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Bioimpedenziometria e valutazione composizione corporea

Tra i migliori sistemi per la valutazione della composizione corporea, vi è senza dubbio la Bioimpedenziometria, detta anche Impedenziometria, Bioimpedenza o semplicemente BIA. In questo articolo, dal taglio un pochino tecnico-specifico, cercherò di farti capire il funzionamento e le potenzialità di questo strumento.

Prima di procedere, voglio ricordare ancora una volta che la bilancia NON è un metodo per valutare correttamente la composizione corporea e che possibilmente andrebbe chiusa nell’armadio. E mi auguro che a questo punto sia ormai ben chiaro che dimagrire non significa perdere peso. A noi non interessa sapere quanto pesiamo, dobbiamo sapere com’è composto il nostro corpo, pertanto dobbiamo imparare a conoscere parametri come massa magra, massa grassa, acqua corporea ecc.

Sistemi di valutazione della composizione corporea

Perché dico che la BIA è il miglior sistema? Perché dovrebbe risultare migliore rispetto ad altri metodi di valutazione?

Misurazioni da laboratorio

Indubbiamente tra le metodologie gold standard per analizzare la composizione corporea, ci sono ad esempio la pesata idrostatica, la MRI (risonanza magnetica) e soprattutto la D.E.X.A., utilizzata per misurare la densità minerale ossea ed eventualmente la composizione corporea. La DEXA è probabilmente il metodo che più si avvicina alla reale stima dei tessuti. Il problema è che questo tipo di misurazioni non sono certo alla portata di tutti, poiché bisogna recarsi in apposite strutture sanitarie (ospedali, cliniche ecc.), con personale qualificato e autorizzato, ci sono dei tempi di attesa per le pratiche e se svolta da privato i costi sono elevati. Inoltre vi è pur sempre un’esposizione alle radiazioni e non è certo qualcosa di ripetibile per controlli di routine.

Plicometria

La plicometria è il tipo di misurazione più facilmente accessibile, è un esame bicompartimentale, quindi quantitativo e non fa altro che stimare la percentuale di massa grassa, attraverso opportune formule, applicate sulle misurazioni delle pliche cutanee rilevate. Presenta purtroppo un altro grosso limite, quello di essere operatore-dipendente e quindi non certo esente da possibili errori di misurazione, spesso anche grossolani. Ci vuole molta molta pratica, sono necessarie centinaia e centinaia di misurazioni, prima di padroneggiare correttamente la tecnica e molto dipende anche dal tipo di plicometro utilizzato.

Personalmente non ho mai amato più di tanto questo tipo di misurazione, tuttavia, se eseguita correttamente, come metro di valutazione sul grasso è utilissima, soprattutto per i soggetti allenati.

Bioimpedenza

La bioimpedenza è anch’essa uno strumento facilmente accessibile, dal momento che si può trovare presso diverse strutture e figure professionali (nutrizionisti, centri fitness, personal trainer ecc.) tramite il quale è possibile effettuare un esame tricompartimentale della composizione corporea, quindi qualitativo.

Il risultato di una BIA non è mai paragonabile a quello della plicometria, in ogni caso può anche essere una pratica interessante quella di incrociare i dati di entrambi.

Il soggetto che pensa di avere il 10% di grasso calcolato con la plicometria, in realtà misurato con la BIA, avrebbe dei valori differenti, ovviamente più alti, perché la plicometria stima esclusivamente il grasso sottocutaneo (cosa che, spesso, interessa relativamente poco) mentre la BIA calcola il grasso totale, ovvero quello sottocutaneo, quello intraddominale/viscerale e quello intramuscolare (IMAT), che altrimenti non verrebbero rilevati.

Del resto, bisogna pur ricordare che una donna al di sotto del 12% di grasso totale, sarebbe a rischio vita, così come lo sarebbe un uomo al di sotto del 5%. Ripeto, parliamo di grasso TOTALE.

Il tricompartimentale è quindi un esame qualitativo, perché non si limita a suddividere il corpo in due compartimenti, massa magra (FFM) e massa grassa (FM), ma attraverso la valutazione dello stato di idratazione, ci può dire esattamente anche la qualità della massa magra, grazie alle proporzioni tra gli spazi intra ed extracellulari, oltre a fornirci una lunga serie di altri parametri.

Questa misurazione è quindi la più attendibile, corretta e interessante che si possa effettuare nel nostro settore, poiché grazie ai dati raccolti, siamo in grado di comprendere se l’allenamento sta dando i risultati sperati, ovviamente a patto che lo strumento utilizzato sia altamente professionale e di qualità. Attraverso questa valutazione si può capire se si è correttamente idratati, se vi è una buona quantità e qualità di massa muscolare,  se ci si sta alimentando correttamente o se magari ci si sta allenando troppo (rischio sovrallenamento).

Diventa un esame FONDAMENTALE e INDISPENSABILE per tutti quei soggetti che tendono facilmente ad avere problemi di infiammazione e che quindi riscontrano spesso problemi di catabolismo (perdita di massa muscolare), ritenzione idrica, cellulite e quant’altro. Approfondisci il discorso relativo all’infiammazione in questo articolo.

Qualitativo, perché ad esempio non tutto il magro è da considerarsi come “massa muscolare”, infatti nella cosiddetta massa magra, sono compresi gli organi, i tessuti, il plasma, i tendini, il derma, il collagene, lo scheletro, l’elastina ecc., ovvero ciò che viene considerata massa extracellulare (ECM). In realtà quindi, potresti anche avere una bassa o corretta percentuale di grasso, ma se quel magro fosse gran parte ECM? Non sarebbe così positivo.

I tre compartimenti in cui viene suddiviso il corpo secondo il modello tricompartimentale sono:

FM

FFM

BCM

 

FM= (Fat Mass) massa grassa

FFM= (Free Fat Mass) massa magra, che come abbiamo visto può comprendere la ECM

BCM= (Body Cell Mass) massa cellulare o massa proteica, i muscoli! Pura coltura di cellule viventi, contiene tessuto ricco di potassio, che scambia l’ossigeno e ossida il glucosio. La massa cellulare è la base di riferimento per la domanda di ossigeno e produzione di biossido di carbonio, per la conversione di nutrienti in energia.

La BCM è il comparto tissutale metabolicamente attivo, contrattile a tutti gli effetti e dovrebbe avere un’idratazione del 75%. Essa è per il corpo ciò che l’ematocrito è per il sangue, in altre parole, se la qualità della massa magra non rientra nella norma, è quasi inutile preoccuparsi della massa grassa!

Quante volte avrai letto nei miei contenuti che la massa muscolare è indice di salute? Infinite! Ora forse è più chiaro il perché.

