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Colesterolo e alimentazione. La grande truffa

Nel corso degli anni a proposito di colesterolo e alimentazione, si sono sprecate veramente un sacco di parole, si sono generati falsi allarmismi e di conseguenza sono stati messi al bando alimenti salutari senza alcun motivo.

Ti hanno detto che il colesterolo è un nemico da incubo…

Ti hanno detto che l’unica causa delle patologie cardiovascolari è l’ipercolesterolemia e l’unica terapia accettata sono le statine e una dieta povera di grassi…

Ti hanno detto di evitare i grassi saturi come la peste e di consumare carboidrati in abbondanza e alimenti ricchi di omega 6…

Sai che cosa non ti hanno detto però? Che grazie anche a tutte queste “vecchie” raccomandazioni dietetiche ufficiali per l’ipotetica prevenzione delle malattie cardiovascolari, si è creata di fatto un’epidemia di diabete e di obesità… nonché di infiammazione cronica.

Colesterolo è sicuramente la parola più usata, o per meglio dire più abusata, degli ultimi anni, tanto dai medici e dai nutrizionisti,  quanto nei canali mediatici, tanto che molti ancora oggi lo temono come se fosse un incubo peggiore di Freddy Krueger in persona. Senza contare poi quando si parla di colesterolo e alimentazione,ovvero di alimenti in particolare, che dovrebbero essere legati al problema.

Come avevamo visto in un precedente articolo, siamo al corrente che esiste quello buono (HDL) e quello cattivo (LDL), che la vita sedentaria può aggravare molto la situazione, mentre l’attività fisica e lo sport lo riducono significativamente. Sappiamo altresì che potrebbe essere causa di patologie quali infarti e ictus poiché intaserebbe le arterie… potrebbe…

Al tempo stesso però si è consumata quella che può essere considerata una delle più grandi truffe/bufale in merito alla dieta e alla paura del colesterolo.

Come ho già spiegato, il colesterolo è fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo e senza di esso non potremmo vivere. Di conseguenza anche quello alimentare (direttamente ingerito), non andrebbe eliminato dalla propria alimentazione quotidiana, ma inserito in giusta misura.

Chissà poi se hai mai sentito che il colesterolo è anche molto sensibile al tuo umore… Uscire con una nuova ragazza ad esempio, cosa che comporta sicuramente nuove emozioni, può influire positivamente su di esso! Al contrario le persone fortemente stressate sono molto predisposte ad avere problematiche legate al colesterolo.

Fin’ora l’industria farmaceutica e quella alimentare si sono arricchite sfruttando questa sorta di grande truffa… e così sono stati demonizzati alimenti super salutari come le uova o altre tipologie di grassi animali. Sono stati proposti regimi alimentari strettissimi o completamente sbilanciati (leggi: eccesso di carboidrati in generale) o si è fatto spesso ricorso con troppa faciltà alle famose pillole anti-colesterolo, le statine.

Queste ultime bloccano la produzione di colesterolo da parte del fegato e sembra che riducano sì il rischio d’infarto, ma che non abbiano effetti sulle placche già formate all’interno delle coronarie. Hanno tra l’altro diversi effetti collaterali, come dolori muscolari, rischio d’insufficienza cardiaca, tumori e danni al fegato, inibiscono la produzione dell’importantissima Vitamina D e soprattutto portano ad una marcata debolezza generale. Questo perché abbassano molto l’ubichinone (detto anche coenzima Q-10), che è parte integrante della membrana dei mitocondri, particelle intracellulari che producono il 95% della totale energia del corpo. Le statine possono ridurre i livelli del siero del coenzima Q10 fino al 40%. Ovvio quindi che un eventuale loro impiego, sia da valutare in maniera molto approfondita da parte di uno specialista serio e aggiornato.

Un organismo sano è perfettamente in grado di regolare l’assorbimento del colesterolo e quello che viene introdotto direttamente con l’alimentazione può influire solo per il 15% sulla colesterolemia. È una “mania” sbagliata quella di volerlo abbassare a tutti i costi. Solo nel caso in cui si soffrisse già di ipercolesterolemia e soprattutto qualora fosse presente un rapporto sfavorevole tra HDL ed LDL, allora si dovrebbe pensare ad un intervento di questo genere. E sarebbe eventualmente il caso di agire in maniera più selettiva anche sull’alimentazione. Andrebbe in ogni caso aumentato il consumo di acidi grassi omega-3.

