fbpx

Gene che aumenta massa muscolare e forza

gene che aumenta la massa muscolare e la forza

Dopo aver appreso la notizia della scoperta di un gene che aumenta la massa muscolare e la forza, mi sembrava giusto concedergli un piccolo spazietto qui sul mio blog.

L’esperimento è stato condotto da alcuni studiosi svizzeri dell’EPFL (École polytechnique fédérale de Lausanne) di Losanna e americani (del Salk Institute for Biological Studies di La Jolla, California) sui soliti poveri topi… Qualcosa mi fa pensare che prima o poi saranno loro a ribellarsi e dopo aver quadruplicato la loro massa muscolare, inizieranno magari a fare esperimenti sul genere umano.

Perlomeno i bodybuilder, come ho detto guarda caso proprio nell’articolo precedente, spesso se le fanno da soli le ricerche! 😉

Ora torniamo al tema principale dell’articolo. In pratica la scoperta è stata fatta a carico di un gene, che una volta spento ha fatto aumentare la massa muscolare ai topi coinvolti e a quanto pare i benefici del rilascio di quei freni molecolari, non si sono fermati solo all’aumento della forza muscolare. I topi più forti hanno anche migliorato la resistenza e sono stati così in grado di correre sia più velocemente che più a lungo, prima di stancarsi, coprendo il doppio della distanza rispetto ai topi normali negli esperimenti. Tutto questo gli ha permesso inoltre di non sentire la fatica durante la corsa e di non percepire il freddo.

Il gene in questione è il corepressore NCoR1 (che normalmente inibisce lo sviluppo dei tessuti muscolari e ne limita la crescita) che combinandosi alle proteine regolatrici ad azione negativa (repressori) impedisce il legame dell’RNA polimerasi con il DNA (sede del nostro patrimonio genetico).

Detto in termini più leggibili, il risultato di questo esperimento ha permesso di aumentare il numero di mitocondri delle cellule nei tessuti e quindi aumentare, anzi quasi raddoppiare, la massa muscolare nei topolini e la loro resistenza alla fatica. Ecco dunque scoperto il gene che aumenta la massa muscolare e la forza!

Il corepressore NCoR1 ha un ruolo importante nell’insulinoresistenza, nel diabete di tipo 2 (l’incapacità dell’organismo a mantenere il glucosio del sangue al di sotto di un certo valore, è detto diabete mellito), quindi la sua inibizione permetterebbe di migliorare la capacità di assorbimento del glucosio.

Questo gene potrebbe dunque trovare utilizzo in campo medico, per la cura di particolari patologie degenerative muscolari, quali la distrofia muscolare o la semplice fragilità dell’anziano, data dall’avanzare dell’età. Indubbiamente una scoperta molto importante ed affascinante.

La ricerca potrebbe dare ulteriori buone notizie anche per ciò che riguarda la lotta all’epidemia di obesità, che affligge molti paesi occidentali.

“Ora ci sono i modi per sviluppare farmaci per le persone che non sono in grado di fare esercizio a causa dell’obesità o di altre complicazioni sanitarie, come il diabete, l’immobilità e la fragilità”, afferma Ronald M. Evans, che ha guidato la squadra di Salk.

“Ora siamo in grado di progettare reti genetiche specifiche nei muscoli, per dare i benefici dell’esercizio ai topi sedentari”.

Auwerx descrive le molecole tipo NCoR1, appunto come una sorta di “freni molecolari”, che rallentano l’attività nei geni. Rilasciando questi freni, attraverso la manipolazione dei geni, aumenta quel livello di attività, fornendo automaticamente più energia per costruire muscoli.

Ci sarà sicuramente da aspettarsi anche qualche uso illecito di questa scoperta, giusto per citare un vecchio articolo sugli effetti collaterali degli steroidi.

Del resto, come si dice in certi casi: “ La mamma dei cretini è sempre incinta”.

Io mi auguro sempre che le persone usino il cervello e che certi traguardi cerchino di raggiungerli in maniera naturale, anche perché i rischi sono troppo elevati e nella maggior parte dei casi il gioco non vale la candela. Poi logicamente le scelte sono personali e non è mio compito giudicare nessuno.

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

13 Comments

  1. Lorenzo | 25 Gennaio 2012 at 11:44
     

    Si.. bella scoperta… ma perchè si attiva questo gene?

    “In pratica, la scoperta è stata fatta a carico di un gene che una volta spento ha fatto aumentare la massa muscolare ai topi in questione e non solo, gli ha permesso di non sentire la fatica durante la corsa e di non sentire il freddo”

    Una domanda mi sorge spontanea: i topi non sentono la fatica durante la corsa e neanche il freddo?
    Interessante… ma cos’è la fatica? e il freddo?
    Semplicemente sono “allarmi” che non devono essere trascurati.
    La natura conosce l’equilibrio…

    Personalmente lo vedo come una macchina che ha il sensore della temperatura spento.