La BCM influenza il metabolismo generale e, anche se di poco, contribuisce all’incremento del basale (BMR). Avere più muscoli non aiuta solo per un discorso puramente calorico, ma per una migliore suddivisione dei macronutrienti. Il muscolo a riposo consuma acidi grassi, dunque avere più muscoli, significa avere più tessuto bersaglio in cui le cellule grasse possono essere ossidate. Si consumano quindi più grassi a riposo (ma guarda un po’, tutti a correre per ore, quando il maggior quantitativo di grasso viene consumato a riposo!).

Come funziona la bioimpedenziometria

La bioimpedenziometria o bioimpedenza o BIA, misura i parametri della distribuzione dell’acqua, quindi valuterà l’acqua e la massa cellulare. La massa grassa (FM) verrà poi dedotta per differenza. Il valore della FM è quindi dato da equazioni predittive, non è un valore che viene rilevato in maniera diretta. Non è corretto quindi utilizzare la BIA, solo per monitorare il grasso.

Gli strumenti per la BIA non sono tutti uguali

Sono molti gli strumenti proposti, ma pochissimi quelli seri e affidabili. Per effettuare questo esame in maniera corretta, si viene messi in posizione orizzontale, vengono applicati quattro elettrodi, due sulla mano destra e due sul piede destro e viene fatta passare una corrente elettrica impercettibile che andrà a scansionare l’acqua corporea. In sostanza, si sfrutta la conduzione elettrica e la massa magra, essendo ricca di acqua e di elettroliti è un buon conduttore, mentre il tessuto grasso è un cattivo conduttore.

A questo punto, ogni strumento utilizza i suoi algoritmi e i suoi software, per stimare i parametri della composizione corporea.

  

Bilance impedenziometriche

Lascia perdere le varie bilance impedenziometriche, soprattutto quelle “casalinghe” (ma anche quelle teoricamente più “professionali”) che misurano questi parametri dalla posizione eretta, il risultato è del tutto inattendibile, perché i liquidi stazionano principalmente nella parte inferiore del corpo e i dati vengono quindi sovrastimati o sottostimati. Senza contare il fatto che, nella maggior parte dei casi, effettuando più misurazioni, anche a breve distanza una dall’altra, si ottengono risultati differenti ad ogni pesata.

Per permettere un’omogenea distribuzione dei fluidi corporei ci si deve trovare nella posizione orizzontale.

Anche se ti infarinano bene su quanto una determinata ditta sia stata brava a produrre una bilancia, piuttosto che un’altra, sappi che quella non è una BIA! La vera BIA, per ottenere i valori che tra poco andremo a vedere, dovrebbe essere fatta nel modo sopra descritto e con determinati strumenti. PUNTO.

Quindi mi stai dicendo che devo buttare via la mia bilancia impedenziometrica o il mio impedenziometro?

Dipende… Se non altro, adesso sai che quello sarà da considerare uno strumento indicativo, ma non assoluto. Se confrontato con le misurazioni effettuate con strumentazioni professionali, i valori ovviamente saranno ben differenti. Quindi cosa fare? La cosa migliore è tenere in considerazione lo strumento che hai usato e ovviamente non basarsi su altri simili. Se hai fatto la misurazione con uno strumento, continua ad usare quello, se avrà un errore (nei confronti di uno strumento professionale) sarà sempre con lo stesso scarto, quindi potrai comunque valutare di andare nella giusta direzione, nel tempo. Sarebbe utile tuttalpiù paragonarlo a uno strumento serio per conoscere lo scarto e tenerlo in considerazione.

Se invece facendo vari test e misurazioni, ti accorgi che i valori cambiano ad ogni pesata, anche nel giro di pochi minuti (come spesso avviene per grandissima parte delle bilance impedenziometriche casalinghe) allora mi spiace dirlo, ma puoi anche cestinare il tuo strumento, perché non farebbe altro che portarti fuori strada.

Se decidi però di rivolgerti a uno studio o un centro specializzato, allora è bene che tu pretenda di avere una valutazione fatta come si deve.

L’unico strumento professionale, realmente attendibile, che effettua comunque la misurazione da posizione eretta, è quello della InBody. E ci mancherebbe pure, dato che stiamo parlando di un dispositivo che, nel caso del top di gamma, costa quanto un’utilitaria…

Per il resto, per quella che è la mia esperienza e quella di moltissimi miei colleghi, facendo sempre rifermento a strumenti professionali, oggi ce ne sono diversi sul mercato, ma sono due quelli principalmente utilizzati nel nostro settore, che rispettano in pieno le condizioni sopra descritte: Akern e Biotekna.

La prima da citare è sicuramente la Bia della Akern, azienda leader del settore dagli inizi del 1980, nata con finalità di ricerca, sviluppo e produzione di strumentazioni elettromedicali per diagnosi e terapie non invasive. Accompagnata da sempre dalla pubblicazione di una grande quantità di lavori scientifici di validazione, anche nei confronti delle tecniche di riferimento viste sopra (DEXA, pesata idrostatica ecc.).

Uno strumento che ho sempre ritenuto assolutamente valido e che viene spesso utilizzato anche nelle strutture sanitarie.

Bioimpedenziometria

Il secondo tra i migliori strumenti è la BIA – ACC della Biotekna, con la quale abbiamo la possibilità di ottenere moltissimi altri parametri, come ad esempio: l’andamento del cortisolo (eventuale alterazione), i livelli dei minerali corporei (sodio, potassio, cloro ecc.), le tipologie di grasso corporeo (totale, viscerale, intramuscolare), il funzionamento degli organi ecc. Riusciamo così anche a capire se si sta catabolizzando la massa muscolare o addirittura quella ossea.

Ecco alcune schermate di dati, da analisi composizione corporea con strumento BIA-ACC:

Fino a poco tempo fa, per risalire ad un dato come quello del grasso intramuscolare (IMAT), era necessario effettuare un esame altamente invasivo, come la biopsia muscolare, oggi invece attraverso questa Bia, abbiamo la possibilità di conoscere questo parametro, che tra l’altro è predittivo di patologie come ipertensione, diabete di tipo 2 ecc.

Bioimpedenziometria

La Bia-ACC è stata progettata per lavorare in sintonia con i ritmi circadiani, per seguire ciò che riguarda i bioritmi naturali interni (il famoso orologio biologico). Questo si traduce in alimentarsi, allenarsi e dormire, rispettando (per quanto possibile) i ritmi circadiani, per mantenere il sistema nervoso efficace, ma soprattutto il nostro asse HPA (ipofisi, ipotalamo, surrene).