Il colesterolo è uno solo, ciò che cambia sono le proteine che lo trasportano, poiché essendo un grasso non si scioglie nell’acqua e ha bisogno di queste lipoproteine che fanno da vere e proprie navette, la cui parte esterna si scioglie in acqua, mentre quella interna è composta da grassi e colesterolo. Da qui poi il discorso già affrontato della differenza tra LDL e HDL. Di solito il colesterolo è formato per il 60-80% da LDL e per il 20% da HDL. Dunque ricordati sempre che fissarti solo sul numero riguardante il valore totale non serve a nulla!

Anzi ti dirò di più… averlo troppo basso in generale (ipocolesterolemia: sotto i 130 mg/dl) potrebbe essere un problema enorme per la salute. Ciò che conta quindi è il rapporto tra HDL e LDL, dove il valore HDL deve essere almeno un terzo di quello LDL.

Si potrebbero considerare le LDL come una sorta di mezzi di trasporto che perdono per strada nutrienti e oggetti, mentre le HDL dovrebbero essere i camion della raccolta rifiuti che ripuliscono al loro passaggio. Sembrerebbero più che altro le proteine che veicolano colesterolo ossidato (grasso irrancidito) a essere dannose per cuore e arterie.

Colesterolo endogeno ed esogeno: un meccanismo finemente autoregolato

Il colesterolo è un importante componente delle membrane cellulari, si trova nei tessuti animali ed è tutt’altro che inutile, poiché l’organismo lo utilizza per svolgere diverse funzioni e processi. Da esso parte la sintesi degli steroidi sessuali, della vitamina D, dei sali biliari e molto molto altro.

Il fegato ne produce in grandi quantità per coprire il fabbisogno giornaliero, anche perché quello presente nel cibo non sarebbe sufficiente. L’omeostasi del colesterolo è finemente regolata dall’organismo e l’influenza endogena prevale sempre su quella esogena. Quello direttamente ingerito influenza come detto solo del 15%.

Su qualsiasi libro di biochimica:

Più colesterolo alimentare si introduce, meno se produce a livello epatico, perché l’enzima sarà inibito, se tutto funziona come si deve. Invece, più carboidrati si introducono (più carico glicemico) più insulina si produce, più alta è la glicemia post-prandiale, più l’enzima sarà attivo e più sarà alta la stimolazione a produrre colesterolo endogeno nel fegato.

In condizioni normali, il corpo di una persona adulta sintetizza circa 600-1000 mg di colesterolo al giorno. La quantità di colesterolo endogeno prodotta ogni notte verso le ore 2:00 dal fegato, può arrivare fino a circa 2,5 grammi (2500 mg), mentre la quantità di colesterolo introdotta per via alimentare è di circa 300 mg appena!

Pertanto è la presenza o meno di insulina e trigliceridi nella notte, che attiva la produzione di colesterolo endogeno. Quindi non è riducendo il numero di uova consumate che otteniamo il risultato sperato, piuttosto controllando il cibo che si mangia soprattutto di sera.

Era stato addirittura eseguito uno studio che aveva dimostrato come una dieta comprendente nove tuorli al giorno, non aumentasse il livello totale di colesterolo in persone sane.

E allora tutto questo significa che i carboidrati sono sempre il male?

Certo che no! Lo diventano le scelte da cui reperirli, spesso completamente sbagliate (farinacei, prodotti da forno, zuccheri ecc.) e la cattiva gestione da parte del soggetto. Il segreto principale è sempre quello di essere attivi, allenarsi intensamente e avere tanti muscoli, che sono i serbatoi naturali in cui stoccarli.

