ricordo ancora che questo non era un articolo contro il CrossFit, il suo scopo era ben preciso.
      Saluti e buon allenamento

      Reply
  5. Andrea | 10 Luglio 2017 at 15:37
     

    ciao,
    per rispondere al quesito del titolo io direi proprio che il crossfit è adatto a tutti, come giustamente scriveva un utente nei commenti quello che fa la differenza è l’istruttore che deve essere in grado di capire e correggere i problemi di chi fa crossfit scalando opportunamente gli esercizi per tutto il tempo che gli sarà necessario per raggiungere i livelli necessari di fitness.
    Mi perplime molto poi veder pubblicati dati sugli infortuni di una disciplina spacciandoli per dati scientifici, per essere scientifici andrebbe quantomeno pubblicata la grandezza del campione osservato, la durata dell’osservazione e magari anche il confronto con infortuni in altri sport tutti dati che quì non vedo.
    Questi pubblicati mi sembrano solo numeri a cui ognuno può dare il significato che vuole.
    Ritornando al punto iniziale sono convinto che il crossfit possa adattarsi davvero a tutti in primis perchè vedo il mio caso: ho iniziato a fare crossfit circa 2 anni fa partendo da una situazione in cui ero praticamente fermo da 1 anno e mezzo, ho iniziato piano 2 volte a settimana scalando tutti gli esercizi fino ad arrivare a farlo 4 volte a settimana con buona intensità e senza infortuni significativi, e questo conferma il fatto che non c’è bisogno di un fisico “condizionato” per iniziare a fare Crossfit.
    Sicuramente la mia fortuna è stata quella di avere buoni istruttori che mi hanno saputo seguire e scalare negli esercizi ma ora non tornerei mai e poi mai in palestra a fare noiosi esercizi di body building.
    Ah dimenticavo ho cominciato a fare crossfit all’età di 50 anni !
    Ho visto i risultati sia in termini di forza che di resistenza alla fatica e anche in termini di perdita di grasso, chiaramente sono d’accordo che in questo è fondamentale l’alimentazione associata all’attività sportiva.
    Oltre a me ho visto vari altri casi di persone nel box con età e costituzione molto diversa che hanno ottenuto lo stesso tipo di risultati e di infortuni ne ho visti pochissimi e nulla che gli abbia impedito di tornare a fare attività in palestra dopo qualche settimana.
    Fare Crossfit a livello competitivo è un percorso ed evidente che non si arriva velocemente ai risultati di alto livello ma ciò non impedisce di farlo anche solo per migliorare continuamente il proprio livello di fitness e il Crossfit permette di farlo anche in modo divertente e coinvolgente cosa non di poco conto.
    Quindi saluti e buon Crossfit a tutti 🙂

    Reply
    • Marco Ferrari | 11 Luglio 2017 at 09:11
       

      Ciao Andrea, io non so con chi tu sia abituato ad avere a che fare o dove di solito tu vada a leggere informazioni, ma qui sei sul portale di un professionista che è in questo ambiente da vent’anni, che si preoccupa sempre di essere aggiornato viaggiando in giro per l’Italia ogni anno per fare corsi, convention e seminari monotematici specifici di approfondimento, sempre con i massimi esperti tra cui medici, tecnici, fisiologi…anche di fama mondiale.

      Il prof. Stefano Zambelli (Master Fitness Sciences, ISSA Europe) che ha pubblicato la slide sugli studi, è considerato uno dei massimi esperti del settore allenamento in Italia.

      Pertanto per quanto riguarda i dati, se si parla di “studi seri” un motivo ci sarà… per chi fosse stato interessato ad approfondire, sarebbe stato sufficiente impegnarsi un attimino per andare a cercare i riferimenti in rosso (ovviamente in inglese) che che ha inserito nella slide, però per questo ti ringrazio perché mi hai ricordato che la gente non ha voglia di sbattersi, quindi ho aggiunto i riferimenti con il link diretto, anche nell’articolo.

      Ecco gli studi ufficiali citati, con tanto di campioni di riferimento e confronto con altre metodologie, per altro svolti anche in paesi differenti. E non sono certo numeri causali a cui ognuno dà il significato che vuole (ogni tanto mi stupisco veramente di quello che scrivete).

      1) Injury Rate and Patterns Among CrossFit Athletes. 486 soggetti analizzati tra Ottobre 2012 e Febbraio 2013.

      2) Perceived demands and postexercise physical dysfunction in CrossFit® compared to an ACSM based training session. Comparazione CrossFit con allenamento con linee guida ACSM. Questo soprattutto sottolinea che l’impegno richiesto nel Crossfit non è per tutti e per prevenire il rischio di sovrallenamento e rabodomiolisi è fondamentale una preparazione adeguata.

      3) An Epidemiological Profile of CrossFit Athletes in Brazil. Qui addirittura è stato dimostrato che ha subito infortuni anche chi nella vita era fisicamente attivo e non solo i sedentari.

      Noi della ISSA siamo abituati a lavorare in un certo modo così come col singolo soggetto, ovvero prima si misura, si valuta (bioimpedenza, test vari & co.) e poi con i dati in mano si parla.