Alla luce di tutto questo, ci tengo quindi a ricordare che LE BIA NON SONO TUTTE UGUALI!

Nel corso degli anni sono stati raccolti migliaia e migliaia di dati e di misurazioni, con entrambi gli strumenti e su tante categorie di soggetti differenti (dall’atleta top level, alla zia Pina). Confrontandomi anche con colleghi e tecnici ISSA, attualmente devo ammettere che se dovessi scegliere tra questi due strumenti mi troverei in difficoltà, poiché entrambi sono molto validi, entrambi hanno i loro punti di forza e purtroppo anche le loro debolezze.

Per questi motivi bisogna essere ben preparati e saper interpretare e rapportare tutti i dati, soprattutto per quelle categorie di soggetti sui quali gli strumenti possono presentare delle problematiche, in particolar modo la Biotekna. Tra questi spiccano ad esempio:

  • Donne di struttura esile e bassa statura (che potrebbero risultare troppo destrutturate e infiammate)
  • Soggetti molto alti (problematiche nel riscontrare corretta idratazione)
  • Donne con percentuali di massa grassa elevate ed infiammate (che potrebbero invece risultare più in equilibrio)

Su questi soggetti, le misurazioni possono risultare decisamente alterate, soprattutto se ci si ferma a valutare solo pochi parametri.

Volendo sbilanciarmi, potrei dire che la Biotekna fornisce come detto una vagonata di dati da analizzare, molto specifici, molto coinvolgenti… e tende ad essere perfetta sul soggetto medio-normale-standard, come peso e statura, che cerca un miglioramento generale, anche nei confronti della salute.

Per i soggetti sportivi invece, quelli ben strutturati, muscolati, quindi in ambito Fitness/allenamento, probabilmente la Akern risulta più attendibile. Tra l’altro i recenti aggiornamenti sul software, nei quali hanno ridotto ulteriormente eventuali margini di errore, sembrano essere molto interessanti soprattutto per il nostro settore.

In effetti la maggior parte dei colleghi concordano ad esempio sul maggior utilizzo di Akern, per ciò che riguarda le preparazioni sportive, in particolar modo incentrate sull’estetica, quindi anche in campo agonistico.

BIA-BIVA. Bioimpedenza e Fitness

La nuova applicazione funzionale dedicata al Fitness per gli strumenti BIVA PRO™, verrà incontro alle esigenze specifiche. I soggetti sportivi/atletici, devono essere paragonati ad una popolazione specifica e non generale, con il conseguente utilizzo di formule predittive molto più efficaci.

Quali parametri si ricavano da un esame Bioimpedenza

Le sigle e i valori che seguiranno, si differenziano in base al tipo di strumento utilizzato, alcuni si troveranno nelle rilevazioni effettuati con Bia classica Akern, altri solo nella BIA – ACC Biotekna, altri ancora solo nella nuova BIVA PRO™ Akern. Vediamoli comunque tutti assieme.

TBW (total body water) – Acqua totale: quantità totale di acqua presente nel corpo. Il suo valore normale è 55-60 % del peso totale. Se diminuisce può significare disidratazione del soggetto o aumento di massa grassa.

ECW (extracellular water) Acqua extracellulare: quantità in litri di acqua presente nell’ambiente extracellulare e sua percentuale rispetto all’acqua totale. Valore normale: inferiore al 43% di TBW. Se si alza questo valore probabilmente è presente infiammazione.

ICW (intracellular water) Acqua intracellulare: quantità in litri di acqua presente nell’ambiente intracellulare e sua percentuale rispetto all’acqua totale. Valore normale: maggiore del 57% della TBW. Il rapporto della distribuzione idrica può essere alterato per diversi motivi, in particolare le infiammazioni croniche, gli squilibri ormonali che aumentano i processi catabolici (stress cronico, alterazione del ritmo circadiano del cortisolo) o le infezioni, portano al versamento dei liquidi cellulari nell’ambiente extracellulare (in seguito alla rottura della membrana cellulare), pertanto alla perdita dell’ICW in favore dell’ECW.

BCM: massa cellulare, vista poco sopra, è un valore che determina il livello di stato fisico. Da tenere presente che la BCM è un “modello teorico”, che non conteggia glicogeno, ECW del muscolo ecc. I valori di normalità si attestano intorno al 35% – 40% del peso corporeo. Valori BCM (rispetto alla Massa Magra) di riferimento nella popolazione normale (secondo: Moore – Olesen – Mc Murray – Parker – Ball – Boyden):

Età Maschi Femmine
<30 45% 42%
< 50 43 % 40 %
> 50 40 % 38 %


BCMI
(Body Cell Mass Index): il valore BCMI indica il rapporto tra la Massa Cellulare (BCM) e l’altezza del soggetto, molto più affidabile del BMI (che non distingue un obeso da un soggetto muscoloso). Rappresenta un parametro importane che, aggiunto al valore di Angolo di fase e allo stato di idratazione, consente di determinare lo stato nutrizionale. Questo dato è ricavato dal rapporto BCM (kg)/altezza (m2).

I valori di BCMI non devono essere inferiori nelle donne a 7 e negli uomini a 8. Se inferiori a questi riferimenti, potrebbe essere presente una malnutrizione proteico-energetica (PEM).

MM (Muscle Mass): è la componente del tessuto muscolare scheletrico, costituita essenzialmente da fibre rosse e bianche. Risulta più elevata della BCM che, come detto, non conteggia glicogeno, ECW del muscolo ecc. ed è quindi una componente anatomica vera e propria (valore da considerare). La massa muscolare nel soggetto normotipo, sano, giovane, rappresenta circa il 50% della FFM.

SMM (Skeletal Muscle Mass) Jansen: massa muscolare scheletrica (con formula Jansen), viene spesso utilizzata sui geriatrici, anche se nello studio originale sono stati valutati soggetti giovani e non solo. Rappresenta la stima della quantità degli oltre 650 muscoli presenti nel corpo umano. La SMM è correlata con la funzionalità fisica e con lo stato di salute del soggetto.

ASMM (appendicular skeletal muscle mass): massa muscolare scheletrica appendicolare, rappresenta il 75% della Massa Muscolare Scheletrica Totale ed è definita come la somma dei muscoli degli arti inferiori e superiori. Una riduzione dell’ASMM porta a conseguenze negative sulla salute come debolezza, disabilità, un peggioramento della qualità della vita

ALST: massa muscolare appendicolare (ovviamente questo è un parametro uguale al precedente ma da strumento differente)

ECM: massa extracellulare, vista sopra

FFM (Fat free mass): massa magra totale, composta da BCM + ECM

FM (Fat Mass): massa grassa totale

IMAT: grasso intramuscolare

AAT: grasso addominale/viscerale

ECMatrix – Matrice extracellulare: tessuto connettivale: è composta di macromolecole prodotte localmente e connesse alla superficie delle cellule che le producono ed è soggetta a un rimodellamento circadiano. Può essere alterata da fenomeni come infiammazioni, traumi, stress cronici, farmaci, sovrallenamento.