Ancora una volta quindi, ciò che influenza maggiormente il colesterolo, sono gli alimenti industriali, ricchi di zuccheri, gli abusi di cereali raffinati, i picchi di insulina, in particolar modo nei momenti meno opportuni (ergo la sera) i grassi trans, i grassi idrogenati, gli alimenti con tanti trigliceridi…

Finalmente ricerche recenti hanno dimostrato che a proposito di colesterolo e alimentazione, l’attenzione va spostata principalmente su una dieta troppo ricca di zuccheri (principali responsabili dell’obesità), sullo stress e sulla depressione. Che sia collegabile all’emotività lo dimostra il fatto che essendo anche un antiossidante, la sua produzione aumenta con l’età e sotto forte stress.

Ricordiamo poi sempre che nel corpo umano il testosterone viene sintetizzato a partire dal colesterolo. Ecco perché è un errore pensare che sia solo una dieta errata a farne alzare i livelli. Ridurne il consumo a volte può addirittura portare ad un aumento della sintesi endogena (quello prodotto dal fegato). In alcuni casi persone sottoposte a diete a basso contenuto di colesterolo hanno visto aumentarne il livello.

Colesterolo e alimentazione: attenzione a quello che sto per dirti!

Non è il colesterolo a bloccare il flusso sanguigno alle arterie. All’origine delle placche aterosclerotiche ci sarebbe una vera e propria lesione infiammatoria (infiammazione cronica) che danneggia le pareti. E questa sarebbe provocata da scorie, tossine, radicali liberi, fumo di sigarettaelementi e alimenti ossidati, microbi, sostanze chimiche, diete ricche di carboidrati raffinati e zuccheri, oli vegetali, grassi trans, grassi idrogenati, ipertensione. In quest’area danneggiata il sangue si coagula e si accumulano tessuto cicatriziale, calcio, piastrine, trigliceridi e colesterolo in minor misura.

Colesterolo e alimentazione

A tal proposito val la pena rimarcare il discorso legato all’ossidazione, poiché è quello il fattore scatenante principale. E qual è il peggior agente ossidante conosciuto? Il fumo di sigaretta! Il peggior elemento che ossida dall’interno…

Te lo dico chiaro: chi fuma ed è soggetto a questi problemi ha poche speranze di risolverli, anche con un’alimentazione corretta… altro che pensare a colesterolo e alimentazione!

E attenzione, perché a quanto pare, lo STRESS è in grado di provocare gli stessi identici danni ossidativi del fumo. Chi è molto stressato, spesso e volentieri soffre anche di ipercolesterolemia.

Chi fuma ed è anche stressato, si sta praticamente scavando la fossa da solo.

In tutti questi anni sono state compiute numerose ricerche ma non si è ancora dimostrato realmente che il colesterolo provochi infarto o che livelli alti di ipercolesterolemia, predispongano a malattie cardiovascolari, tanto più che si è visto come nella maggioranza di persone che finiscono al pronto soccorso per un infarto, i livelli del colesterolo siano perfettamente nella norma. Tra l’altro in Italia, i livelli di mortalità legati a cardiopatie sono diminuiti dagli anni 80, da quando paradossalmente si è aumentato il consumo di cibi grassi.

Se non ci fosse uno stato di infiammazione nel corpo, il colesterolo non avrebbe né la possibilità e né il motivo di accumularsi nelle arterie e causare infarto o ictus. Senza infiammazione, il colesterolo se ne andrebbe in giro per il corpo senza far danni, così come è previsto dalla natura. È l’infiammazione che intrappola il colesterolo. (Dr. Dwight Lundell, cardiochirurgo)

L’infiammazione cronica è causata dal sovraccarico di zuccheri, carboidrati raffinati e un consumo eccessivo di oli vegetali ricchi di omega-6 come soia, mais, girasole, arachidi, presenti in tutti i cibi processati dall’industria alimentare. Gli omega-6 dovrebbero stare in giusto rapporto con gli omega-3 (almeno 3:1). Se invece si consumano troppi omega-6, a scapito degli omega 3, come facciamo oggi, le membrane cellulari iniziano a produrre dei mediatori chimici, come le citochine e questo porta all’infiammazione. Il cibo errato che viene consumato, crea piccole “ferite” che poi aumentano e forzano il corpo a rispondere continuamente con l’infiammazione.