      Non si sono fatti discorsi da bar, ma studi citati a parte, discorsi basati basati su argomentazioni valide e specifiche, quali appunto le enormi differenze morfologiche che ci possono essere tra i vari soggetti e sulla logica; ma torno a ripetere in ogni caso che non sono qui a dire non fate CrossFit o che il CrossFit sia sbagliato di base, semplicemente valutatevi prima di qualsiasi scelta!

      Per il resto tutto quello che c’era da dire sull’argomento è stato detto nell’articolo e nei commenti precedenti. Certi approfondimenti si possono fare con gli addetti ai lavori, gli altri sono semplici appassionati e dunque quello che rimane sono i “secondo me“, che non sono sufficienti per disquisire di argomenti come biomeccanica, anatomia, studi ecc., vanno bene per parlare di quello che è stato visto in televisione la sera prima.

      Saluti e buon allenamento…ognuno con il suo.

      Reply
  6. Stefano | 11 Luglio 2017 at 13:29
     

    Articolo interessantissimo. Personalmente non ho mai praticato Crossfit, ma se guardo ai miei conoscenti, fra tre persone che lo praticano, uno si è infortunato (schiacciamento di una vertebra), l’altro rientra da un infortunio, e un altro effettivamente non si è infortunato (ancora).
    Sto parlando di persone che sono entrati nel box avendo alle spalle anni di sedentarietà e a cui sono stati subito messi in mano kettlebell e bilancieri senza che fossero sottoposti ad alcun test di forza e mobilità. Chi allena o si fa allenare in queste condizioni è un irresponsabile. Passare mesi (se non anni) a curare i dettagli della propria preparazione di base capisco che per molti non sia divertente, ma è la tua assicurazione sulla (qualità della) vita. Non riesci a fare un pistol squat o perfino a superare il “test della muraglia cinese (https://www.youtube.com/watch?v=NDsC1mUwfG8)” e fai uno squat con sovraccarico? Auguri. No, il crossfit non è per tutti, sono d’accordo con quanto sostenuto nell’articolo. Il crossfit è uno sport per atleti d’élite perché richiede di padroneggiare esercizi con un coefficiente tecnico molto alto e che per di più si eseguono in condizioni di grande affaticamento; ed è proprio in quel momento, quando la qualità tecnica esecutiva comincia a calare, che ci si espone agli infortuni. Se mi si consente una chiosa semplicistica: fare crossfit è molto “cool” ma non ha la salute del praticante come obbiettivo principale, è la prestazione (in gara e non) che conta. Questo dovrebbe far riflettere molti suoi praticanti.

    Reply
    • Marco Ferrari | 11 Luglio 2017 at 16:27
       

      Ciao Sfefano, grazie mille per aver letto e apprezzato l’articolo e per la tua interessantissima testimonianza.
      Le tue parole sono assolutamente condivisibili e purtroppo ne abbiamo avuto le conferme.
      Per quanto riguarda il discorso del test della muraglia sono d’accordo in parte, perché anche questo non tiene conto delle eventuali differenze morfologiche tra soggetti. Della serie: prova a farlo eseguire ad un soggetto più alto di 190 cm e poi dimmi qualcosa 😉
      Il discorso di non superare con le ginocchia le punte dei piedi ci sta come regola generica, ma deve sempre essere adattato al soggetto. Chi è molto alto e ha il femore lungo, più avanti ci deve andare per forza…A ognuno il suo schema motorio! In base anche e soprattutto alla propria struttura anatomica.
      Saluti e buon allenamento!

      Reply
  7. Christian | 12 Luglio 2017 at 09:34
     

    Ciao Marco,

    il crossfit non è adatto a tutti, questo è chiaro.
    Sarebbe interessante sapere quali risultati si possono raggiungere con questa disciplina.
    Ognuno ha (dovrebbe avere) un fine che lo spinge ad allenarsi.
    Il crossfit quali obbiettivi permette di raggiungere in modo più efficace rispetto ad altri tipi di allenamento e per quali soggetti può risultare migliore?

    Ad esempio io sono un vent’enne magro (1.80m per 70kg), fatico ad aumentare peso, perciò credo che per me il crossfit risulterebbe meno efficace come allenamento rispetto al lavoro in sala pesi.

    Reply
    • Marco Ferrari | 12 Luglio 2017 at 20:23
       

      Ciao Christian, grazie anche a te per aver letto l’articolo.

      Come detto nel post, tutto dipende da quello che si sta cercando. Con il crossfit i risultati più grandi arrivano sulla forza resistente e sulla capacità cardiovascolare…poi sicuramente ci potranno essere adattamenti per il miglioramento della composizione corporea (stimolo ipertrofico e perdita di grasso).

      Tuttavia nel caso di un soggetto di corporatura esile, con scarsa massa muscolare di base, potrebbe non essere la soluzione ideale, se il suo obiettivo è quello di irrobustirsi e costruire muscoli. In tal caso sarebbe più opportuno puntare su allenamenti di forza, principalmente quindi su esercizi fondamentali e multiarticolari, che impegnino grandi masse muscolari contemporaneamente.