Resistenza: capacità delle strutture di opporsi al passaggio di corrente elettrica.

Reattanza (o resistenza capacitiva): forza che si oppone al passaggio di corrente elettrica a causa di una capacità (condensatore). In questo caso il condensatore è la massa cellulare. Questa misura riguarda le membrane cellulari ed è rappresentativa della BCM.

Angolo di fase (PhA) : Parametro elettrico (rapporto tra resistenza e reattanza) che esprime la proporzione tra gli spazi intra ed extracellulari. Valore normale: da 5° a 10°. In un essere umano sano, oscilla generalmente tra 5° e 7°. Sotto i 4° può indicare rottura delle membrane cellulari (ritenzione idrica, scarsa nutrizione proteico-energetica). Se maggiore di 10° può indicare disidratazione o grandi quantitativi di BCM (es. sportivi di alto livello e bodybuilder). Un valore particolarmente basso si associa quindi a scarsa integrità delle membrane cellulari, o a scarsa BCM. Ciò è spesso legato ad eccessivo catabolismo e si riflette in una perdita di ICW a favore dell’ECW, quando non addirittura in una perdita di FFM e TBW. L’angolo di fase rappresenta un importante indice prognostico per monitorare la presenza e l’evoluzione dei processi infiammatori cronici.

HPA Axis Index: indice dell’andamento circadiano dell’espressione degli ormoni dello stress (ipotalamo-ipofisi-surrene).

Scambio sodio potassio: è uno tra i migliori indici di nutrizione. Il potassio si trova nell’ambiente intracellulare e il sodio in quello extracellulare. Questo valore indica il rapporto tra la componente extra e intracellulare. Valore normale: per gli uomini 0.85, per le donne 1.0. Se si perde BCM tende ad aumentare, se si perdono sali (disidratazione, diarrea, problemi intestinali) tende a diminuire.

BMR (metabolismo basale): molto importante, indica il fabbisogno energetico a riposo. Ciò che si consuma solo per le funzioni vitali. Se aumenta la BCM, aumenterà, seppur di poco, anche il BMR.

Questo sistema di misurazione può quindi esserti di grande aiuto, sia per avere una valutazione della composizione corporea corretta ed approfondita e in particolar modo se ti trovi in difficoltà, in quelle situazioni in cui non riesci a capire quale possa essere il motivo di un tuo stallo nei progressi.

Piccoli ma indispensabili accorgimenti, prima di una misurazione

Se decidi di effettuare questo esame, oltre a raccomandarti di cercare un posto dove si esegua come indicato (centri fitness specializzati, personal trainer, dietologi, nutrizionisti ecc.), ci sono alcuni piccoli accorgimenti a cui devi prestare attenzione per evitare di creare delle anomalie:

  1. Non ti devi essere allenato/a il giorno precedente (e nemmeno il giorno dell’esame ovviamente). Consiglierei di stare a riposo anche per 2 giorni prima.
  2. Non consumare alcolici già dalla sera prima (quelli non andrebbero consumati proprio, ma vabbè…)
  3. Per le donne attenzione al periodo, se sotto ciclo è da evitare la valutazione. Almeno 5 giorni prima e 5 giorni dopo, ma l’ideale sarebbe a metà circa tra un ciclo e l’altro.
  4. Non consumare possibilmente caffeina, cioccolata e tè prima dell’esame.
  5. Non mettere creme sul corpo, soprattutto su mani e piedi.
  6. Mantieni una corretta idratazione e mangia come faresti normalmente nella tua quotidianità.
  7.  Se hai avuto una giornata particolarmente stressante, pesante o non hai dormito ecc., rimanda l’esame se possibile.

Se ripeterai controlli periodici in futuro, ricorda che dovrai utilizzare sempre lo stesso strumento, altrimenti non potrai fare alcun tipo di paragone attendibile, dal momento che, come abbiamo visto, le BIA non sono tutte uguali.

Come puoi vedere quindi, la bioimpedenziometria è un metodo per la valutazione della composizione corporea, straordinario e quasi insostituibile per certi aspetti, ma deve essere eseguita con i criteri sopra indicati, scegliendo strumenti professionali, altrimenti si rischia di prendere delle grosse cantonate.

Questo tipo di valutazione ha permesso di capire ad esempio una verità spesso dimenticata…

Non è vero che allenandosi di più, si possono sempre ottenere risultati migliori!

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Marco Ferrari - Author

Personal Trainer certificato ISSA, motivatore e grande appassionato di sport e cultura fisica. Specializzato in allenamento e corretta alimentazione sportiva. Muscoli e nutrimento impeccabile, sono il segreto per salute, prestanza e longevità. Ma ognuno necessita del suo programma...

29 Comments

  1. Adone | 31 Maggio 2014 at 23:51
     

    Ciao Marco
    volevo chiederti un consiglio
    io sono una persona che ha una buona capacità di recupero ovvero
    riesco a recuperare in 3 o 4 giorni, secondo te è giusto per me allenare un gruppo muscolare una volta a settimana? oppure è riduttivo viceversa troppo?

    Reply
    • Marco Ferrari | 2 Giugno 2014 at 11:02
       

      Ciao Adone, beh questo è molto individuale e da stabilire sempre sul soggetto. Diciamo che capire e imparare ad ascoltare il proprio corpo è fondamentale ed è proprio quello che ci permette di avere progressi. Allenarsi prima di aver recuperato non è corretto e si rischia il sovrallenamento, aspettare troppo può essere deallenante. Ci vuole sempre il giusto equilibrio

      Reply
  2. fabio | 21 Novembre 2014 at 17:04
     

    ciao marco, ho 28 anni sono alto 1,82 e peso 97 kg, sono anni che mi alleno ma non ho mai seguito una corretta alimentazione perciò mi ritrovo bello che appannato con un po di pancia. volevo chiederti sicccome vorrei fare questo test una volta fatto da chi posso farmi consigliare il da farsi? perchè come hai detto vorrei perdere un po di massa grassa senza perdere massa (magra).
    grazie mille
    spero ti compaglia la mia email.
    saluti
    fabio

