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Dip e trazioni alla sbarra meglio delle macchine

Non c’è niente di più basilare dei dip e trazioni alla sbarra … in teoria non servono nemmeno i pesi (questo piacerà molto agli amanti del Calisthenics); bastano due parallele per i dip (siano essi con maggiore enfasi per petto o per tricipiti) e una sbarra alta per le trazioni…beh per quelli come me che sia ben alta magari! Ehh…uno dei tanti problemi degli spilungoni… 😉

Spesso noto che anche se le palestre sono quasi sempre dotate di questi semplici attrezzi, buona parte dei frequentatori, tende a preferire le macchine, sfruttando magari gli ultimi ritrovati della tecnologia per l’allenamento del torace e della schiena.

Sai però qual è il motivo principale per cui la gente tende a scegliere le macchine? È perché dip e trazioni alla sbarra risultano troppo difficili! Per molti è un’impresa davvero ardua portare a termine una serie da 6 ripetizioni sollevando il proprio corpo. Se poi parliamo di trazioni moltissime persone non riescono nemmeno a completarne una, soprattutto per le donne che si trovano in grande difficoltà con questo esercizio, anche per questioni genetiche.

dip e trazioni alla sbarra

Poi ci sono anche quelli che ritengono dip e trazioni esercizi troppo antiquati, ossia il tipo di esercizio che ricorda quelli che si facevano a scuola nell’ora di educazione fisica o come allenamento propedeutico, magari inadatto a scolpire il corpo in quest’epoca.

E bene sì, è vero, i dip e le trazioni alla sbarra sono esercizi antiquati…esattamente come lo sono gli squat, gli stacchi da terra e la panca piana…ma sono i classici esercizi base, multiarticolari, che non passeranno mai di moda! Perché? Semplice, perché funzionano! E sono insostituibili.

È un concetto che non mi stancherò mai di ripetere. Sono gli esercizi base della cultura del ferro e della forza che ti permettono di costruire un corpo forte e massiccio e avere veri risultati. Esercizi con cui si riesce a sollevare il massimo carico possibile, perché si tratta di movimenti composti, che richiedono l’intervento di più di un solo gruppo muscolare principale per muovere il peso.

Questa filosofia, che forse per qualcuno potrebbe essere un po’ estrema, porta a sollevare sempre i carichi massimi, lasciando i muscoli senza nessuna alternativa: non possono fare altro che crescere! Sia come forza che come dimensioni. Si chiama adattamento.

Ti ricordo che dip e trazioni alla sbarra possono essere resi più impegnativi utilizzando un sovraccarico e andando ad eseguire anche qui un vero e proprio lavoro di forza. Basta una cintura e una corda/catena a cui legare dei dischi. Si può anche mantenere un manubrio tra le gambe…Ovviamente qui si parla di soggetti molto avanzati, che riescono a completare senza problemi anche 12-15 ripetizioni o più.

Chiaramente in tutti casi e per tutti gli esercizi, la tecnica di esecuzione dovrà sempre essere impeccabile, infatti riuscirai a crescere soltanto se eseguirai scrupolosamente la tecnica corretta. Se invece farai l’errore di trascurare la tecnica per sollevare più peso, non solo non attiverai correttamente le catene cinetiche muscolari ma sarai sempre a rischio infortunio, che ti costringerà a smettere di allenarti per un certo periodo di tempo.

E attenzione sempre al giusto riscaldamento, ci vuole davvero poco a farsi male, soprattutto su zone come la delicata cuffia dei rotatori.

Dunque non ho mai visto nessuno crescere con cavi, cavetti o altri esercizi di isolamento e cesellatura…essi rappresentano sicuramente una buona scelta complementare da inserire nel proprio programma, però la base dovrebbe sempre essere strutturata sugli esercizi fondamentali.

Le macchine che mimano certi esercizi, che si eseguono da seduti, come ad esempio la classica lat machine, richiedono un lavoro diverso, perché si tira un peso verso il basso, anziché tirare il proprio corpo verso l’alto. Piuttosto che considerarli allenamenti propedeutici, io considero semmai la lat machine propedeutica alle trazioni.

I buoni vecchi dip e trazioni alla sbarra richiedono un lavoro di stabilizzazione del corpo e la ricerca di una traiettoria naturale di movimento che non è possibile riprodurre con le macchine, dato che varia anche individualmente.