La maggior parte ha seguito le raccomandazioni ufficiali che consigliavano una dieta povera di grassi e ricca di oli polinsaturi e carboidrati, purtroppo anche raffinati, senza sapere che così stava danneggiando le proprie arterie.

Ripetiamolo bene ancora una volta: colesterolo e alimentazione non hanno un legame diretto in base a quello ingerito e i danni da infiammazione delle nostre arterie, sono causati da tutti questi elementi ossidanti, acidità dei cibi e da una dieta povera di grassi raccomandata da anni dalla medicina accademica.

Come credo saprai, l’eccesso di zucchero si accumula nel sangue e l’insulina lo converte in grasso (trigliceridi). Va ricordato inoltre che si lega a diversi tipi di proteine, che a loro volta danneggiano le pareti dei vasi. Questi attacchi ripetuti creano il processo di infiammazione cronica, che è la porta aperta per malattie cardiovascolari, obesità, ictus ecc. Consumare zucchero e cibi dolci, diverse volte al giorno è come buttare nel sangue della carta vetrata.

Attenzione: quando parlo di eccesso di carboidrati non mi rivolgo certo al pubblico attivo, sportivo, che si allena intensamente, che soprattutto sa scegliere le fonti corrette e che ha insegnato al proprio organismo a gestire bene gli zuccheri e a spararli proprio là dove serve, all’interno delle cellule muscolari. Gli sportivi, i bodybuilder, chi si allena regolarmente, dovrebbero continuare a prediligere regimi alimentari con tanti carboidrati. Il problema riguarda l’abuso di prodotti raffinati, abbinati magari ad uno stile di vita sedentario, una vera bomba ad orologeria per l’organismo.

L’origine della bufala

La grande truffa legata a colesterolo e alimentazione, è nata negli Stati Uniti negli anni ’50, dove una teoria legava il consumo di grassi animali all’aumento d’infarto e anche se studi successivi hanno dimostrato il contrario, le industrie hanno continuato a sfruttare quel falso allarmismo assurdo che si era creato, per i loro guadagni. Da lì in poi è esplosa la diffusione dei cosiddetti cibi anticolesterolo come margarine, oli di semi e altri alimenti dietetici, nonché i vari farmaci e dispositivi per monitorarlo. Si stima che intorno agli anni ’90, tutto ciò abbia fruttato qualcosa come 20 miliardi di dollari l’anno.

Proprio su quegli alimenti mascherati da falsi anti-colesterolo, in realtà andrebbe posta particolare attenzione, poiché i grassi idrogenati (stiamo parlando di margarine, prodotti da forno, oli di semi ecc.) sono proprio il peggio del peggio che si possa scegliere!

Visti i loro processi di lavorazione e manipolazione, che sostanzialmente servono per aumentare la solidità del prodotto, riducono le capacità antiossidanti dell’organismo e lo danneggiano, soprattutto grazie ai grassi trans che si formano quando la saturazione fallisce. Essi si comportano esattamente come gli acidi grassi saturi animali svolgendo però un ruolo iper-colesterolemizzante agendo su LDL e HDL. I prodotti da forno con grassi idrogenati aumentano il rischio di diabete, modificano il colesterolo e possono addirittura causare sterilità. Ormai ho perso il conto delle volte in cui ho raccomandato ai miei clienti e lettori di smettere di utilizzare prodotti “pronti all’uso”, tra cui anche cracker e fette biscottate, sì hai capito bene!

Ora, tutto questo non significa che da domani tu ti debba alimentare di salsicce, bacon e burro e mangiare 45 uova al giorno, ma la prevenzione sui problemi cardiovascolari va fatta su tanti fronti, a partire dallo stile di vita e dalle cattive abitudini, fumo di sigaretta in primis, carenze vitaminiche, inquinamento, farmaci, fattori ereditari, depressione, sedentarietà, stress, ipertensione, diabete ecc., non serve a nulla puntare sempre e solo il dito su colesterolo e alimentazione, se non a far vendere farmaci e finti alimenti dietetici.

L’alimentazione è importante ma non è tutto, bisogna preoccuparsi anche della serenità.