    Reply
    • Marco Ferrari | 23 Novembre 2014 at 14:44
       

      Ciao Fabio, allenarsi senza seguire l’alimentazione, nella maggior parte dei casi significa lavorare a vuoto.
      In questi casi o ti puoi rivolgere a un nutrizionista sportivo e che sia sveglio e aggiornato con i discorsi inerenti alla massa muscolare e alle pratiche sportive oppure a un professionista serio del settore del fitness.
      Ricorda sempre che ciò che serve è la personalizzazione, fare le cose a caso non porta molto lontano. Serve una corretta alimentazione sportiva.
      Marco

      Reply
  3. Antonio | 19 Dicembre 2014 at 22:24
     

    Ciao senti vorrei farti una domanda, è possibile che in un mese io abbia perso 1,2 di massa magra allenando sempre 3 volte a settimana seriamente con esercizi in genere 6×6? Da quando ho ricominciato dopo l’estate non sono più aumentato anzi diminuito (secondo la bia ma una di quelle fatte a bilancia) con l ultimo tes risulto meno in forma di quando ho cominciato, premetto che mangio correttamente e cerco di mangiare proteico specie dopo gli allenamenti, non riesco a capire questo risultato prima di smettere prima dell’estate ero (180 cm 12,1% massa grassa e 65,7 kg di massa magra 1 kg grasso viscerale) ora anche se io mi vedo migliorato sia esteticamente che sotto il punto di vista della forza (prima alzavo 15 kg per parte sulla panca, ora sono arrivato a 30, faccio le spinte con 20 kg ecc..) sono diventato (16% massa grassa e 63 kg massa magra 2 kg grasso viscerale) ho 18 anni, sapresti darmi qualche motivazione a tutto ciò?

    Reply
    • Marco Ferrari | 20 Dicembre 2014 at 18:58
       

      Ciao Antonio, beh ogni caso va visto nella sua totalità. Ci possono essere tante variabili che vadano ad incidere su un discorso di questo genere.
      Può essere che l’allenamento che segui non sia adatto a te (ti alleni troppo e non recuperi). O che non lo sia in questo momento. Lo stress ad esempio incide in modo incredibile.
      Può essere che tu non inserisca abbastanza carboidrati (senza carbo si rischia di catabolizzare massa magra).
      Può essere che tu non inserisca verdura e frutta e la tua alimentazione sia troppo acida.
      Può essere che tu non dorma correttamente e nelle ore giuste.
      Darti una risposta precisa non mi è possibile purtroppo
      Ti consiglio la lettura di quest’articolo.
      Saluti
      Marco

      Reply
  4. arianna | 29 Gennaio 2015 at 13:38
     

    Ciao Marco, abito in provincia di Venezia: sai di dirmi dove posso andare a fare una BIA “seria”? Ti ringrazio in anticipo, Arianna.

    Reply
  5. Sergio | 4 Gennaio 2016 at 20:37
     

    Devo fare l’esame di bioimpedenza in una mattina di questa settimana,cosa mi consigli di mangiare a colazione?
    Va bene l’esempio che ti posto?
    Uno yogurt magro senza zuccheri
    una banana
    mandarini
    fette biscottate integrali con marmellata
    un succo d’arancia
    Secondo te va bene?
    Naturalmente evito come tu hai specificato il caffè,il cioccolato e il thè

    Complimenti per gli articoli e grazie dei preziosi consigli

    Reply
    • Marco Ferrari | 5 Gennaio 2016 at 09:42
       

      Ciao Sergio, non ci sono particolari problemi con l’esempio da te postato, poi dipende sempre dalle quantità, ciò che conta è non fare un carico troppo abbondante di zuccheri in prossimità del test quel giorno.
      Caffè e cioccolato possono creare problemi in quanto alimenti disidratanti.
      Saluti

      Reply
  6. Giulia | 23 Aprile 2016 at 14:49
     

    Ciao Marco! Vorrei farti una domanda: dalla bia risulta un valore leggermente sballato della pompa sodio potassio (1.1 e il range è 0.9-1) ma soprattutto ho un eccesso di ecw . Ci tengo a precisare che ho fatto 3 valutazioni (una a dicembre, una a febbraio e una adesso) e in tutte e tre risultava elevata l’ acqua extracellulare. Io mi alleno 3 volte a sett con pesi, uso veramente pochissimo sale, sono seguita da un nutrizionista sportivo, quindi a che altro può essere dovuto? E soprattutto c’è qualcosa che mi può aiutare ad abbassare il valore? Grazie mille!!

    Reply
    • Marco Ferrari | 24 Aprile 2016 at 11:33
       

      Ciao Giulia, tieni presente che le donne di per se tendono già quasi sempre ad essere infiammate di base, per una lunga serie di motivi. 8 su 10 le becchiamo così alla BIA. Il primo tra tutti i motivi è l’alimentazione insufficiente e troppo acida, poi a seguire il troppo allenamento.
      Nel caso in cui la ECW sia alta, significa appunto che c’è infiammazione, che può essere dovuta a quanto appena detto, più stress generale, mancato recupero ecc. Quando si è infiammati si tende a perdere BCM (massa contrattile) ed ecco perché si può vedere il valore scambio sodio/potassio che si alza leggermente. Generalmente questo può essere accompagnato anche dal valore EcMatrix più alto (prodotti del catabolismo) e da Angolo di fase leggermente basso. Diciamo che le cellule iniziano ad avere la membrana che perde un pochino di integrità.
      Da ricordare però che se il soggetto ha una buona quantità di massa muscolare tutto questo viene tamponato meglio, se invece la BCM non rispetta i requisiti minimi allora son dolori…
      Comunque se il valore ECW è molto alto (oltre i 45) anche i 3 allenamenti a settimana possono essere troppi, occorrerebbe quindi abbassare un pochino il tiro e concedere maggior recupero, provando magari ad allenarsi solo due volte e soprattutto curando al massimo l’alimentazione e l’equilibrio acido-base per spegnere l’infiammazione. In parole molto più semplici occorre fare quello che generalmente non si accetta di fare, allenarsi di meno e mangiare di più (e mangiare meglio).
      Saluti

      Reply
  7. paola | 26 Ottobre 2016 at 10:43
     

    Complimenti per la competenza dimostrata in tanti commenti . Ho iniziato palestra e educazione alimentare da circa due mesi . Ovviamente ho perso solo due kg!!!!ma la struttura corporea sta cambiando. Ma io vorrei perdere anche 15 kg. cosa dovrei fare? Inoltre stranamente pur facendo attività fisica seria ( ellittica, spinning ect.) non si forma mai acido lattico nei miei muscoli e assicuro che lavoro bene . Grazie

    Reply
    • Marco Ferrari | 27 Ottobre 2016 at 13:09
       

      Ciao Paola, grazie per i complimenti!
      Devi avere tanta tanta pazienza e seguire programmi adeguati che siano soprattutto adatti a te, alla tua composizione corporea, situazione fisiologica e attività da svolgere durante la giornata. Il che significa imparare anche a ragionare con determinati calcoli e numeri e non in maniera casuale.
      Dedicarsi poi a costruire massa magra (muscoli) che col tempo farà aumentare il metabolismo e sarà quello che ti consentirà di liberarti dal grasso in maniera corretta, equilibrata e definitiva. Ma niente fretta o altrimenti si rischia di buttare tutto nel wc.