Stendiamo poi un velo pietoso per ogni volta in cui nel 2016 si vedono ancora soggetti eseguire la lat machine dietro, un vero e proprio attentato alle varie strutture. In questo modo si rischia di spingere in avanti la testa dell’omero con rischio di sublussazione e causare microtraumi cervicali e alla cuffia dei rotatori. Nessun movimento in natura prevede una trazione dietro la testa e il corpo semplicemente non è predisposto a tale sopportazione. Non c’è nessun motivo logico per cui si debba inserire questo esercizio, così come le trazioni dietro la nuca, dunque perché andare a cercarsi dei problemi?

Dip e trazioni alla sbarra: troppo difficili?

Sono in moltissimi ad essere in difficoltà con questi esercizi e tra l’altro è un problema che può affliggere anche i bodybuilder di un certo livello, data la loro mole. Ma c’è sempre una soluzione a tutto.

dip e trazioni alla sbarra difficili

Se non riesci a tirarti su nemmeno una volta:

  • Puoi farti assistere da un compagno, il quale eserciterà una leggera spinta dai tuoi piedi.
  • Puoi utilizzare le macchine per le trazioni assistite (vale anche per i dip). Molte palestre sono dotate di macchine che simulano dip e trazioni alla sbarra con il proprio peso corporeo e anche l’assistenza che si potrebbe avere da un compagno. Su queste macchine, si appoggiano i piedi o le ginocchia su un’imbottitura appesantita durante tutto il movimento, riducendo così il peso corporeo sollevato.
  • Puoi utilizzare degli elastici come le Loop Band per fare le trazioni assistite.
  • Puoi concentrarti inizialmente sulla sola isometria (rimanere appesi in posizione di contrazione massima), per poi passare alle negative (solo la discesa molto lenta) ad arrivare a completare tante serie anche solo da 1 o 2 ripetizioni.

E quindi se riesci fare poche ripetizioni? Beh innanzitutto non è da vedere come un problema!

Mi è capitato di ricevere mail di ragazzi che si lamentavano di riuscire a completare a malapena 4 ripetizioni…sai qual è stata la mia risposta in questi casi? “Dovresti leccarti le dita! Ci sono tantissime persone che non riescono nemmeno a completarne una! ”

In questo caso non devi far altro che insistere, facendo anche qui tutte serie da 3-4 ripetizioni ciascuna. Cerca di arrivare ad un totale di circa 20-25 ripetizioni in tutto (sommando quelle di tutte le serie). L’obiettivo graduale nel tempo sarà quello di aumentare le ripetizioni e fidati che se insisti non potrai non migliorare.

Questo approccio si può adottare per entrambi, dip e trazioni alla sbarra…e non solo.

Una cosa però è certa: dovrà diventare una delle tue priorità. Questo significa che non potrai mai aspettarti di migliorare se lo farai solo una volta a settimana…ricordi quel discorso che facevo a proposito del boscaiolo? Lui diventa grande e forte perché certi movimenti li ripete tutti i giorni…dunque dip e trazioni alla sbarra dovranno essere ripetuti più volte a settimana!

In tutti i casi ci vogliono sempre i due ingredienti base: pazienza e costanza! Non mollare mai e soprattutto non mollare alla prima difficoltà e non avere mai fretta di ottenere risultati in poco tempo. Per la forma fisica il “qui e subito” è tipo dei programmi fallimentari…cerca di allenarti SEMPRE, con criterio e programmi appropriati.

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

22 Comments

  1. Roberto | 21 Marzo 2016 at 20:08
     

    Ciao Marco,io non riuscivo a completare nemmeno una trazione,anche quella a presa supina che è un po più facile. Con impegno e determinazione adesso riesco a completare un 4 x6 e il prossimo obiettivo sarà atrovare a 10.quel che conta è volerle ottenere le cose,e con l’impegno ci si riesce. Ottimo articolo

    Reply
    • Marco Ferrari | 22 Marzo 2016 at 09:44
       

      Ciao Roberto, grazie mille! E complimenti a te per i risultati ottenuti finora, non mollare! La costanza premia sempre.
      A presto!