    Reply
    • Marco Ferrari | 25 Gennaio 2012 at 12:28
       

      Si Lorenzo, certo! Infatti i campanelli d’allarme andrebbero sempre rispettati! Il corpo ci parla e quando qualcosa non va, tenta sempre di farcelo sapere in qualche modo. Questa può anche essere la spiegazione per cui gli sportivi a livello agonistico si ammalano molto di più rispetto alle persone normali; i soggetti che si allenano troppo possono avere fenomeni collaterali come aumento dei globuli bianchi…è un discorso un po’ lungo e complicato in cui sono implicati i linfociti. In ogni caso per farla breve, si abbassano le difese immunitarie.
      Quindi sportivo estremo non è sinonimo di buona salute. Da li ci vuole poco a pensare che se non si rispettano fatica, freddo ecc., di sicuro il corpo non sarà contento.
      Quel gene sicuramente si attiva perché è stato progettato dalla natura in quel modo. C’è sempre un perché a tutto, il corpo umano è una macchina incredibile e perfetta!

      Reply
      • Lorenzo | 25 Gennaio 2012 at 14:16
         

        Completamente d’accordo!

        Reply
  2. andrea | 13 Marzo 2013 at 12:16
     

    a rega’ qst è una scoperta sensazionale ke non va criticata a sta maniera visto quello ke andrebbe a curare. se poi uno guarda solo ke se aumenta forza e massa allora leggete solo quello ke ve fa comodo. ki andrebbe a rinnovare il suo “FISICO” x qst ragione è solo un coglione. io so stato campione italiano di nuoto e ho sempre fatto allenamenti di 10 km al giorno in 2 ore…qnd un allenamento estremo ammalandomi si e no una volta l anno…se fai sport del cavolo e non hai la giusta alimentazione ti ammali…non se sei uno sportivo.l unica cosa ke ho letto giusta è quella dell aumento dei globuli bianchi.se il progresso ce porta a una miglior conoscenza sulla cura di determinate cose…possiamo solo ke sta contenti

    Reply
    • Marco Ferrari | 13 Marzo 2013 at 15:01
       

      Ciao Andrea,
      grazie comunque per il tuo colorito anche se poco comprensibile intervento. Qui nessuno critica nulla, se non un eventuale utilizzo sbagliato di tale scoperta. Per quanto riguarda gli sportivi estremi, le statistiche parlano chiaro, si ammalano molto più degli amatoriali, questo è un dato di fatto, io collaboro con tecnici che tengono sotto osservazione campioni nazionali e internazionali.
      Alla prossima
      Saluti

      Reply
  3. Federico | 28 Dicembre 2013 at 01:44
     

    Mmmm…. super soldati .. capitan America è divenuto realtà. . Bell’articolo complimenti. .

    Reply
    • Marco Ferrari | 28 Dicembre 2013 at 12:24
       

      Grazie Federico!

      Reply
      • Federico | 30 Dicembre 2013 at 00:19
         

        Marco vista la tua preparazione vorrei farti una domanda. Riguardo la rimodulazione muscolare cosa ne pensi? Cioè diminuire considerevolmente i carichi per diminuire la risposta di cpk. E poi ricominciare con carichi normali per ritrovare il giusto stress muscolare? Teoricamente dovrebbe funzionare.

        Reply
        • Marco Ferrari | 30 Dicembre 2013 at 19:50
           

          Ciao Federico, grazie per l’apprezzamento. Io se fossi in te non mi baserei troppo su un tecnicismo come quello del CPK, valore ottenibile solo tramite esami del sangue. Questo è un dato che tra l’altro ha già tratto in inganno più volte specialisti che visitavano atleti combinazione in concomitanza di una prestazione importante, attribuendolo a problemi di natura cardiaca. Come credo saprai il CPK che è un enzima intracellulare, è direttamente correlato alle funzioni energetiche dell’ATP e l’attività fisica ne aumenta notevolmente la concentrazione, inoltre è prodotto anche dal muscolo cardiaco e dal fegato. Tutto ciò che riguarda argomenti di questo genere sono di competenza medica.
          Per il resto variare gli stimoli nell’allenamento (cambiando metodo, cambiando intensità o volume, inserendo la settimana di scarico ecc.) può indubbiamente rappresentare una valida alternativa al di là di quanto detto sopra.

          Reply
          • Federico | 30 Dicembre 2013 at 22:46
             

            Grazie mille per la tua risposta esauriente. Ok capito.. Devo dare più importanza alla settimana di scarico. Ma muscularmente posso trovarlo su Facebook? Grazie mille a presto.

          • Marco Ferrari | 30 Dicembre 2013 at 23:56
             

            Certo, muscolarmente lo trovi anche su Facebook qui: https://www.facebook.com/muscolarmente

  4. Federico | 30 Dicembre 2013 at 22:48
     

    Volevo darti 5 stelle ma il mio ditone su questi tastini del cell mi hanno tratto in inganno. . Sorry..

    Reply

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Il contenuto è protetto!

Send this to a friend