      Per quanto riguarda il discorso acido lattico attenzione agli errori madornali e ai falsi miti che girano ancora nell’ambiente delle palestre. Se ti riferisci al dolore che solitamente si dovrebbe avvertire il giorno successivo all’allenamento, ricorda che non si tratta di acido lattico! Si tratta di DOMS (Delayed onset muscle soreness), ovvero dolori muscolari a insorgenza ritardata…e non sono altro che microlacerazioni del tessuto muscolare che si provocano appunto durante un certo tipo di allenamento. L’acido lattico viene smaltito e riutilizzato dal corpo nel giro di pochissimo tempo da quando viene prodotto in sede muscolare…generalmente nell’ordine delle due ore massimo. In ogni caso purtroppo non posso darti risposta sul perché non avverti indolenzimento, poiché le variabili in gioco sono tantissime che riguardano sia il workout in se (intensità, volume ecc.) e sia la struttura del soggetto che può essere più o meno predisposto. Ricorda però che questo non deve essere un metro di valutazione assoluto per giudicare la qualità di un buon allenamento. A tal proposito consiglio eventualmente la lettura di questo articolo di approfondimento:
      https://www.muscolarmente.com/indolenzimento-muscolare-dopo-palestra
      Saluti

      Reply
  8. Lorenzo | 6 Aprile 2017 at 22:53
     

    Ciao Marco, oggi ho effettuato per la prima volta il test bia seguendo tutti gli accorgimenti menzionati. Ho 30 anni, sono alto 1,70 e peso 65 kg. Faccio palestra da 3 mesi. Il valore del test è risultato essere completamente sballato con lo strumento Akern. Praticamente mi colloco a metà del riquadro dei cachettici in basso a destra all’estremità dell’ellisse più esterna. Mi hanno detto che tale valore non è attendibile, ma le prove successive lo hanno confermato. Non sono stati rilevati problemi alla macchina. Secondo te cosa può voler significare? Mi hanno parlato di un valore pari a 38..

    Reply
    • Marco Ferrari | 7 Aprile 2017 at 16:42
       

      Ciao Lorenzo, purtroppo darti una risposta precisa sull’accaduto non mi è possibile in quanto non ci sono dati su cui basarsi. Quel 38 messo così a caso non mi dice nulla…in rapporto a cosa?
      Nel caso in cui fosse corretta la collocazione nel grafico, questo starebbe ad indicare scarsa massa muscolare e struttura.
      Tutti gli altri dati li avete valutati? FFM, FM, acqua totale e sua distribuzione, angolo di fase ecc. ecc.
      Quello che potresti eventualmente fare è provare a cambiare strumento, utilizzando ovviamente sempre un altro Akern, per vedere se le rilevazioni sono identiche.

      L’unico caso in cui mi è stato riportata una situazione particolare è stato un ragazzo, il cui medico sosteneva che il suo corpo avesse problemi di conducibilità elettrica, cosa già di per se alquanto strana.

      Reply
  9. Davide | 7 Ottobre 2017 at 10:12
     

    Ciao Marco,

    Volevo chiederti come è possibile che i due strumenti menzionati sono differenti se entrambi sono strumenti (che misurano la stessa cosa) l’impedenza corporea?

    Reply
    • Marco Ferrari | 7 Ottobre 2017 at 20:29
       

      Ciao Davide, la BIA-ACC utilizza una tecnologia bioimpedenziometrica multifrequenza in grado di massimizzare l’efficienza delle misurazioni anche quando applicata a pazienti affetti da disturbi a carattere infiammatorio cronico o correlati allo stress.
      Proprio oggi ho effettuato delle modifiche importanti all’articolo a proposito di questa differenza, inserendo anche un video dimostrativo girato pochi giorni fa.
      Ti consiglio di rileggere l’articolo e osservare anche il video.
      La BIA-ACC non si limita ad una stima ma analizza le cellule…
      A presto!

      Reply
      • Nome (richiesto) | 8 Ottobre 2017 at 14:11
         

        ahahhahahahahhahahaha

        Reply
  10. Francesco | 27 Gennaio 2018 at 12:30
     

    Ciao Marco, sono arrivato al tuo sito informandomi e ricercando su google, leggo il tuo articolo ed dentro di me dico: “finalmente, ogni tanto qualcuno che dice le cose, semplici, con chiarezza, che ha capito come mettere in pratica la conoscenza ed il nozionismo” felice continuo, interessato e curioso, ed arrivo alla fine e vedo il mio video… Grazie di cuore e grazie per l’ottimo lavoro che svolgi – Sapere che esistono trainer come te, in un mondo di “Fritness” aria fritta… è un immenso piacere

    Reply
    • Marco Ferrari | 27 Gennaio 2018 at 21:02
       

      Ciao Francesco!
      Il piacere è tutto mio!
      Benvenuto e grazie per aver lasciato il tuo contributo.
      Ho aggiunto e condiviso il tuo video nel mio articolo con estremo piacere, poichè l’ho ritenuto una vera manna dal cielo. Illuminante e comprensibile anche per chi non è del settore.

      Purtroppo non è facile oggi passare certi concetti, anche perché dobbiamo scontarci quotidianamente con una marea di disinformazione, falsi miti e con i nuovi “guru” che remano contro…

      Personalmente non finirò mai di ringraziare il giorno in cui sono entrato nella realtà ISSA, che mi ha permesso di conoscere anche professionisti del livello di Boschiero. Sentirlo parlare nei seminari è qualcosa di estremamente coinvolgente ed illuminante.

      A volte, quando sento certi discorsi del tipo:
      – Contano solo le calorie…
      – O quando si fa sfacciata ironia sul “no carbo la sera…”.
      E simili…
      Mi verrebbe da mandarli tutti a vedere cosa fanno a Marcon, all’Open Accademy of Medicine.

      Chissà come mai allora le persone migliorano, senza cambiare l’apporto calorico e gli alimenti, ma solamente spostandoli ad orari più consoni…

      Ma tanto anche lì troverebbero da ridire no?
      Della serie: “la Bia non è attendibile…”.