      Reply
      • Roberto | 27 Giugno 2019 at 18:50
         

        Ciao Marco, ho riletto con piacere dopo più di tre anni il tuo articolo che mi è sempre rimasto nel cuore come motivazione. Oggi riesco a tirarmi su sbattendo al petto alla sbarra 100/150 volte al giorno a presa larga. Questo successo lo devo anche al tuo articolo, sembra incredibile che poco più di tre anni fa non riuscivo a tirarmi su nemmeno una volta. Grazie mille davvero.

        Reply
        • Marco Ferrari | 27 Giugno 2019 at 22:55
           

          Ciao Roberto, sono felice di esserti stato d’aiuto e di ispirazione. Complimenti per i tuoi grandi progressi!
          Ti ringrazio molto per l’apprezzamento e ti auguro il meglio.
          Buon allenamento

          Reply
  2. Gabry Vico | 22 Marzo 2016 at 16:12
     

    Articolo molto interessante, congratulazioni!
    Grazie per averlo condiviso

    Reply
  3. Marco | 23 Aprile 2016 at 18:47
     

    Ciao Marco e grazie per l’articolo che come sempre fa pulizia dei cliché. Fondamentali le indicazioni che dai, come ad es. evitare la trazione dietro, anche io non ne ho mai compreso l’utilità dato che sollecitano gli stessi muscoli ma fanno muovere i rotatori delle spalle in modo pericoloso quando si chiude. Sono muscoli molto a rischio, ne so qualcosa. Mi alleno spesso alla sbarra, è propedeutico allo sport che pratico ma finora non mi sono posto il problema del sovraccarico. Mi chiedevo, da quale numero di ripetizioni in poi occorre pensare di aggiungere un peso? In previsione ovviamente di guadagnare forza e massa. Inoltre quante serie occorre fare (numero di serie oltre le quali è inutile)? Ora eseguo circa 7/8 ripetizioni (cioè ne faccio il max che reggo, con la prima arrivo a 9-10, poi la forza cala fino a max 6, con pause di circa 180 secc) per 4 serie, poi passo a un allenamento che è più che altro di resistenza, sono poche? Quanto tempo di riposo è opportuno tra una serie e l’altra? Ti ringrazio fin d’ora per ogni suggerimento che puoi darmi.

    Reply
    • Marco Ferrari | 24 Aprile 2016 at 19:55
       

      Ciao Marco, grazie a te per aver letto con interesse.
      In realtà non c’è una risposta universale alla tua domanda perché dipende dagli obiettivi del soggetto, dalla sua struttura, composizione corporea e potenzialità.
      Non tutti sono adatti a fare lavoro di ipertrofia e ci sono periodi in cui si può lavorare per l’ipertrofia e altri per la forza. Si può avere l’obiettivo di aumentare il numero di ripetizioni e lavorare sulla resistenza (in tal caso 90″ di recupero sono ideali) e si può avere l’obiettivo di utilizzare questi esercizi per la forza (120-180″ sec. di recupero), in tal caso al raggiungimento delle 8-10 ripetizioni pulite si può già pensare di inserire un sovraccarico che consenta ad esempio di farne 5.
      Saluti
      Marco

      Reply
      • Marco | 26 Aprile 2016 at 21:38
         

        Grazie Marco, capisco che è una materia complessa e giustamente tutto andrebbe calato sul soggetto. Il mio obiettivo è aumentare la forza esplosiva e la massa, dato che esercito già parecchio la resistenza nel resto del tempo, pratico l’arrampicata e mi alleno in parete artificiale dove si sviluppa oltre la tecnica anche la resistenza. Sono abbastanza alto e longilineo, torace robusto, 1.84 e ancora un po’ in sovrappeso (80kg e 17% di grasso). Vorrei aumentare anche la forza esplosiva e la massa muscolare, con esercizi specifici di trazionamento dato che in parete strapiombante, dove serve, si rischia di fare movimenti non salutari per le spalle, con cui ho sempre avuto problemi. Ritengo che una muscolatura più sviluppata (per quanto nel mondo dell’arrampicata ci sia un controllo maniacale del peso, al limite dell’anoressia! 🙂 mi sarebbe di beneficio, pure se significasse qualche chilo (di muscolo!) in più. Ho notato grandi miglioramenti alle spalle (deltoidi), dove ho sempre avuto fastidi e doloretti, da quando il muscolo è cresciuto. Se deduco bene dalle tue informazioni, posso già inserire un sovraccarico nella prima ripetizione e mantenere una pausa di 180′. Ti ringrazio ancora e rinnovo i complimenti per il lavoro informativo che fai con questo sito.

