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Colesterolo e attività fisica

Sicuramente colesterolo e attività fisica possono trovare un buon accordo in un programma di miglioramento, ma ci sono diversi studi che riguardano il reale beneficio che sono ancora discordanti, soprattutto sul tipo di attività da eseguire.

Nel corso degli anni il colesterolo ha subito accuse da tutti i fronti soprattutto da campagne pubblicitarie sponsorizzate da case farmaceutiche, per non parlare della cattiva informazione riguardo le uova; ancora oggi ogni qualvolta si nomina la parola colesterolo…TAC come per magia saltano fuori immagini di tuorli d’uovo. Questo legame è semplicemente qualcosa di scandalosamente inesatto e il perché l’abbiamo visto in questo post dedicato alle uova.

Il colesterolo è un composto organico che appartiene alla famiglia dei lipidi steroidei ed è una componente utile all’organismo poiché concorre nella produzione di importanti ormoni maschili e femminili. Esso svolge funzioni molto importanti:

  • Sintetizza ormoni steroidei importantissimi come testosterone, aldosterone, cortisone, ecc.
  • Regola fluidità e permeabilità delle membrane cellulari essendo un loro componente.
  • Regola lo scambio di sostanze tra le membrane cellulari.
  • Regola crescita e divisione cellulare.
  • Aiuta il duodeno a produrre la bile, che serve per emulsionare i lipidi e renderli più assorbibili dall’intestino tenue.

I processi digestivi e di assorbimento del colesterolo ricalcano quelli dei trigliceridi a catena lunga che vengono emulsionati per l’appunto dalla bile, esso viene poi assorbito dalle cellule della parete intestinale. I trigliceridi catena media (i cosiddetti MCT) invece non hanno bisogno di emulsione biliare e vengono assorbiti direttamente dalle cellule intestinali senza essere riassemblati a trigliceridi e dopo alcuni processi raggiungono direttamente il fegato.

Come avrai già sentito più volte, esistono due tipi di colesterolo o meglio di lipoproteine:

  1. HDL (high density Lipoprotein – lipoproteine ad alta densità) chiamato anche colesterolo buono, che non si deposita sulle pareti dei vasi e viene utilizzato principalmente all’interno delle cellule per funzioni strutturali e di sintesi.
  2. LDL (Low Density Lipoprotein – lipoproteine a bassa densità) conosciuto come colesterolo cattivo, che può depositarsi sulle pareti dei vasi creando o peggiorando quelle che poi sono le placche aterosclerotiche con conseguente ed evidente danno vascolare.

Quello che però non è ancora assolutamente chiaro là fuori è il motivo per cui si possono formare le placche. Il che non dipende certo dal colesterolo introdotto col cibo. Esso tende a depositarsi non per via dell’alimentazione, ma per una sorta d’infiammazione cronica originata da vari motivi. Consiglio la lettura molto attenta di questo articolo.

Vi è poi il cosiddetto colesterolo cattivissimo o VLDL (Very Low Density Lipoprotein – lipoproteine a bassissima densità). Queste lipoproteine hanno il compito di trasferire trigliceridi dal fegato ai tessuti. Alla fine del loro viaggio vengono cedute soprattutto al tessuto muscolare e adiposo.

Le concentrazioni di colesterolo totale nel sangue vengono misurate in milligrammi per ogni decilitro di siero e possono essere un fattore importante per determinare rischi cardiovascolari. I limiti individuati sono stati fortemente abbassati, negli anni ’60 si dava la colesterolemia inferiore 300, successivamente a 250 per arrivare poi a 200. È doveroso ricordare però un piccolo particolare: le statine sono tutt’oggi i farmaci più venduti al mondo! Sarà mica per quello che hanno abbassato quei valori di riferimento?

Infine si è arrivati al fatto che dosare il colesterolo in soggetti superiori a 70 anni, aveva poco senso…della serie: ormai quello che è te lo tieni!

Si è altresì notato che soprattutto nelle ipercolesterolemie familiari, la dieta risulta inefficace poiché il colesterolo viene prodotto in maniera autonoma, in particolar modo in alcune cellule intestinali, ma necessita soltanto di una terapia adeguata.

Alla luce di questo la faccenda legata al controllo del colesterolo può essere sintetizzata dicendo che ci vuole un mix di elementi:

  • In primis la fortuna di non aver nessuna predisposizione genetica specifica a riguardo.
  • Un’alimentazione adeguata, in cui vengano limitati gli zuccheri semplici, gli alimenti che riportano la dicitura grasso o olio vegetale, gli alimenti contenenti grassi idrogenati, margarine ecc.
  • Attività fisica costante.

Su quest’ultimo punto che lega colesterolo e attività fisica, come ho detto prima, ci sono ancora pareri differenti, dove alcuni autori ritengono che quest’ultima non sia in grado di incidere significativamente sulla colesterolemia, altri invece sostengono che sia necessaria un’attività fisica prevalentemente aerobica e a media intensità, altri ancora ritengono che l’attività anaerobica (quindi il lavoro con i pesi) sia efficace ricordando il fatto che il muscolo è il maggior consumatore di calorie

In ogni caso va aggiunto che l’attività aerobica deve essere per l’appunto almeno di media intensità, poiché quella a bassa intensità come la semplice camminata al parco non serve a nulla (in questo caso); insomma deve essere allenante! Può dunque aumentare la fazione di HDL, ridurre i livelli di VLDL, ma sembra inefficace contro l’LDL.

Non trascurerei mai il lavoro muscolare poiché come detto prima, una buona quantità di massa magra è la base per un corpo in salute e un metabolismo attivo, che consuma molte più calorie anche a riposo

Lascia pure il tuo commento qua sotto, fammi sapere cosa ne pensi.

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

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