      E logicamente seguire un’alimentazione adeguata che rispetti come minimo quello che è il proprio fabbisogno…

      Saluti e buon allenamento. 

      Reply
  8. antonio | 5 Settembre 2017 at 18:40
     

    Articolo molto interessante…sinceramente non ero al corrente di tutto ciò!
    Grazie per la condivisione di tutte queste informazioni, vi continuo a seguire!!
    Ciaooo

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Settembre 2017 at 10:59
       

      Ciao Antonio, ti ringrazio molto per il tuo apprezzamento all’articolo. Felice di esserti stato d’aiuto con queste informazioni.

      Reply
  9. Tor Carbone CrossFit | 8 Novembre 2018 at 18:01
     

    In accordo con buona parte della affermazioni presenti nell’articolo, sì, pur parlando a nome di un box ? Un appunto riguarda però il concetto di “scalabilità” dei wod, spesso frainteso: compito dei coach non è solo limitare i carichi o ridurre il numero delle ripetizioni quando necessario, ma seguire con estrema attenzione chi è alle prime armi e, per forza di cose, non padroneggia i movimenti, sostituendo gli esercizi proposti e riorganizzando l’allenamento del giorno adattandone complessità e intensità. Insomma, nessuno si trova ad affrontare un front squat, nemmeno con bilanciere scarico, senza aver prima appreso le basi del movimento e questo indipendenemente dalla preparazione atletica o dalla mobilità del singolo. Questo tipo di approccio riduce drasticamente il rischio di danni o lesioni: come in ogni sport il pericolo di infortuni è presente, ma il benessere di chi si allena rimane sempre un obiettivo primario. Innegabile invece il discorso relativo ad attitudini, caratteristiche e, soprattutto, obiettivi personali: per chi mira all’ipertrofia il CrossFit non rappresenta la via più efficace. Di contro, come da te sottolineato, non mancano gli effetti positivi a livello di performance, composizione corporea e percezione di se stessi e delle proprie capacità. Infine, sarà retorico, ma allenarsi in gruppo (anche se ognuno secondo i propri tempi e capacità) risulta sempre molto stimolante e appagante. In ogni caso grazie per le tue osservazioni (le critiche costruttive sono fondamentali per cercare di migliorarsi!) e per lo spazio per questa risposta! ??

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    • Marco Ferrari | 9 Novembre 2018 at 09:34
       

      Ciao Tor Carbone,
      Ti ringrazio per aver letto il mio articolo e per aver partecipato alla discussione in modo costruttivo.
      Come ho già detto in altre occasioni, per ciò che riguarda questo argomento, è molto più facile confrontarsi con gli addetti ai lavori piuttosto che con i semplici appassionanti, perché purtroppo nella stragrande maggioranza dei casi, non utilizzano la logica e la ragione per esprimersi ma esclusivamente la foga e l’esaltazione.
      Per il resto siamo perfettamente d’accordo, anche perché se manca lo schema motorio, se manca la mobilità articolare, non si parte nemmeno…

      Sono d’accordissmo anche sul discorso “allenamento in gruppo” per ciò che riguarda motivazione, stimoli ecc. Bisogna solo fare attenzione a non farla diventare un’arma a doppio taglio, perché con la possibile competitività in tempo reale, si potrebbe voler strafare…

      Concludo dicendo che ultimamente ho avuto occasione di lavorare ed allenarmi per poco più di un mese, mentre ero fuori regione, in una palestra che comprendeva anche un Wod e sono rimasto positivamente colpito dalla meticolosità con cui il coach (che per altro già conoscevo) faceva il suo lavoro. Ore e giornate spese su un determinato schema motorio e finché non era come lo voleva lui, non si andava avanti. Ecco, se tutti lavorassero in questo modo, ci sarebbero sicuramente molti più benefici che problemi.
      Saluti e buon Allenamento!
      Marco

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  10. gina | 3 Gennaio 2019 at 12:31
     

    ciao marco e grazie per gli articoli.al riguardo del crossfit c è un detto antico che PRESTO E BENE non vanno d’accordo ,,,il problema infatti sta nella tempistica una seduta di crossfit infatti dura tot tempo e in quel tempo devi fare tutti quei esercizi e per non farti male li devi eseguire correttamente….a me sembra impossibile ..il corpo ha i suoi tempi io ne ho fatte di sedute del genere ma mi ritrovavo sempre con male ai lombi e ginocchia…o sei hulk oppure prima o poi ti fai male.

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    • Marco Ferrari | 3 Gennaio 2019 at 23:27
       

      Ciao Gina, ti ringrazio per l’apprezzamento per i miei articoli e per aver lasciato il tuo commento.
      Come detto nel post, non è una disciplina adatta a tutti e in ogni caso tutto dipende poi da come vengono gestite le classi dai relativi istruttori.
      Detto ciò, che la percentuale di infortuni e problematiche sia elevata è un dato di fatto.
      Saluti e buon allenamento!

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  11. Fabio | 6 Settembre 2019 at 14:39
     

    Ottimo articolo, per contenuto ed esposizione.
    Complimenti

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