        Reply
        • Marco Ferrari | 27 Aprile 2016 at 09:45
           

          Sì, però nel tuo caso sarebbe utile anche la resistenza a questo punto, visto che appeso ci devi rimanere per più tempo…Quindi potrebbero essere adatti tutti e due i protocolli, ossia aumentare il numero di trazioni oppure renderle più impegnative con il sovraccarico. Inoltre sarebbe molto utile utilizzare un attrezzo che permetta di eseguire le trazioni con presa da arrampicata appunto. Purtroppo ce ne sono pochi in commercio e nelle palestre.
          E non dimenticarti di inserire esercizi base della forza come gli stacchi da terra 😉
          Saluti

          Reply
  4. Giuseppe | 28 Settembre 2017 at 09:25
     

    Per me un natural per avere risultati concreti non può che puntare sui grandi multiarticolari, compresi appunto quelli a corpo libero come trazioni e parallele. L’approccio ideale dovrebbe essere sempre orientato al miglioramento della performance (aumentare il carico, oppure il numero di ripetizioni), perchè solo attraverso prestazioni migliori si ottiene un fisico migliore. Se passi da 4 trazoni a 8 trazioni, inevitabilmente o hai messo più massa e forza in dorsali e bicipiti, oppure hai perso molta massa grassa, o entrambe le cose, in qualsiasi caso è comunque un miglioramento, non si scappa da questa logica.
    Squat, Stacchi, Lento Avanti, Panca, Trazioni, Parallele, Rematori più qualche variante di questi esercizi dovrebbero essere la base, le fondamenta dell’allenamento.
    Qualche curl, qualche calf, qualche alzata laterale ogni tanto può anche starci, perchè in fondo pompare un po’ fa anche anche piacere, ma fondamentalmente un natural ha bisogno di migliorare le performance nei movimenti base.
    Il bodybuilding classico di matrice Weideriana funziona solo con soggetti particolarmente portati o che utilizzano “aiutini” ed è bene che questo sia ben chiaro a tutti.

    Reply
  5. Antonio | 5 Novembre 2017 at 11:46
     

    Ciao Marco, innanzitutto complimenti per il blog ricco di notizie interessanti; si capisce subito che sei un trainer competente. Volevo chiederti una cosa: la regola di svolgere le trazioni più volte a settimana vale anche per chi come me si allena tre volte in monofrequenza (lun: petto spalle tricipiti; mer: gambe; ven: dorso bicipiti)? Ho un debole per le trazioni, è in assoluto il mio esercizio preferito e voglio a tutti i costi arrivare alle 20-25 ripetizioni (attualmente ne faccio 11 pulite, la dodicesima stecco), dunque ho intenzione di fare 3 serie a sfinimento prima di ogni workout anche perché facendole una volta a settimana i miglioramenti saranno minimi; va bene questo metodo o rischio di non crescere/andare in sovrallenamento? Grazie in anticipo della risposta 🙂

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Novembre 2017 at 09:50
       

      Ciao Antonio, ti ringrazio per aver letto e apprezzato l’articolo e il mio blog e per i complimenti.
      Per il principio di adattamento a specifiche richieste, se voglio migliorare o specializzarmi in un gesto tecnico, dovrò ripetere quel gesto più volte nella settimana, anche perché migliorare facendolo una volta a settimana è abbastanza utopico. Lo stesso dicasi per la forza…non posso certo pretendere di aumentare i carichi sulla panca piana o sullo squat eseguendoli solo una volta a settimana…

      Per ciò che riguarda il recupero, dipende sostanzialmente dalle tue capacità (non siamo tutti uguali e non rispondiamo tutti allo stesso modo agli stimoli) e anche da come suddividi il lavoro. Tralasciando per un attimo il discorso generale sui dubbi che ci possono essere nel lavorare in monofrequenza (non è per tutti), a quel punto potrebbe essere ragionevole lasciare la pianificazione esattamente come l’hai scritta tu, in quel modo, facendo eventuali altri esercizi per il dorso il Venerdì, avrai comunque 2 giorni pieni di recupero prima di ripetere nuovamente le trazioni. E poi ovviamente imparare ad ascoltarsi…
      Saluti e buon allenamento

      Reply
  6. Stefano | 14 Novembre 2017 at 18:36
     

    Che presa è meglio fare per le trazioni?Prona,supina ecc.