      Certo, come dici tu, le altre magari non lo sono!
      Ma non molliamo!
      Un abbraccio.
      Marco

      Reply
      • Francesco | 28 Gennaio 2018 at 14:42
         

        Ciao Marco, il piacere è tutto mio.

        Il problema è davvero ampio, da sanitari e non che molto studiano e si nascondono dietro ad un foglio o titolo, ma poco comprendono.
        Arrivando a chi pur essendo passato dalla Open Academy of Medicine, si perde dei pezzi.

        Penso che le “credenze” e le “convinzioni” non sono siano dure a morire, ma fanno parte dei “bisogni” di molte persone.

        All’ultimo corso al coni fatto con la Fipe, mi hanno detto di usare il plicometro perché la bia non è attendibile, ed era un docente Issa, forse per questo non ho bandiere.

        Detto ciò sono davvero contento di incontrare persone come te, che non solo studiano e si aggiornano, ma condividono, divulgano, comprendono e rendono semplice.

        e questa è una vera rivoluzione

        Reply
        • Marco Ferrari | 28 Gennaio 2018 at 20:03
           

          Capisco perfettamente il tuo discorso e non posso che essere d’accordo.
          Purtroppo capita spesso che il singolo soggetto si perda poi per la strada, pur avendo ricevuto buona formazione. Forse l’influenza delle mode che “tirano di più”, ha comunque sempre la meglio sul buonsenso.
          Quanto alla plicometria è un metodo di valutazione che non ho mai apprezzato, proprio perché è operatore-dipendente e soggetta ad un sacco di errori. Senza contare che se stiamo poi a vedere, di conoscere il grasso sottocutaneo, ci interessa veramente poco, nel contesto della composizione corporea.
          Grazie nuovamente per l’apprezzamento!

          Reply
      • Francesco | 29 Gennaio 2018 at 11:46
         

        Ti piacerà sapere che stamani mi è stata notificata denuncia per il video, sono stato denunciato per diffamazione 🙂

        Reply
        • Marco Ferrari | 30 Gennaio 2018 at 11:36
           

          Ah cavolo Francesco…beh direi proprio di no, non mi piace per nulla 🙁
          Purtroppo non m’intendo di questioni legali, ma credo che quando si dice la verità e non si usano termini offensivi diretti, non ci siano gli estremi per una denuncia.
          Evidentemente qualcuno si sarà sentito in difetto?
          Mi auguro che tutto possa risolversi velocemente e senza troppi problemi.
          A presto…

          Reply
  11. Leyla | 2 Febbraio 2019 at 01:22
     

    Ciao Marco, mi chiamo Leyla e ti scrivo a quest’ora della notte perché mi trovo a vivere uno dei miei tanti momenti di sconforto. Vado subito al dunque perché la faccenda è seria e non voglio dilungarmi. Ho cominciato un percorso di alimentazione sana l’anno scorso a marzo, nel 2018, e ho cominciato a vedermi meglio già verso i primi di ottobre. Il grasso era sparito totalmente e così ho voluto cominciare la palestra verso il 15 dello stesso mese, ottobre. Stava andando tutto bene; la mia salute era alle stelle e l’allenamento andava piuttosto bene. Tutto questo è durato sino al 20 di dicembre però, perché durante le vacanze di natale e quindi mentre la palestra era chiusa, mi sono data alla pazza gioia con dolci e farine di ogni tipo, passando da un peso di 56,800 ad uno di quasi 60 kili. Il 7 gennaio ho ricominciato l’allenamento ma purtroppo adesso vedo le mie coscie visibilmente più grosse e con cellulite; e non credo che sia colpa della palestra dato che prima di riprendere questi 4 kili non avevo questo problema. Prima di fare tutti questi sgarri da un periodo che va dal 22 di dicembre al 7 gennaio, le mie cosce erano perfette e tutto andava per il meglio perché nonostante l’allenamento non le vedevo super grosse e “muscolose”. Ora invece che peso come ti dicevo quasi 60 kili (59,800), penso che non si tratti di muscoli ma bensì di grasso. Inoltre credo che tutto questo casino che ho fatto durante le vacanze di natale, questo cambio drastico di regime alimentare fatto di nuovo di sgarri continui, mi abbia provocato un’infiammazione non indifferente dentro il corpo perché è da dicembre che ho due dita gonfie, doloranti e che prudono (sono rispettivamente l’anulare della mano destra e il medio della mano sinistra). Adesso non so cosa fare: mi sono messa fra le mani di una nutrizionista così da perdere questi 4 kili ma vorrei anche prendermi un mese di pausa dalla palestra perché continuare in queste condizioni non ha senso. Ti prego di rispondermi e di aiutarmi perché ne ho davvero, ma davvero bisogno. Grazie mille in anticipo.

    Reply
    • Marco Ferrari | 2 Febbraio 2019 at 14:39
       

      Ciao Leyla,
      Purtroppo quelle formulate restano soltanto ipotesi, finché continuerai solo a fare riferimento al peso sulla bilancia e non avrai in mano dei dati più precisi sulla valutazione della composizione corporea. Sono argomenti che tratto ormai con insistenza da anni…

      L’infiammazione e gli eccessi alimentari (zuccheri, cibi spazzatura, eccesso di carboidrati sul soggetto che non li sa gestire…) trattengono acqua, quindi gran parte del peso accumulato “potrebbe” derivare da questo.

      Ti suggerisco di trovare innanzitutto qualcuno che possa farti una valutazione più precisa, come appunto la bioimpedenza descritta in questo articolo e possibilmente con uno strumento attendibile e affidabile come quelli citati.

      Per il resto parlando di gambe e glutei, bisogna ricordare che per le donne si tratta spesso di una zona già di per se sofferente (tendenza ad infiammazione, ritenzione idrica, cellulite ecc.); intestardirsi sul distretto inferiore, aumentando magari il volume di lavoro, potrebbe non far altro che peggiorare le cose, aggiungendo ulteriore infiammazione ed acidosi. Ma come detto sopra, tutto questo, senza una bioimpedenza in mano, con dati più precisi, diventa difficile da stabilire (acqua extracellulare in primis).

      In ogni caso per questo discorso, il lavoro di forza, con poche ripetizioni, carichi consistenti e recuperi ampi, è comunque da preferire. Questo è un argomento che ho trattato molto bene in questo articolo:

      https://www.muscolarmente.com/gambe-grosse-muscolose

      Resta poi da quantificare il corretto volume di lavoro settimanale adatto alla propria situazione. Non è quindi questione di sospendere la palestra ma di ridurre eventualmente il lavoro per il distretto inferiore (ammesso sempre che sia quello il problema), premiando invece maggiormente quello per la parte superiore.