Fai attenzione piuttosto a consumare cibi freschi e a utilizzare cotture leggere e non ossidanti. I grassi animali si possono consumare tranquillamente, nelle giuste quantità, purché abbiano buona origine, da fonti accertate e sane. Anziché del legame diretto tra colesterolo e alimentazione io mi preoccuperei piuttosto del perenne eccesso di zuccheri e soprattutto dello smodato utilizzo di zuccheri semplici e farinacei, che caratterizzano prevalentemente la nostra dieta, sono molto più un attentato al cuore quelli del povero colesterolo ingiustamente accusato.

Lascia pure il tuo commento qua sotto e soprattutto CONDIVIDI!

RIFERIMENTI

  • Am J Clin Nutr. 2020 Apr 1;111(4):795-803. doi: 10.1093/ajcn/nqz348.
    Association of egg intake with blood lipids, cardiovascular disease, and mortality in 177,000 people in 50 countries.
  • J Am Coll Nutr. 2016 Nov-Dec;35(8):704-716. Epub 2016 Oct 6. Meta-analysis of Egg Consumption and Risk of Coronary Heart Disease and Stroke.
  • Nutrients. 2018 Mar 29;10(4). pii: E426. doi: 10.3390/nu10040426. Dietary Cholesterol, Serum Lipids, and Heart Disease: Are Eggs Working for or Against You?

Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

22 Comments

  1. giovanni | 15 Marzo 2013 at 01:15
     

    Grande marco!!!
    Ero già al corrente di questa cosa…devo dire che sentirne parlare fà sempre piacere, ormai è tutto in mano alle case farmaceutiche.
    Hai notato quanta pubblicità negli ultimi anni in tv su prodotti che abbassano il colesterolo come quello della Danone?
    Per non parlare dell’ importanza per noi sportivi per il rilascio di testosterone importante per lo sport….e anche in altri ambiti 😀

    Reply
    • Marco Ferrari | 15 Marzo 2013 at 10:23
       

      Ciao Giovanni,
      grazie. Sì ho visto e lo so bene, c’è un’industria incredibile dietro questa cosa…una macchina da soldi. L’unica è informarsi e conoscere bene i fatti.
      Certo per il testosterone è fondamentale…parte proprio da lì 😉

      Reply
  2. erika | 26 Marzo 2013 at 12:51
     

    ormai siamo carne da macello…svegliatevi gente…..basta mangiare sano e fare un pò di attività fisica…….non fatevi fottere dal mercato del consumo

    Reply
    • Marco Ferrari | 26 Marzo 2013 at 13:31
       

      Ciao Erika,
      grazie per il tuo intervento. Purtroppo hai ragione, il mercato del consumo è proprio quello che cerca di fare da sempre…fottere tutti. Ma almeno noi, amanti della cultura fisica, della ghisa e del benessere, cerchiamo di contrastare 😉
      Saluti
      Marco

      Reply
  3. Roberto | 19 Gennaio 2014 at 13:24
     

    Articolo veramente interessante e molto utile! Ed aggiungo anche… come mai qualche anno fa la soglia di attenzione del colesterolo era di 220 ed ora è stato abbassato a 200 ? Mah c’è da pensarci… Grazie!

    Reply
    • Marco Ferrari | 19 Gennaio 2014 at 15:34
       

      Ciao Roberto, grazie! Eh infatti chissà come mai…

      Reply
    • Ronnie | 4 Marzo 2017 at 19:31
       

      Vi dirò di più. Chi ha qualche anno più di me che sono over 50, mi ricordava spesso e mi ricorda ancora che il valore del colesterolo era di 260. Io ho ancora esami del sangue dove il valore era di 240. Poi 220. Adesso 200, ma volevano abbassarlo a 180 così… statine a tutto il mondo per un controvalore di miliardi e miliardi di dollari all’anno Un giorno magari ci arriveranno). Gli effetti collaterali devastanti non li ricorda nessuno per non danneggiare le Big Pharma.Ma detto tra noi i valori della Vit. D3 ( che fra l’altro è un ormone importantissimo per l’equilibrio della salute generale del nostro corpo) contimuano a tenerli estremamente bassi (20-30) così si rimane tutti “malati”, quando dovrebbero almeno essere 60-80).
      Comunque, il colesterolo è un elemento essenziale dell’organismo umano in quanto è il costituente principale della cellula.E questo già dovrebbe bastare. Poi come ha spiegato bene Marco Ferrari c’è molto di più.
      P.S. Questo ragazzo (Marco) va seguito perchè è molto in gamba e preparato (al naturale soprattutto).