    Reply
    • Marco Ferrari | 15 Novembre 2017 at 09:04
       

      Dipende Stefano, dagli obiettivi e soprattutto dalla propria struttura e dalle eventuali problematiche.
      Sicuramente quella supina permette maggior espressione di forza, per via dell’intervento più massiccio da parte del bicipite, tuttavia è anche quella meno fisiologica…Molte persone la presa supina se la dovrebbero proprio scordare, se non vogliono andare incontro o peggiorare le problematiche a carico del gomito (epitrocleite soprattutto) e anche della cuffia dei rotatori.
      In molti casi invece la presa neutra (palmi delle mani che si guardano) potrebbe essere il miglior compromesso a livello articolare.
      Non esiste il sistema perfetto a prescindere per tutti, esiste IL SOGGETTO ed è da quello che si deve partire.
      Saluti

      Reply
      • Stefano | 21 Novembre 2017 at 18:46
         

        Grazie mille della risposta ho capito tutto!!!
        Ma potresti indicarmi gentilmente uno schema per fare ipertrofia(lo so che l’alimentazione fa parecchio)capisco che siamo diversi per vari motivi però credo che alcune line di riferimento si possano dare…
        Fare trazioni e dip nella stessa seduta,oppure in sedute separate?Zavorrate(cicli di forza),libere(resistenza o entrambe per fare ipertrofia?
        Potresti scrivere nella risposta una specie di programma?Grazie mille Marco…

        Reply
        • Marco Ferrari | 22 Novembre 2017 at 15:24
           

          Ciao Stefano, purtroppo anche in questo caso l’unica risposta plausibile a tutte le due domande è DIPENDE.

          Come mi sto allenando? Quali sono i miei obiettivi? Voglio aumentare la forza? Voglio aumentare il numero di trazioni? Voglio fare ipertrofia generale?

          Possono avere senso tutte le opzioni. 

          Sto facendo un allenamento d’ipertrofia generale in palestra? Può avere senso lavorare con un classico 3 x 8-12 su questi esercizi e se decido di fare ad esempio una suddivisione A-B, posso benissimo mettere petto e dorso lo stesso giorno e quindi inserire sia trazioni che dip nella stessa seduta. Oppure posso separare i distretti. Dipende da come voglio suddividere il lavoro. 

          Un classico esempio?

          Giorno A: petto-dorso-spalle
          Giorno B: gambe-bicipiti-tricipiti.

          E può avere senso anche fare ad esempio in una seduta trazioni zavorrate e quindi lavoro di forza pura, ad esempio sulle 4 o 5 reps. E nella seduta successiva lavorare invece per l’ipertrofia, quindi aumentando il numero di ripetizioni a corpo libero, o con meno zavorra.

          Se mi alleno solo in stile calisthenics, quindi trazioni, dip, piegamenti ecc., anche qui posso benissimo fare entrambe ogni seduta, cambiando l’ordine della priorità di lavoro nelle sedute successive. Una volta inizio con le trazioni, la volta successiva con i dip o con altri esercizi del mio programma.

          Come sempre in questi casi, mi auguro che ci sia la possibilità di inserire del lavoro serio e pesante anche per la parte inferiore del corpo, squat in primis, altrimenti questo distretto rimarrà sempre indietro con tutti i limiti del caso, che si rispecchiano sull’equilibrio del corpo intero (produzione ormonale compresa).

          Se voglio aumentare il numero di trazioni, diventando quindi più bravo in questo gesto, dovrò farla diventare una priorità. Non è sicuramente facendo trazioni 1 volta a settimana che posso sperare di migliorare…e probabilmente nemmeno con 2…Dovrò quindi farle ad esempio per 3 volte a settimana, come primo esercizio, utilizzando protocolli specifici, che spesso si strutturano proprio a partire dal numero di ripetizioni che riesco a fare attualmente.

          È sempre il soggetto con le sue caratteristiche, obiettivi e capacità di recupero, a determinare il tipo di lavoro da eseguire e le variabili in gioco diventano quindi molte. Pertanto non è un argomento risolvibile in un commento.