      Per ciò che riguarda l’infiammazione, legata soprattutto all’alimentazione, ho scritto invece un altro contenuto approfondito da leggere con attenzione:

      https://www.muscolarmente.com/infiammazione-e-alimentazione

      Per il resto bisogna sempre puntare al dimagrimento generale, prima di tutto con una corretta gestione della dieta, che dev’essere calcolata e personalizzata, ovvero gestione perfetta calorie e macronutrienti. Bisogna ragionare con i numeri e monitorare tutto…

      Infine indubbiamente, e questo lo sottolineo, problematiche legate alla sfera dello stress, dell’emotività e dello stile di vita (orari sballati per pasti ed allenamenti, cattiva qualità e quantità del sonno notturno, perdita dei ritmi circadiani ecc.) non fanno altro che rendere le cose estremamente più difficili, perché tutto ciò altera la produzione ormonale. Come ho detto in molte occasioni, per un soggetto stressato (ansia, depressione, pensieri fissi…) diventa estremamente difficile, se non impossibile, liberarsi dal grasso (soprattutto addominale), dall’infiammazione e costruire massa muscolare, per via dei livelli elevati di cortisolo. Diciamo pure che probabilmente questi problemi non li risolverà mai, finché non si darà una calmata.

      E a giudicare dal fatto che stai scrivendo di notte e dal tuo atteggiamento nei confronti di una problematica non di certo seria, direi che forse ci sarebbe da lavorare anche su questo.

      Una volta sistemati i parametri principali su allenamento e alimentazione, bisogna monitorare anche tutti quelli secondari ed esterni a dieta e palestra.
      Saluti

      Reply
  12. jacopo t | 3 Giugno 2019 at 17:51
     

    Salve Marco,
    mi complimento di come hai impostato il sito e della quantità e qualità delle informazioni che hai postato .
    Ci sono però delle informazioni poco veritiere e tendenziose che alterano la percezione della scienza che stai cercando di divulgare in questo sito , proprio inerenti la bioimpedenza.
    Sulla bioimpedenza hanno scritto tanti , molti hanno fatto confusione sulla funzionalità reale della metodica , molti hanno fatto speculazione , pochi riescono ad utilizzare le potenzialità della tecnica senza cadere nella “magia”.
    Sebbene “militi” sotto una bandiera industriale , sono oltre 20 anni che mi confronto con specialisti di tutto il mondo di body composition e lavoro nella ricerca operativa anche nel mondo sportivo .
    Dobbiamo essere onesti e precisi quando citiamo prestazioni o mancate prestazioni dei prodotti , tu citi dei fantomatici lavori di un anatomopatologo che ha fatto prove su cadaveri , andrebbero citati gli autori e i dati . E’ ormai diventata una leggenda metropolitana in ISSA . La realtà è che se ti informi bene , non è possibile effettuare prove su cadaveri a meno che non sia condotto sotto comitato etico e con specifiche autorizzazioni legali . Inoltre un cadavere , ma anche un paziente terminale o in cure palliative presenta dei parametri impedenziometri come angolo di fase che tende a zero. Leggiti questo articolo Hui, David, et al. “Prognostication in advanced cancer: update and directions for future research.” Supportive Care in Cancer 27.6 (2019): 1973-1984. SFBIA (50khz) viene usato anche per determinare la freschezza della carne di pesce e risalire tramite la curva inversa di decadimento dell’angolo di fase al tempo di uccisione. ciò in netto contrasto con quanto affermato dall’ ipotetico studio sui cadaveri. Ti aspetto alla convention issa 2019 per un sano confronto e così potrei avere la chance di imparare qualcosa di nuovo (oppure no) .

    Reply
    • Marco Ferrari | 4 Giugno 2019 at 09:47
       

      Ciao Jacopo, ti ringrazio per aver letto e apprezzato i contenuti del mio blog.
      Mi auguro che con “informazioni poco veritiere” tu ti riferisca solo ed esclusivamente alla vicenda menzionata dell’anatomopatologo, perché per il resto mi sono semplicemente impegnato a riportare per filo e per segno, il significato di ogni voce inerente ai valori che si riscontrano con le misurazioni di una qualsiasi Bia, nonché il funzionamento e la grande utilità di questi strumenti nel nostro campo. E penso non ci sia nulla da obiettare quando ad esempio ricordo quali sono i riferimenti ideali sull’acqua extracellulare, piuttosto che sull’angolo di fase e via discorrendo.

      Chi lavora nel vostro settore (lato sviluppo e supporto strumenti) a mio avviso dovrebbe in un certo senso, leccarsi le dita per dei contenuti di questo genere, perché sono questi che consentono all’utente medio di capirci qualcosa… o almeno ci provano. In caso contrario, utilizzando il solo “linguaggio tecnico”, si riceveranno per la maggior parte espressioni bovine come risposta. All’utente medio, archiviato il discorso peso sulla bilancia, interessa aver perso i cm in vita, entrare nei pantaloni o nella gonna, aver aumentato la circonferenza del bicipite, cose palpabili e fruibili.

      Come disse il nostro carissimo prof Zambelli, mostrando il nostro classico foglio con i valori espressi dalla Bia:
      “Scordatevi di passare questo al cliente, scordatevelo!”.
      Nel senso che al cliente interessano le variabili citate sopra…

      Detto ciò, per quel discorso specifico, avevo fatto riferimento ad un video pubblicato dal collega, che mostrava i referti, spiegando per l’appunto queste differenze. Nel tempo però questo video è stato eliminato dal collega, credo per alcuni conflitti che si erano venuti a creare ed infatti avevo già modificato tempo fa il contenuto dell’articolo. A questo punto, trattandosi di un fatto non più dimostrabile, sarà mia premura modificare il contenuto ancora una volta, escludendo del tutto questa vicenda.

      Preciso soltanto che in ogni caso non avevo fatto altri nomi, ma avevo semplicemente scritto “test comparativi, utilizzando una Bia classica di buona qualità e la BIA-ACC”.

      Per il resto, penso di essere ancora libero di poter esprimere una preferenza o prendere una posizione… in casa mia. E, dal momento che la maggior parte dei colleghi ISSA hanno fatto la stessa scelta o addirittura hanno provveduto a sostituire strumenti che già possedevano, credo che sia perché si sono ben capite la qualità e le potenzialità di un determinato prodotto.

      Sarò sicuramente presente alla Convention ISSA e se ci sarà occasione sarò lieto di ricevere nuove informazioni in generale.
      Grazie anche per l’articolo segnalato che provvederò a visionare.
      Saluti e buon lavoro
      Marco Ferrari

      Reply

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