      Reply
      • Marco Ferrari | 5 Marzo 2017 at 15:21
         

        Ciao Ronnie, ti ringrazio molto per la stima e per aver partecipato alla discussione.
        Purtroppo quello che dici è vero…e non è questione di essere complottisti o altro, ma semplicemente è abbastanza attendibile il fatto che le case farmaceutiche abbiano sempre degli interessi economici dietro e che quindi in un certo senso tendano a voler mantenere le persone non in salute…è brutto da dire e da pensare ma guardandosi attorno è reale.
        L’importante è documentarsi sempre, selezionando le fonti.
        Saluti

        Reply
  4. carlo | 3 Aprile 2014 at 01:43
     

    Grazie Marco, sapevo che il colesterolo era importante per via del testosterone,ma che ci fosse addirittura una truffa dietro no…
    So cmq che le “aziende” pensano solo agli introiti e dobbiamo fare noi i dottori di noi stessi.

    Reply
    • Marco Ferrari | 3 Aprile 2014 at 09:28
       

      Prego Carlo, è un piacere che l’articolo ti sia piaciuto e che ti sia servito!

      Reply
  5. francesco | 10 Maggio 2014 at 23:06
     

    Bravo Marco, diffondiamola con tutti i mezzi di comunicazione questa grande verità. Nel nome del colesterolo si arricchiscono le grandi industrie dell’alimentazione, le case farmaceutiche, politici corrotti e purtroppo grandi figure della medicina ed alcuni guru della scienza dell’alimentazione. Della statina ne sono a conoscenza pochissimi, bisognerebbe parlarne più spesso. Mi piace il tuo modo di comunicare.

    Reply
    • Marco Ferrari | 11 Maggio 2014 at 12:21
       

      Ciao Francesco, grazie per il commento e le belle parole! Io ci provo… 🙂

      Reply
  6. federico | 5 Luglio 2015 at 14:33
     

    Grazie Marco per il post. Sai sapevo degli alimenti definiti salutari come la margarina ma non sapevo di tutto l’introito che c’è dietro. Per mia fortuna ho sempre mangiato normale e variegato da 20 anni a questa parte ma adesso che alzo la ghisa ( giusto un annetto ) mi sento migliore.Ho equilibrato il giusto rapporto di carboidrati e zuccheri provenienti dalle fonti più variegate come la farina 00 e devo dire che questo mi ha aiutato a combattere anche la depressione.

    Reply
    • Marco Ferrari | 6 Luglio 2015 at 09:06
       

      Ciao Federico! Grazie a te per aver letto con interesse.
      A presto
      Marco

      Reply
  7. luciano | 29 Luglio 2015 at 14:27
     

    Caro Marco ritengo molto interessante la precisazione sull’argomento in questione e come esperto nel settore della medicina olistica condivido che lo stress emozionale può alterare il nostro equilibrio psicofisico. Tutti conoscono l’assunto parafrasando Gandhi non provare a chi ha fame a offrirgli il pesce già pronto(pillole,esami diagnostici costosi e non)ma fai in modo di insegnarli a pescare con una canna da pesca( ossia forniamo strumenti di prevenzione alimentazione e attività fisica adeguata e controllo dello stress cronico)ll’OMS ha stabilito che due terzi delle malattie in Occidente( malattie cardiovascolari e malattie oncologiche) sono prevenibili con uno adeguato stile di vita a buon intenditor…
    Saluti Luciano