          È chiaro poi che un soggetto che vuole avere dei risultati sulla composizione corporea, se si allena ma non segue un piano alimentare specifico, non andrà mai da nessuna parte. E con specifico intendo non solo per ciò che riguarda le scelte degli alimenti (fondamentale) ma ragionare con calcoli e numeri per ciò che riguarda fabbisogno calorico e gestione dei macronutrienti giornalieri.

          Saluti

          Reply
  7. Antonio | 18 Febbraio 2018 at 22:39
     

    Ciao Marco, per una persona che come me aspira ad aumentare la forza anche attraverso dip e trazioni e non solo squat/panca/stacco, un 5×5 su questi due esercizi andrebbe bene? O si potrebbero fare altri protocolli? Ovviamente mi alleno in multifrequenza

    Reply
    • Marco Ferrari | 19 Febbraio 2018 at 12:20
       

      Ciao Antonio, certo che si può fare ed è un buonissimo protocollo, quello di lavorare sulle 5 reps, anche per questi esercizi.
      Ma in ogni caso si possono fare tutte le modifiche che si vogliono… lavorare per 4 per 6 ripetizioni ecc. Le variabili su cui agire sono peso (zavorra), ripetizioni e tempi di recupero.

      Attenzione però a rispettare sempre gli schemi motori corretti e la propria biomeccanica articolare.
      Saluti e buon allenamento

      Reply
  8. Riccardo | 12 Luglio 2020 at 18:57
     

    ciao Marco, articolo molto interessante, io mi alleno alla sbarra praticamente tutti i giorni ,effettuo almeno 6 serie da 8 ripetizioni e peso 90 kg, ma noto che il dorso non cresce più di tanto, è una questione di genetica?
    grazie.

    Reply
    • Marco Ferrari | 13 Luglio 2020 at 10:26
       

      Ciao Riccardo, grazie per l’apprezzamento.
      Francamente eviterei di cercare motivazioni come quella della genetica, ma inizierei a valutare tutte le variabili che riguardano l’allenamento.

      Bisogna innanzitutto ricordare che non esistono esercizi per l’ipertrofia, esistono i parametri di lavoro (range di ripetizioni, tempo sotto tensione, stress metabolico, volume di allenamento ecc.). L’ipertrofia è comunque sempre una cosa specifica che va ricercata con i parametri sopra indicati. Il miglioramento delle prestazioni sicuramente porta risultato anche dal punto di vista ipertrofico, ma l’ipertrofia specifica settoriale è un’altra cosa.

      Pertanto, da quel punto di vista, nelle trazioni serve un’esecuzione più mirata, quindi più lenta e controllata, con una tensione continua, che ricalchi i principi del bodybuilding. Inoltre, sempre in ottica ipertrofia, dal punto nello schema motorio conviene non estendere completamente le braccia, perché nei primi gradi di movimento della trazione, il lavoro non è solamente a carico dei muscoli del dorso ma intervengono moltissimo altri muscoli, pettorali in primis. Così come non è necessario arrivare a tirarsi su fino al petto, perché gli ultimi gradi di movimento sono principalmente a carico del deltoide posteriore e del tricipite, e questi muscoli si stancano prima del gran dorsale o del romboide, andando a togliere lavoro a questi ultimi. Fermarsi quindi al mento è più che sufficiente.

      E poi per un corretto sviluppo del dorso, fare soltanto le trazioni potrebbe non essere sufficiente, perché è vero che esse possono essere superiori ad esempio ad una lat machine, ma servono anche altri stimoli, come quelli forniti ad esempio da un buon vecchio rematore (giusto per rimanere sulle basi e sulla vecchia scuola).

      Infine, ma non certo di minore importanza, valutare la propria situazione posturale (o meglio, farsi valutare) e gli eventuali compensi che si possono creare.
      Se ho male al collo dopo l’esercizio, ho lavorato più con i trapezi e l’elevatore della scapola.
      I gran dorsali sono inesistenti o poco sviluppati mentre i trapezi e i romboidi sono molto spessi? In entrambi i casi potrebbe avere poco senso continuare ad insistere sull’adduzione della scapola. Un pettorale rigido potrebbe zavorrare ancor più l’ambizione di un dorsale coi fiocchi. E lo stretching sarebbe una boccata di ossigeno.
      Come vedi ci sono tante cose da valutare…

      Saluti e buon allenamento

      Reply

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