    Reply
    • Marco Ferrari | 30 Luglio 2015 at 08:42
       

      Ciao Luciano, ti ringrazio molto per l’apprezzamento e per il tuo interessante parere. Sì, senza dubbio nel nostro stile di vita occidentale manca troppo spesso quella parolina d’ordine che poi ci condiziona l’esistenza: “serenità“.
      A presto
      Marco

      Reply
  8. Federico | 31 Gennaio 2016 at 18:22
     

    Ciao Marco ho letto l’articolo tanto tempo fa ma adesso vorrei farti una domanda dato che mi interesso di più sull’alimentazione.
    Ultimamente si sente in giro che gli oli d’oliva stanno cominciando a penare e molte aziende/industrie che li producono ne stanno approfittando e la qualotà è diventata scadente almeno per quelli del supermercato.
    Sai dirmi qualche marca affidabile oppure oltre alla caratteristica che l’olio d’oliva deve essere spremuto tramite solo procedimenti meccanici deve averne altre per essere considerato buono?

    Reply
    • Marco Ferrari | 1 Febbraio 2016 at 15:14
       

      Ciao Federico, guarda su questo combinazione posso proprio dirti la mia perché avendo la fortuna di recarmi spesso in Liguria, l’olio extravergine d’oliva lo compro direttamente da un produttore, che tra l’altro conosco di persona da molti anni (è un amico). Ti dirò una cosa molto semplice, qualsiasi olio al di sotto dei 9-10 euro al litro NON PUÒ ESISTERE. Perché sono quelli i costi di produzione.
      Per quanto riguarda la grande distribuzione a meno che il supermercato non abbia fatto scorte precedenti di un determinato prodotto e faccia egli stesso delle offerte, tutti i prodotti al di sotto di una certa cifra non sarebbero nemmeno da prendere in considerazione semplicemente perché quello non è olio extravergine d’oliva.
      In ogni caso se mi trovo a secco con le scorte personali e non posso farne a meno, l’unico che prendo in considerazione è l’olio extravergine d’oliva Isnardi di Imperia, quindi parliamo sempre di olio Ligure.
      Saluti

      Reply
  9. giuseppe | 11 Marzo 2017 at 19:50
     

    Ciao, sono un allenatore di prima categoria di Canottaggio e ho fatto ricerca in Università in biofisica per 35 anni. Sono le stesse cose che ripeto da almeno 40 anni. Purtroppo la gente non mi da retta. Le chiacchiere della pubblicità sono molto più efficaci. E così anche le diete assurde lette su tutte le riviste femminili e in Internet. Bravo, continua a divulgare argomenti utili

    Reply
    • Marco Ferrari | 12 Marzo 2017 at 12:14
       

      Ciao Giuseppe, ti ringrazio molto per il tuo intervento e per il tuo sostegno. Sì, è una dura lotta contro la disinformazione e contro il business…ma ci proviamo.
      Complimenti per il tuo lavoro e anche tu continua su questa strada fatta di corretta informazione.
      A presto!

      Reply
  10. Andrea | 4 Ottobre 2017 at 15:41
     

    Bravo Marco! Leggo solo ora l’articolo e non ho molto da aggiungere ai commenti che mi precedono. Condivido tutto quello che hai scritto perché ho a che fare da anni col (finto) problema colesterolo e ho letto di tutto e di più a riguardo arrivando alle tue stesse conclusioni. Voglio congratularmi però lo stesso perché sei un ragazzo serio, preparato e si vede che fai della ricerca approfondita prima di scrivere cose. Ti seguo da poco, ma sei già diventato un punto di riferimento. Grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 5 Ottobre 2017 at 09:31
       

      Ciao Andrea, ti ringrazio moltissimo per aver letto e apprezzato l’articolo e naturalmente per i complimenti, che mi fanno sempre un enorme piacere.
      Non è facile infrangere il muro che si era creato in passato, grazie ai falsi miti sul colesterolo…ancora oggi purtroppo persiste ad esempio in qualche ambito la paura infondata delle uova, quando ormai sappiamo che esse hanno un’influenza del tutto trascurabile sulla colesterolemia. I problemi sono da ricercare nello stile di vita, in errori alimentari ben più evidenti e naturalmente nella predisposizione genetica.
      Saluti

      Reply

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